Perché i gatti fanno l’occhiolino ai proprietari? Lo spiega la scienza

È uno dei comportamenti felini più riconoscibili, certamente noto a tutti gli appassionati: di tanto in tanto, i gatti sembrano fare l’occhiolino ai proprietari. Non un’operazione veloce, così come accade fra gli uomini, bensì un lento movimento di chiusura di entrambe le palpebre, spesso accompagnato da fusa e dal massimo relax. Nella cultura popolare, si tende a indicare questa particolarità come “il bacio del gatto”, ovvero il modo che il quadrupede sfrutta per comunicare l’amore verso il suo umano di riferimento. In realtà, più che affetto e amore, l’azione indicherebbe invece fiducia.

È quanto rende noto Mikel Delgado, ricercatore di comportamento felino per il dipartimento di Medicina Veterinaria presso l’Università della California Devis. Secondo l’esperto, l’animale chiude momentaneamente gli occhi per dimostrare la propria fiducia: un atto che per il felino rappresenta il massimo relax, poiché in una situazione che non lo costringe a mantenere elevata l’attenzione verso ciò che accade nelle sue vicinanze.

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In altre parole, il gesto dimostra come il proprietario, per il felino, non rappresenti una minaccia. È equivalente alla consuetudine, sebbene non particolarmente diffusa, di mostrare l’addome: quando il gatto permette al proprietario di avvicinarsi e accarezzare la pancia, trasmette la totale assenza di ansia oppure di timore.

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Bisogna però prestare attenzione, così come numerosi esperti in comportamento felino sottolineano, nel fissare direttamente negli occhi un gatto, anche il più sornione. Nella maggior parte dei casi, infatti, l’azione rischia di essere interpretata dall’animale come una sfida, attivando la reazione di combattimento oppure di fuga. Quando il gatto fa l’occhiolino, spiegano i ricercatori, è invece più indicato stendere la mano o un dito in direzione dell’animale, affinché possa annusarlo. Se il gatto dovesse allontanarsi, bisognerà rimandare la fase delle coccole: in quel momento, il quadrupede comunica di non voler essere toccato.

12 aprile 2018
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I vostri commenti
Maurizio, sabato 14 aprile 2018 alle7:54 ha scritto: rispondi »

Questa ricerca dice l'ovvio, perché la fiducia è proprio sinonimo di amore, come sa bene la cultura popolare. Non ci voleva l'università di California per capirlo :)

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