Non saranno forse felici di saperlo i numerosi amanti di cani e gatti, ma sembra che i proprietari di animali domestici siano più nevrotici e apprensivi rispetto al resto della popolazione. È quanto svela uno studio condotto dall’Università della California, nell’esaminare i tratti di personalità di chi condivide l’esistenza in compagnia di un amico a quattro zampe. E sebbene la ricerca confermi degli elementi di personalità non propriamente semplici da digerire, in realtà si tratterebbe di inclinazioni tutt’altro che negative per l’accudimento degli animali.

La ricerca si è basata sull’analisi di un campione rappresentativo di oltre 1.000 proprietari di cani e gatti, diffusi in ogni angolo dagli Stati Uniti. Pubblicato sul Journal Of Applied Animal Welfare Science, lo studio ha cercato di tracciare i profili comportamentali degli intervistati, attraverso questionari mirati. È emerso come gli amanti dei quadrupedi assomiglino molto alle cosiddette “mamme elicottero”, quei genitori che opprimono i figli con la loro presenza costante, impedendo loro di compiere da soli i passi fondamentali per la crescita. In altre parole, si tratti di Fufi o Fido, gli umani sarebbero troppo ansiosi e iperapprensivi, fino a sfiorare il labile confine con la nevrosi.

I ricercatori hanno suddiviso gli intervistati in quattro gruppi, a seconda delle risposte ricevute: gli amanti dei cani, gli amanti dei gatti, i sostenitori di entrambe le specie e i disinteressati. Il primo dato emerso è come i proprietari di felini si contraddistinguano per creatività, spirito avventuroso ma anche per l’ansia, seguiti dagli amici dei cani più estroversi, fedeli ma poco inclini al rischio. In entrambe le categorie, tuttavia, è apparso con una certa imponenza un substrato nevrotico, dove ci si preoccupa più del dovuto di rischi e pericoli rispetto alle esigenze dell’animale, conseguentemente eccedendo con il controllo.

Il fatto che livelli più alti di nevrotismo siano associati con l’affettività e l’ansia, suggerisce che le persone che hanno ottenuto alti punteggi in questo ambito possano manifestare alti livelli di dipendenza dai loro animali. Un fatto che potrebbe essere positivo per gli esemplari domestici.

Una simile caratteristica non è di per sé negativa nell’accudimento degli animali domestici, così come anche sottolineano gli autori dello studio. Ma potrebbe esserlo nei confronti di bambini e adolescenti, appunto per la questione della “mamma elicottero” riportata poc’anzi. Per questo, i risultati della ricerca non fanno altro che andare in direzione dell’effetto benefico della presenza di cani e gatti in casa, poiché permettono alle persone più apprensive di sublimare ansie e preoccupazioni immotivate, gestendole nel tempo.

15 gennaio 2015
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