I circa 70 miliardi di euro che serviranno a incentivare il fotovoltaico nel periodo 2012-2031 non sono una spesa inutile né, men che meno, una grande truffa ai danni dei cittadini che li pagano in bolletta. Al contrario i benefici complessivi degli incentivi al fotovoltaico sono superiori al loro costo. È l’analisi dell’ASPO che, in un post a firma di Dario Faccini su Nuove Tecnologie Energetiche, fa i conti per capire se e quanto conviene incentivare l’energia rinnovabile prodotta dal sole.

Faccini confronta la spesa per gli incentivi, per 20 anni, che ammonta a 72,4 miliardi di euro con le altre spese caricate sulle bollette degli italiani negli scorsi anni e che, per alcune voci, dureranno fino al 2020. Spese importanti come il decommissioning nucleare (una ventina di miliardi) o anche gli incentivi Cip6 per le assimilate alle rinnovabili (un’altra ventina di miliardi). Il tutto per un totale che Faccini calcola il 61,7 miliardi di euro di peso sulle bollette.

Poi, però, ci sono i vantaggi del fotovoltaico:

La colonna centrale è molto importante in quanto riporta alcuni benefici che deriveranno dal fotovoltaico già installato. In ordine, partendo dal basso, si possono stimare in modo conservativo: 1,16 miliardi per minori spese di quote CO2; 15,7 per l’abbassamento del prezzo dell’elettricità nelle ore centrali della giornata (peak shaving); circa 8 per minori esternalità ambientali e sanitarie (danni evitati rispetto ad aver utilizzato centrali termoelettriche); 19,3 come valore di mercato dell’energia prodotta. Tralasciando quest’ultimo contributo, la parte di colonna colorata rappresenta i benefici che abbiamo noi, come cittadini paganti la bolletta elettrica.

A guardare le cinque colonne del grafico che rappresenta i costi e i benefici degli incentivi al fotovoltaico sembrerebbe che i secondi siano minori dei primi: 72,4 miliardi di costi contro circa 45 miliardi di benefici. In realtà c’è anche altro da considerare: gli incentivi hanno fatto crollare il prezzo degli impianti fotovoltaici del 60% in meno di sei anni. Spiega Faccini:

Ecco che ora si inizia a intravedere quello che va considerato a tutti gli effetti come il grande successo delle varie incentivazioni al fotovoltaico dei paesi più avanzati: grazie a esse il costo di installazione è crollato. Solo in Italia è sceso del 60% almeno in 6 anni. L’incentivazione pubblica quindi non è servita solo per avere energia prodotta dal fotovoltaico, ma anche per creare le condizioni per un economia di scala dell’intero settore finalizzato all’abbattimento dei costi di installazione

Se avessimo installato tutti i 13 GW di potenza fotovoltaica che abbiamo in Italia nel solo anno 2006 avremmo speso ben 65 miliardi di euro. Se li dovessimo installare tutti oggi spenderemmo 24,7 miliardi di euro. La differenza tra queste due cifre va sommata a quei 45 miliardi di benefici che prima sembravano pochi ma che, facendo bene i conti, non lo sono affatto.

25 giugno 2012
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