Nichel: gli alimenti che lo contengono

Il nichel è la causa più comune di allergia ai metalli. È un oligoelemento presente ovunque in natura: l’allergia a questo metallo è un problema cronico e ricorrente, da cui sono colpite più spesso le donne rispetto agli uomini. Questa forma allergica può svilupparsi a qualsiasi età, con una elevata tendenza a persistere per tutta la vita.

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Il nichel è presente nella maggior parte degli alimenti e la dieta è considerata una delle principali fonti di esposizione per la popolazione generale. L’attenta selezione attenta degli alimenti tra quelli con una concentrazione di nichel relativamente bassa ha mostrato di essere utile per ridurre la manifestazione della dermatite allergica nei soggetti sensibili.

Distribuzione del nichel

Il nichel è naturalmente presente nel suolo, nell’acqua, nell’aria e nella biosfera. La sua concentrazione nei tessuti vegetali è compresa tra 0.5 e 5 microgrammi per grammo di peso, mentre nei tessuti animali è tra 0.1 e 5 microgrammi per grammo. Nell’acqua dolce tra 5 e 100 microgrammi per litro.

Il ciclo del nichel

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Tutti i vegetali acquisiscono una certa quantità di nichel dai terreni, gli animali da ciò di cui si nutrono, e dall’acqua. L’uomo acquisisce il nichel sia dagli alimenti di origine animale che da quelli di origine vegetale. Il contenuto nel cibo è fortemente influenzato dalla concentrazione di nichel nel terreno. Tale concentrazione varia da luogo a luogo. Alcuni dei fattori che influenzano la presenza del metallo nel suolo sono:

  • il tipo di terreno;
  • uso di pratiche agricole che includano l’uso di alcuni fertilizzanti o pesticidi;
  • la contaminazione del suolo con effluenti industriali e rifiuti urbani;
  • la distanza da alcune industrie, come ad esempio le fonderie.

Il nichel negli alimenti

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Questo metallo è presente nella maggior parte di ciò di cui ci nutriamo: infatti, come già sottolineato, il cibo è la principale fonte di esposizione al nichel per la popolazione generale.

La principale fonte alimentare di nichel è il cibo di origine vegetale: la quantità di nichel negli alimenti può variare considerevolmente da un luogo all’altro. Diversi studi hanno dimostrato che si tratta comunque di un elemento ubiquitario e la sua presenza è stata riscontrata nell’analisi in questi alimenti:

  • cereali, pollame, pesce, uova, verdure a foglia verde, patate, latte, latticini, dadi, frutta fresca, oli e grassi, piselli e lenticchie e fagioli secchi.

È presente anche in snack e cibi pronti come:

  • tè istantaneo, caffè solubile, anacardi tostati e salati, crema pasticcera, patatine fritte, cioccolato.

Alcuni cibi sono normalmente ricchi di nichel sono:

  • cacao e cioccolato, semi di soia, farina d’avena, noci e mandorle, verdure fresche e secche.

Tra gli alimenti con più alto contenuto di nichel, indipendentemente dal suolo e dalla zona di produzione, si elencano:

  • frumento integrale, cereali integrali, segale, avena, miglio, grano saraceno, cacao, cioccolato, tè, gelatina, lievito in polvere, prodotti di soia, fagioli rossi, piselli, lenticchie, arachidi, semi di soia e ceci, frutta secca, cibi in scatola e bevande, liquirizia.

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Quantità considerevoli di nichel sono state riscontrate anche in:

  • birra, vino rosso, sgombro, tonno, aringhe, crostacei e molluschi, semi di girasole, semi di lino, nocciole, pasta di mandorle, noci, pomodori, cipolla, carote crude.

Il ruolo del nichel nelle funzioni biochimiche non è chiaro, tuttavia è stato suggerito un fabbisogno giornaliero pari a 25-35 microgrammi.

12 marzo 2018
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