Le melanzane sono il frutto commestibile della Solanum melongena, una pianta che appartiene alla famiglia della Solanacee come le patate, i pomodori, i peperoncini, i peperoni e anche le bacche di Goji.

La pianta è originaria dell’India e, secondo alcune ricerche botaniche, la sua coltivazione a scopo alimentare risale alla preistoria. Tuttavia è stato solo nel 1500 che la melanzana si è diffusa in Europa. Nonostante questa tardiva diffusione, oggi è uno degli ortaggi simbolo delle colture dei Paesi che dell’area mediterranea.

In Italia le melanzane sono anche l’ingrediente base di due note ricette della tradizione gastronomica: la classica parmigiana di melanzane e la pasta alla Norma.

L’uso alimentare delle melanzane e la loro coltivazione è diffusa in tutto il modo: i maggiori produttori sono la Cina e l’india, mentre in Europa la sua coltivazione è diffusa soprattutto in Spagna, Olanda, Italia e Grecia. Per la vendita diretta e per l’industria alimentare della conservazione vengono coltivate diverse varietà di questo ortaggio: i frutti si distinguono per forma, colore, dimensioni e sapore.

Sui banchi dei nostri mercati e anche nella grande distribuzione si trovano, ormai tutto l’anno, melanzane tonde, più adatte alle preparazioni che ne prevedono l’uso a fette, e melanzane lunghe, ottime per essere “trifolate” a dadini o per condire del riso o la pasta.

Vediamo quali sono i valori nutrizionali di questo prodotto ortofrutticolo e come consumarle.

Caratteristiche nutrizionali

Le melanzane sono un ortaggio povero di calorie: una porzione da 100 g apporta solo 18 kcal, in quanto la polpa è costituita prevalentemente da acqua, che rappresenta infatti il 93% del peso. Questo ortaggio apporta pochi carboidrati, solo il 3% circa del peso, poche fibre alimentari, circa il 2.8%, e una quantità trascurabile di grassi e proteine.

Piuttosto interessante è il contenuto in sali minerali e altri micronutrienti: questi alimenti sono un’ottima fonte soprattutto di potassio. L’abbondanza di questo minerale rispetto alla minima quantità di sodio fa delle melanzane un alimento con riconosciute virtù depurative e diuretiche. Chiaramente, per assicurarsi questo effetto, serve evitare di salare per insaporite e preferire piuttosto l’uso di spezie.

Come tutti gli ortaggi di colore blu-viola, anche le melanzane sono un’ottima fonte di antiossidanti come antocianine e carotenoidi. Le prime hanno dimostrato di essere efficaci nella prevenzione dell’arteriosclerosi, mentre i secondi nella riduzione del rischio di ictus, cataratta, invecchiamento cellulare e cutaneo.

Come consumarle

Le melanzane, così come le patate, sono prodotti vegetali che devono essere consumati esclusivamente cotti: infatti da crudi sono una fonte di solanina, un alcaloide che, assunto in alte dosi, causa una intossicazione che si manifesta con marcata sonnolenza, emicrania e anche febbre. La cottura non distrugge completamente la solanina ma è in grado di ridurne al minimo la concentrazione.

Come per tutti gli ortaggi il miglior metodo di cottura è al vapore, tuttavia le melanzane sono ottime anche grigliate e condite con poco olio extravergine a crudo, un po’ di basilico o origano.

La classica parmigiana di melanzane e la nota pasta alla Norma andrebbero preparate, almeno secondo la ricetta originale, con le melanzane fritte. Tuttavia la polpa di questi ortaggi assorbe molto olio e nell’ambito di una dieta sana ed equilibrata i fritti andrebbero assunti con moderazione, non solo per l’elevato apporto calorico ma anche per evitare l’appesantimento del fegato.

11 dicembre 2015
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