Gatti e veterinario non sono una delle migliori accoppiate: i felini sono fra le specie animali che più temono la permanenza in clinica e l’intervento dei medici. Il tutto con le dovute eccezioni: vi sono mici impauriti e altri che affrontano le visite con il massimo del relax. Si è già visto in un precedente intervento quali siano i consigli per ridurre l’ansia del felino in ambulatorio, oggi si approfondirà il tema con alcune tecniche provenienti dagli Stati Uniti.

Si chiama “stress handling”, gestione dello stress, ed è una corrente comportamentale di recente applicazione fra molti veterinari a stelle e strisce. Le tecniche vedono la ricreazione di un ambiente – dal modo con cui il gatto viene maneggiato, così come alla predisposizione di coperte e giochi – affinché l’animale percepisca di essere in un luogo familiare e sicuro. La riduzione dell’ansia nel micio non solo permette ai medici di intervenire con più facilità nei controlli di routine o in situazioni più invasive, ma consente anche cure e analisi più efficaci, dal battito e dalla pressione cardiaca più bassa, a livelli più contenuti di adrenalina nei tessuti.

Queste tecniche incominciano già da casa: il gatto deve essere accompagnato nel trasportino nel modo più dolce possibile, predisponendo una coperta o un gioco affinché si possa distrarre. Un’ora prima della visita, inoltre, l’animale deve essere coccolato e viziato a lungo, affinché si possa sentire a suo perfetto agio data la presenza del proprietario. Giunti nello studio del veterinario, è consigliabile stendere un panno sulla grata del trasportino, premurandosi che l’aria possa circolare normalmente: l’assenza di stimoli visivi – come altri animali presenti in sala d’aspetto, luci colorate o arredamento sconosciuto – calma immediatamente l’animale.

In ambulatorio, anche per il controllo vero e proprio si applicano le regole dello stress handling: nello studio vi saranno diverse posizioni, dal tavolo alla poltrona o alle culle, dove il micio potrà scegliere di accomodarsi. Tutte queste aree sono appositamente sterili e facilmente raggiungibili dai medici e rispondono alla necessità di visitare il gatto nella zona che riterrà più idonea al suo nervosismo. Inoltre, prima di iniziare le manovre mediche, il veterinario si premurerà di coprire il micio con una morbida coperta, lasciando libera parte del muso: l’esemplare si sentirà così sicuro, nascosto, come se si trovasse all’interno di una tana. Infine, l’intera visita viene condotta con il gioco – in genere un’assistente o il proprietario distrae l’animale con pupazzetti o palline – e viene attivato un sistema di “impegno-ricopensa”: sopportata la visita, ci saranno delle gustose leccornie da sgranocchiare.

La filosofia dello “stress handling”, per concludere, prevede anche degli esercizi da compiere oltre alle precise situazioni di salute. Fra questi vi sono gli appuntamenti non-veterinari, ovvero dei pomeriggi trascorsi in ambulatorio senza che il medico intervenga direttamente sull’animale, per farlo abituare all’ambiente e ammaliarlo con il gioco.

25 ottobre 2013
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