Il fotovoltaico è un affare d’oro. Quante volte leggiamo affermazioni del genere nei media di settore? Quante volte abbiamo scritto anche noi articoli con toni simili? Non che non sia evidente come il settore dell’energia solare sia in costante crescita, ma i facili entusiasmi possono spingerci a dimenticare che l’economia è un argomento complesso. E non sempre l’analisi di un trend può essere fatta senza un’accurata contestualizzazione.

Prendiamo ad esempio la Germania. Grazie ad anni di incentivi statali e di fortissimi investimenti nella ricerca, un Paese non certo celebre per il sole è diventato leader del mercato. Le sue aziende sono passate per tempi di vere “vacche grasse”, proprio nel periodo in cui magari paesi come il nostro in questo campo arrancavano. Eppure in una settimana due tra le più grandi aziende tedesche attive sul fronte del fotovoltaico hanno dichiarato bancarotta. Parliamo di Solon e Solar Millennium; e, va detto, non è che le altre aziende se la passino molto meglio.

Cosa può aver creato una crisi profonda e radicale? Certamente il passaggio da una fase a forti incentivi – quindi con una sovralimentazione economica del settore – ad una fase più normalizzata è stato brusco. Ma non tanto da spiegare il default improvviso di un’azienda come la Solon, da sempre pioniera quando si parla di fotovoltaico.

La vera insidia viene da oriente: la celebre qualità tedesca sembra essere stata messa all’angolo dai prezzi “impossibili” dei prodotti orientali. E, come vediamo, il rischio del KO si fa sempre più attuale.

Da questa storia dovrebbero trarre insegnamento gli attori del settore attivi nel nostro Paese. La competitività potrà essere mantenuta soltanto tenendo alto (ed a nostro favore) il gap tecnologico fra i nostri prodotti e quelli orientali. E va detto che in Cina, grazie all’impegno economico indefesso del Governo, la qualità dei pannelli ha fatto passi da gigante. L’investimento nella ricerca e nelle forme di “solare” più innovative, potrebbe rivelarsi l’unica strada per impedire alle imprese italiane una fine simile a quelle tedesche. Uomo avvisato…

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22 dicembre 2011
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