Cambia il paniere ISTAT per il 2017 e fanno il loro ingresso i cibi vegetariani e vegani. Un segnale che, secondo l’ente statistico, i consumatori che hanno scelto di rinunciare alla carne stanno assumendo un ruolo di sempre maggior rilievo all’interno dei consumi alimentari italiani.

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L’ingresso dei prodotti vegetariani e vegani nel nuovo paniere ISTAT è però solo una parte di quei 12 nuovi elementi che contribuiscono a definire il tasso di inflazione nazionale. Fra questi anche la birra artigianale e i centrifugati di frutta consumati al bar.

Altre novità 2017 sono le “action camera” (che sostituiscono le telecamere tradizionali), gli smartwatch, le soundbar, i preparati di carne da cuocere, cartucce a getto d’inchiostro, servizi assicurativi per l’abitazione, asciugatrici, le centrifughe e i dispositivi da polso per le attività sportive.

Sono 80 i Comuni che contribuiscono alla definizione dell’inflazione attraverso il paniere, come accaduto nel 2016, mentre risulta coperta una fetta di popolazione equivalente all’83,7% del territorio provinciale. Forte la crescita a gennaio per gasolio (+10,6% rispetto a dicembre 2016), benzina e derivati (+6%) mentre è rilevante, ma più contenuta quella dei generi alimentari non lavorati (+3,5%).

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Critiche dalle associazioni dei consumatori per quanto riguarda la selezione dei prodotti a paniere, che comprende: per il 16,5% “Prodotti alimentari e bevande analcoliche”; per il 13,93% “Trasporti”; 11,49% “Servizi ricettivi e di ristorazione”; per il 10,73% “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”.

Particolarmente dura la critica di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che considerano ancora insufficienti le modifiche al paniere operate dall’ISTAT:

Continuiamo a nutrire non pochi dubbi sulla adeguatezza del paniere per la rilevazione del reale andamento dei prezzi. Prosegue l’immissione, già iniziata negli anni scorsi, di prodotti tecnologici molto costosi, ancora limitatamente diffusi: si tratta di una scelta che riteniamo errata, poiché la inevitabile contrazione dei prezzi di tali beni nel tempo condiziona al ribasso il tasso di inflazione in termini generali.

Soddisfatto invece il Codacons dalle modifiche al paniere, sostiene Carlo Rienzi, mentre suscita ancora delle perplessità il peso assegnato alle diverse componenti:

Giuste, rispecchiano i cambiamenti registrati nelle abitudini degli italiani, specie sul fronte alimentare. È tuttavia incomprensibile la scelta di aumentare il peso di abbigliamento e calzature, settore che ha registrato i tagli di spesa più consistenti da parte delle famiglie negli ultimi anni, e far diminuire il peso di abitazione, acqua ed elettricità, voci che al contrario registrano una costante crescita della spesa da parte dei cittadini e che incidono sempre più pesantemente sui bilanci delle famiglie.

3 febbraio 2017
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