I gatti riducono lo stress: lo dice la scienza

I proprietari di un gatto non avranno di certo bisogno di conferme: la presenza del felino rappresenta un vero e proprio toccasana per lo stress, un metodo infallibile per far dimenticare le preoccupazioni quotidiane. Eppure, quel che a livello quotidiano gli amanti dei gatti sperimentano è stato ampiamente documentato anche a livello scientifico. Qualche anno fa, ad esempio, è emerso come le fusa possano avere un ruolo fondamentale per la rigenerazione ossea, poiché opererebbero su una frequenza in grado di stimolare i tessuti a produrre nuove cellule. Ancora, già da diversi anni si studiano gli effetti della presenza dei quadrupedi nella gestione della frenesia moderna.

Le ricerche si susseguono sin dal 2009, così come dimostrano degli studi pubblicati sul Journal of Vascular and International Neurology. L’Università del Minnesota, negli Stati Uniti, ha infatti scoperto come l’accudimento di un felino domestico abbia degli effetti straordinari nel ridurre i livelli di stress e di ansia, più di quanto riescano a fare altre attività rilassanti.

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I ricercatori hanno analizzato i dati di più di 4.000 persone, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, per un intero decennio. Del campione, la metà possiede ho ha posseduto un gatto. Dall’analisi dei dati, è emerso come gli amanti dei felini possano godere di una riduzione del 30% del rischio di subire un attacco cardiaco, dovuto a stili di vita stressanti e capaci di influire su colesterolo, diabete, abuso di cibo, alcol e di fumo. Considerato come i gatti non possano ovviamente influire su fattori come la dieta o il livello di colesterolo, secondo i ricercatori la riduzione del rischio deriverebbe proprio dall’azione calmante nei confronti dello stress, uno degli elementi scatenanti di problematiche cardiache in presenza di altre condizioni pregresse.

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D’altronde, alcuni terapisti hanno già confermato come la semplice interazione con il gatto porti a un rilascio maggiore di ossitocina e serotonina, due ormoni implicati nella tenuta dell’umore, contrastando invece adrenalina e cortisolo. Non è però tutto, poiché l’effetto potrebbe essere esteso anche all’accudimento dei cani, così come emerge da uno studio del 2017 pubblicato su Scientific Reports.

28 giugno 2018
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