Per soddisfare il fabbisogno alimentare di una popolazione mondiale in costante crescita, senza distruggere l’ambiente, bisogna puntare sull’agricoltura biologica. Ne è convinto il WWF Italia, che ha deciso di promuovere la crescita del settore aderendo al forum internazionale di Expo 2015 “Il Biologico nutrirà il Pianeta”.

Il WWF ha voluto spiegare in una nota la sua posizione, illustrando i tanti benefici ambientali, economici e sanitari dell’agricoltura biologica contrapposta agli OGM, all’agricoltura intensiva e alle monocolture.

Il WWF ha ricordato che grazie al biologico è possibile preservare la biodiversità vegetale e animale, contrastando la perdita di un patrimonio genetico fondamentale per garantire la resilienza degli ecosistemi in ambienti ostili alla vita, come quelli caratterizzati da temperature estreme. Grazie all’agricoltura biologica sarà possibile contrastare attivamente gli effetti più devastanti dei cambiamenti climatici.

Il biologico fa degli agricoltori dei veri e propri custodi degli ecosistemi naturali, garantendo loro un compenso equo, e trasforma i cittadini in consumatori consapevoli, attenti ad acquistare cibo sano e solidale.

Il WWF punta il dito contro i detrattori del biologico, sostenendo che, al contrario di quanto affermano i fautori dell’agricoltura intensiva e monocoltura, l’agricoltura biologica sarà perfettamente in grado di nutrire i 9,6 miliardi di persone presenti sulla Terra nel 2050.

Secondo gli ambientalisti l’agricoltura biologica, praticata su piccola scala per l’autosostentamento, può sfamare le famiglie nei Paesi del Sud del mondo, garantendo rese maggiori, a patto di ridurre il consumo di carne.

Le produzioni bio richiedono un consumo di fossili inferiore del 25% rispetto all’agricoltura convenzionale che necessita di 10 calorie in petrolio per ogni caloria di cibo. Grazie allo stoccaggio di carbonio garantito dal sistema di rotazione delle colture e dal sovescio, all’impiego di concimi organici e ai consumi a km zero, l’agricoltura bio riduce notevolmente le emissioni di gas serra.

L’agricoltura convenzionale invece fa ampio uso di nitrato di ammonio, responsabile del 10% delle emissioni industriali di gas serra europee. I pesticidi impiegati, oltre 450 diversi principi chimici attivi, provocano ogni anno la morte di circa 20 mila persone.

Il vantaggio principale dell’agricoltura biologica per il WWF è la salvaguardia della biodiversità vegetale e animale. Le monocolture intensive dal 1962 a oggi hanno causato un declino delle specie di uccelli di ben il 30%, mentre l’agricoltura bio preserva gli habitat degli animali e garantisce la sopravvivenza delle specie vegetali autoctone.

Notevole è anche il risparmio idrico, conseguito grazie a tecniche come il sovescio e la pacciamatura. Il WWF ricorda che la coltivazione intensiva di frumento, mais e riso oggi sperpera il 75% dell’acqua dolce del mondo.

Da non trascurare infine sono le ricadute occupazionali dell’agricoltura biologica che, a dispetto della crisi, sta registrando un aumento degli addetti a seguito di un incremento della richiesta di prodotti bio.

Fino alla fine di Expo 2015 il WWF si unirà a FederBio, all’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, ad Anabio-Cia, Aiab, Città del Bio e alla Federazione di prodotto biologico e biodinamico di Confagricoltura per promuovere i benefici dell’agricoltura biologica, tramite iniziative e convegni a cui parteciperanno ospiti nazionali e internazionali di spicco.

5 agosto 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 7 agosto 2015 alle0:38 ha scritto: rispondi »

Buone intenzioni, ma hai voglia di risolvere definitivamente il problema se non stabilizzi subito la popolazione mondiale.

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