Il 2012 è stato un anno da record per l’energia eolica. Secondo i dati della dalla World Wind Energy Association (WWEA) il numero di turbine installate lo scorso anno ha superato quello di tutti gli anni precedenti. In totale, la nuova potenza eolica del 2012 ha raggiunto i 45 Gigawatt (GW), portando la capacità globale di energia eolica nel mondo a 282 GW.

Gli investimenti nel settore sono stati di 60 miliardi di euro complessivi, con Cina e Stati Uniti ai primi due posti della classifica mondiale, seguiti dalla Germania. Per quanto riguarda in particolare, l’Europa, la nuova capacità eolica installata nel 2012 è stata di 12 GW: un Gigawatt eolico a testa è stato aggiunto in Italia, Spagna, Romania, Polonia, Svezia e Francia, mentre 2 nuovi GW di potenza sono stati installati nel Regno Unito e in Germania.

Cresce dunque l’interesse degli investitori di tutto il mondo verso l’energia dal vento. Ma uno dei dati più significativi emersi dal report della WWEA riguarda l’ingresso nel settore di nuove aree geografiche, finora estranee al mercato dell’eolico. Si tratta principalmente dell’Europa orientale e dell’America Latina.

Rispetto all’anno precedente, nel 2012 l’energia eolica in Romania, Ucraina, Polonia ed Estonia è risultata in aumento, in alcuni casi, di oltre il 40%. Lo stesso è accaduto in Brasile e Messico. Secondo gli analisti, la ragione di questo exploit è che le turbine permettono, con investimenti relativamente contenuti, di ridurre le importazioni di energia dall’estero.

L’altra grande novità è rappresentata dalla crescita del minieolico, ma la vera rivoluzione sta probabilmente nel costo dell’energia del vento, che secondo l’Associazione è ormai competitivo con altre fonti più tradizionali.

Dichiara Stefan Gsänger, segretario generale della WWEA:

Penso che se si costruisce una nuova centrale a carbone o una nuova centrale nucleare, attualmente questi impianti risultano più costosi dell’energia eolica, se si considerano tutte le voci di spesa.

Per questo gli esperti si attendono che nei prossimi 20 anni l’elettricità eolica aumenti di dieci volte. In uno scenario del genere, supponendo che la domanda elettrica mondiale resti invariata rispetto ai livelli attuali, il vento potrebbe coprire il 30% del fabbisogno globale, come già avviene in Danimarca.

Per raggiungere questo obiettivo, spiega Gsänger, occorrono forme di incentivazione come le tariffe feed-in-tariff, ma anche la diffusione di parchi eolici di proprietà privata, come sta accadendo in Germania, dove la maggior parte delle turbine appartiene a gente del posto. In questo modo, conclude l’esperto, c’è anche una maggiore accettazione della tecnologia eolica da parte delle comunità locali.

17 maggio 2013
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