Il mango è certamente, tra i frutti di origine tropicale, uno degli esemplari più diffusi e amati. Grazie al suo sapore intenso, nonché al profumo inconfondibile, è spesso scelto sia per il consumo fresco che per le più svariate ricette, anche tipiche del periodo estivo. Ma come riconoscere un mango maturo, per assicurarsi il massimo dell’esperienza, sia gustativa che in termini di consistenza, al palato?

Prima di procedere, è bene sottolineare come del mango esistano diverse varietà, non tutte caratterizzate dalle medesime condizioni di maturazione, nonché dallo stesso sapore. Per questo motivo, prima di procedere è utile chiedere informazioni precise al proprio fornitore di fiducia. Le informazioni fornite di seguito, di conseguenza, hanno solo carattere generico.

Mango: la pianta e il frutto

La Mangifera indica è un albero di origine tropicale appartenente alla famiglia delle Anacardiacee. Nativa dell’India, oggi questa pianta viene coltivata in tutte le zone del mondo dal clima caldo e soleggiato, non solo in India ma anche largamente ai tropici.

L’albero del mango si caratterizza per una natura sempreverde: dal tronco importante e dalla corteccia resinosa, può raggiungere anche i 40 metri d’altezza, nonché sviluppare una chioma ampia e molto ramificata. Le foglie sono d’intenso colore verde lucido, nonché di dimensioni anche oltre i 10 centimetri in lunghezza. Da queste, nel periodo d’attività della pianta si sviluppato dei fiori tra il bianco e il rosa e, da alcuni di questi, verranno a formarsi i tipici frutti, conosciuti in tutto il mondo per il loro sapore e la loro versatilità.

L’omonimo frutto presenta una forma ovale, con una buccia di colore giallo, verdognolo oppure sui toni dell’arancione. Si tratta di un esemplare di dimensioni rilevanti, poiché un singolo mango può arrivare a pesare anche 500 grammi. All’interno, il mango si caratterizza per una polpa dai toni gialli o arancioni: questa si sviluppa attorno al nocciolo centrale, anch’esso di dimensioni rilevanti, nonché seme della pianta. Ogni singolo frutto impiega dai tre ai sei mesi per maturare, anche se possono sussistere delle importanti differenze a seconda della varietà. In genere, sono due le più gettonate: la filippina Camboya, allungata e tipicamente verde, a cui si aggiunge l’indiana Mulgoba, più grossa e compatta, nonché dalle caratteristiche sfumature rossastre di colore.

Riconoscere un mango maturo

Non esiste una modalità univoca per identificare un mango maturo, tant’è che ogni cultivar, nonché ogni popolo mondiale, propone metodi più o meno validi a questo scopo. Inoltre, delle differenze sostanziali potrebbero manifestarsi da una varietà del frutto all’altro, dovute sia alla consistenza tipica degli esemplari, nonché dal colore della buccia.

In linea generale, il primo passo per conoscere il livello di maturazione è quello di saggiarne la consistenza. Prendendo il mango con due dita, e applicando una lieve pressione, il frutto dovrebbe risultare blandamente morbido. Se al tatto risultasse solido, significa che non è ancora maturo. Al contrario, se risultasse molliccio, la maturazione è ormai troppo avanzata.

Altro indicatore utile è quello del profumo. Avvicinando l’esemplare al naso, si dovrebbe percepire un profumo dolciastro, soprattutto in prossima del picciolo. L’assenza di un odore immediatamente riconoscibile dovrebbe suggerire come il frutto non sia ancora pronto per il consumo. Al contrario, un profumo troppo dolce e troppo intenso, quasi nauseante per quanto forte, potrebbe indicare la presenza di un mango ormai avviato alla sua fase finale di conservazione. Oltre all’odore, il riferimento potrebbe essere quello del peso, a seconda delle caratteristiche medie della varietà presa in considerazione.

Infine, utile potrebbe essere l’analisi della buccia, anche se vi sono differenze molto rilevanti a seconda della cultivar prescelta. Un mango maturo presenta una buccia solitamente uniforme, dai colori caratteristici del verde intenso, del giallo o anche con sfumature rossastre. Alcune varietà presentano anche dei puntini, segnale dell’avvenuta maturazione, ma anche delle rughe, come nel caso dell’Ataulfo. Se le rughe sono poche, ma percepibili al tatto, il frutto è pronto per il consumo. Se dovessero essere troppe, e decisamente profonde, l’esemplare potrebbe trovarsi alla fine del suo ciclo.

11 settembre 2016
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