Una grande mobilitazione quella che ha coinvolto animalisti, ambientalisti, associazioni e semplici sostenitori del Parco Sirente Velino in Abruzzo, che si sono opposti contro la proposta di riduzione del territorio protetto. L’idea era stata avanzata da Luca Ricciuti, consigliere regionale di Forza Italia, in discussione in aula ieri e sottoposta all’esame della seconda commissione del Consiglio Eegionale. Ma l’incredibile passaparola tra sostenitori e amanti del Parco ha consentito la creazione di una petizione che, in pochissimi giorni, ha raggiunto e superato la cifra record di 200.000 firme.

La proposta di riperimetrazione di circa 4.000 ettari di territorio incontaminato e protetto avrebbe favorito la devastazione di quello che è un piccolo e importante polmone verde, situato al centro dell’Italia e luogo fondamentale per molte specie protette. La scelta di smantellare una fascia verde necessaria per la salvaguardia di animali come l’orso marsicano e il lupo, avrebbe favorito progetti immobiliari e l’ampliamento della zona venatoria.

La raccolta firme consegnate direttamente al Presidente della Conferenza dei Capigruppo, Giorgio De Matteis, ha decretato il ritiro della proposta. Tecnicamente la legge ritornerà in commissione, dove sedimenterà per l’intera legislatura. Grande soddisfazione anche da parte del presidente del Parco, Simone Angelosante, per questa risposta positiva e coesa. Feedback che è giunto anche da altre forze politiche, di diverso e vario orientamento, oltre che dai sindacati regionali.

La creazione dell’area protetta, che ha subito un avvio lento, si è guadagnata negli anni consensi e stima da parte degli abitanti locali e dei turisti. Oltre all’evidente compito di salvaguardia per molte specie animali e vegetali, è un importante richiamo per il turismo e favorisce un buon ritorno economico. Non solo: il progetto del Parco ha raccolto pareri positivi da parte di molti amministratori locali che hanno criticato aspramente la proposta ormai archiviata.

18 dicembre 2013
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