I gatti domestici non solo diventano sempre più stressati, così come una recente ricerca ha dimostrato, ma anche decisamente depressi. Tanto che negli Stati Uniti non sarebbero infrequenti le prescrizioni veterinarie del cosiddetto “Kitty Prozac”, ovvero degli antidepressivi in dosaggi utili al gatto. Ma quali sono le ragioni, e soprattutto i sintomi, di una patologia che non deve essere sottovalutata?

Non è di certo una novità: le esigenze della vita moderna non sempre si coniugano con le necessità del gatto, un animale molto indipendente e solitario, non sempre felice di rimanere chiuso in un piccolo spazio. Così cresce il numero di proprietari che si rivolge al veterinario per chiedere aiuto per l’amico a quattro zampe, improvvisamente poco incline al gioco e alla felice condivisione domestica. I sintomi sono spesso generici e potrebbero essere relativi ad altre patologie, quindi l’aiuto dello specialista è sempre d’obbligo, ma possono comprendere dei segnali facilmente riconoscibili:

  • Temperatura: nei gatti depressi si assiste a un lieve aumento della temperatura corporea;
  • Sonnolenza: il micio è un animale che ama sonnecchiare per gran parte della giornata, perché per natura è fondamentalmente notturno. Ma quando i momenti di sonno sono fin troppi, tanto che nemmeno il più irresistibile dei giochini riesce a cogliere le sue attenzioni, potrebbe esserci un problema grave di fondo;
  • Fusa: non sempre le fusa sono sinonimo di piacere e soddisfazione, il gatto ne fa ricorso anche quando è spaventato, è malato o prova ansia poiché hanno un potere rassicurante. Se l’animale emette le fusa senza una specifica stimolazione – ad esempio le carezze – potrebbe essere un segnale di qualche condizione di vita non gradita;
  • Inappetenza: un felino depresso mangia poco e, in più di un’occasione, rifiuta anche il suo piatto preferito;
  • Perdita del pelo: non capita di rado che i gatti depressi perdano il pelo, sia per ragioni non ancora ben conosciute che per comportamenti ossessivi, come la pulizia troppo frequente e il desiderio di mordicchiarsi gli arti. Attenzione, però, perché questa condizione potrebbe essere anche determinata dalla presenza di parassiti;
  • Nervosismo e agitazione: un micio depresso potrebbe manifestare atteggiamenti aggressivi – come soffi e graffi – anche in assenza di sollecitazioni specifiche, nonché potrebbe attaccare il proprietario pur non essendoci un’identificata motivazione. La depressione, infatti, rende sgradita la convivenza.

Così come sottolinea John Bradshaw, esperto dell’Università di Bristol, la causa principale della depressione felina è il cambiamento: un trasloco, l’ingresso di un nuovo esemplare in casa, il cambio di orari e abitudini. In particolare, bisogna sempre provvedere a mantenere la giusta territorialità dell’animale, predisponendo degli spazi a lui esclusivamente dedicati.

22 settembre 2014
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