La filaria è una patologia che può colpire anche il gatto, con una percentuale del 20% ridotta rispetto al cane. Investe la zona polmonare e il cuore ed è causata da un un parassita appartenente alla famiglia dei nematodi, chiamato Dirofilaria immitis. In contagio avviene tramite la puntura di alcune zanzare che iniettano il parassita nel sangue dell’animale. L’agente infestate possiede un formato che ricorda quello del verme: dalla linea sottile e filiforme può raggiungere anche i 17 cm massimi del maschio e i 32 cm delle femmine. La malattia è tipica delle zone umide e calde, ma negli anni ha trovato diffusione anche nel suolo italico. In particolare in quelle zone dove sono presenti maggiori concentrazioni di insetti e acqua stagnante.

Le larve iniettate nel sangue del gatto risultano possedere un tempo di maturazione molto più lento, rispetto a quelle che infettano il cane. In questo caso anche la crescita sessuale e la fase riproduttiva possono essere procrastinate, con un numero inferiore di larve infestanti. Il micio non risulta infatti come ospite tipico del parassita che, una volta raggiunto il cuore e la zona polmonare, può risultare molto più piccolo del previsto. Il felino, in alcuni casi, riesce a liberarsi spontaneamente l’agente indesiderato, mentre la sopravvivenza all’interno del suo corpo può arrivare a un massimo di 3 anni a fronte dei 7 nel cane. Questo però non gli impedisce di infettare l’animale, conducendolo anche alla morte.

Filaria felina, i sintomi

Gatto filaria

Sick cat at the veterinarian via Shutterstock

Solitamente ci si accorge della malattia quando è già in fase avanzata, causando danni seri al gatto. I sintomi più comuni riguardano la respirazione dell’animale che appare più pesante, affannosa, con attacchi di tosse e asma. Il micio risulta stanco, spossato, debole e inappetente, con episodi di vomito. Il battito appare tachicardico, con relativo peggioramento ed episodi di morte improvvisa. Il felino è un animale discreto e spesso non dimostra apertamente dolore, sofferenza e malattia. Per questo individuare i segni della filaria, specie se sporadici, può risultare complicato. Importante effettuare controlli medici annuali con profilassi preventiva ed esami del sangue, così da individuare o scongiurare la presenza del parassita.

Cura

Se non trattata per tempo la filaria può aggravare la salute del gatto con conseguenze cardiache gravi oltre che respiratorie. Visti i sintomi piuttosto vaghi e subdoli è utile far seguire Fufy con costanza, così da monitorare il decorso della patologia. Non esiste una vera e propria cura: i farmaci utilizzati per curare i cani sono tossici per il gatto. Grazie alla percentuale bassa di crescita e sopravvivenza del parassita nei felini, ed eventuale sviluppo della patologia, molti veterinari preferiscono monitorare la salute del gatto con costanza. Controlli, radiografie ed esami del sangue verranno effettuati a cadenza perenne, così da rivelare per tempo eventuali anomalie. Solo in caso di lesioni polmonari il medico potrà prescrivere farmaci ad azione antinfiammatoria, così da impedire un aggravamento della condizione. Superato il periodo di incubazione molti gatti riescono a debellare la presenza del parassita, sopravvivendo e conducendo una vita sana.

1 settembre 2014
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