La relazione tra gatti e uccellini è da sempre conflittuale. Recenti ricerche, ad esempio, hanno dimostrato come i felini domestici siano i maggiori responsabili del decadimento delle popolazioni selvatiche di volatili. E in Australia, la proposta di abbattere circa 2 milioni di gatti selvatici, proprio per salvaguardare le specie autoctone, ha generato fitte polemiche, con anche la presa di posizione di alcuni VIP internazionali. Negli Stati Uniti, però, la contrapposizione tra preda e predatore finisce in tribunale: un’organizzazione per la tutela degli uccelli, infatti, accusa lo stato di New York di non provvedere in modo adeguato alla loro protezione.

La causa è stata intentata dall’American Bird Conservancy, convinta che le istituzioni dello stato di New York non stiano facendo abbastanza per proteggere alcune specie di uccelli, alcune anche in pericolo di estinzione, dall’azione di alcuni gatti appartenenti a una colonia felina. In particolare, questi uccelli sarebbero abituati a deporre le uova su un piccolo isolotto, occupata però da molti gatti selvatici. I giudici ora dovranno stabilire se questi volatili necessitino dell’intervento umano per la loro salvaguardia o, in alternativa, siano in grado di gestire autonomamente le minacce feline.

La questione, però, non sembra così semplice così come può apparire di primo acchito. I gatti, infatti, non possono essere semplicemente soppressi, mentre non sembrano esserci altri luoghi per accoglierli. Stephanie Capuano, una residente nei pressi della spiaggia di Jones Beach – dove trovano casa i felini – da 16 anni si occupa della colonia e spiega come sia praticamente impossibile trasformare i gatti altrove. Grant Sizemore, il direttore dell’associazione di tutela dei volatili, sottolinea invece come questi quadrupedi rappresentino una minaccia troppo elevata per gli uccellini, anche se ben nutriti e curati.

Nutrire i gatti randagi, come succede a Jones Beach, non elimina il loro istinto alla caccia. E, infatti, la mera presenza dei gatti ha mostrato effetti significativamente avversi nella riproduzione degli uccelli.

La specie più minacciata sarebbe quella del corriere canoro, un uccello della famiglia dei Charadriidae, la cui presenza sulle coste dell’Atlantico si è ridotta negli ultimi anni. I sostenitori dei felini, tuttavia, dubitano possa essere la colonia la responsabile di questo declino: non solo la diminuzione sarebbe costante per tutta la costa est degli Stati Uniti, ma i nidi dei volatili sarebbero praticamente irraggiungibili dai gatti, poiché separati dalla spiaggia da una striscia di oceano. Non resta, di conseguenza, il primo pronunciamento delle corti.

4 aprile 2016
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