La città smart del futuro: la visione di Eric Cassar, Nicola Delon e Carlo Ratti

Le nostre città stanno cambiando. Il digitale le sta rivoluzionando rendendole sempre più smart, intelligenti sia nella gestione dei trasporti, sia nell’uso dell’energia.

Tra i ricercatori più interessanti e originali di queste trasformazioni ci sono certamente tre architetti: Eric Cassar, Nicola Delon e Carlo Ratti. Tutti e tre hanno dato il proprio contributo nell’immaginare come potranno modificarsi i centri urbani del futuro e proprio con loro tre abbiamo avuto modo di confrontarci in occasione dei “Dialoghi del Farnese“, degli icontri organizzati dall’Ambasciata di Francia e dall’Institut francais Italia per stimolare e riflettere sulle grandi sfide della società di oggi.

La visione dei tre architetti concorda su un fatto: nella mobilità urbana si sta assistendo a una velocità di trasformazione senza pari. Alla base di questa trasformazione in atto c’è il digitale, che consente di utilizzare on demand i trasporti. Questo è visibile in modo evidente in tutti i servizi di car sharing che stanno popolando le nostre città. E questa tendenza si accentuerà ancor di più con le auto a guida autonoma che, secondo i tre architetti, saranno utilizzate come forme di trasporto individuale e collettivo allo stesso tempo.

Secondo Ratti, in particolare, la guida autonoma si rivelerà un car sharing più efficiente. Grazie alle auto senza pilota sarà possibile avere sempre un mezzo a disposizione che potrà raggiungerci e portarci in qualsiasi punto della città, eliminando completamente la necessità di cercare un’auto. Questo tipo di mobilità on demand cambierà drasticamente il nostro modo di spostarci in città.

Carlo Ratti

Nicola Delon, Carlo Ratti e Eric Cassar a Palazzo Farnese

Ma si sbaglierebbe a pensare a una città del futuro invasa dalle macchine, infatti, secondo Cassar, nonostante la disponibilità sempre maggiore di soluzioni per muoverci nei centri abitati quella più efficiente e sostenibile rimarrà sempre il cammino a piedi. Ci sarà una riscoperta dei marciapiedi, la vera “tecnologia” che tutte le città ad alta densità abitativa dovranno implementare per rendere le nostre vite da commuter efficienti e a basso impatto ambientale.

La tendenza comunque è segnata per le smart cities che si baseranno sempre più, per dirla alla Ratti, su “sustainability and sociability”, sostenibilità e comunità non solo per quanto riguarda la mobilità, ma anche per l’uso dell’energia.

Ci saranno sicuramente delle soluzioni innovative, come quelle ipotizzate da Nicola Delon che già qualche anno fa aveva ideato delle pale eoliche installate su pali di alta tensione, ma soprattutto ci sarà un nuovo modo di usare l’energia. Anche in questo caso si tratterà di un cambio di paradigma, come quello avvenuto nella mobilità, e dalla rigidità novencetesca si passerà alla fornitura ondemand, nel momento in cui ne abbiamo bisogno. L’energia arriverà nel momento giusto e al posto giusto e sarà dosabile in base alle esigenze degli utilizzatori finali oltre ad essere prodotta sempre più da rinnovabili.

L’affermazione delle fonti pulite, a detta di Carlo Ratti, sarà ineluttabile, non soltanto per i vantaggi legati alla sostenibilità, ma soprattutto perché ormai più economiche rispetto a tutte le altre. Per quanto riguarda il solare, ad esempio, il costo è di 15 dollari per MWh, quindi al di là delle scelte politiche, sarà l’economicità delle rinnovabili a imporle definitivamente sul mercato.

Il digitale, dunque, sta modificando radicalmente il rapporto che abbiamo con gli agglomerati urbani e come li abitiamo, ma questo cambiamento avrà senza dubbio un impatto positivo non solo sull’efficienza ma anche sulla sostenibilità della vita nelle nostre città.

30 ottobre 2018
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