La dieta FODMAP è il risultato degli studi di un gruppo di ricerca dell’Università di Melbourne: gli studiosi hanno voluto verificare se e come i cibi ricchi di oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli – ossia carboidrati scarsamente assorbiti e facilmente fermentabili – possano incidere sul gonfiore e il dolore intestinale. Le piccole molecole di questi zuccheri sono infatti osmoticamente attive, ovvero sono in grado di richiamare liquidi nel lume intestinale e favorire la produzione di gas: questi elementi contribuiscono in modo sostanziale a distendere le pareti dell’intestino. Ciò si traduce nello sviluppo di una tipica sintomatologia caratterizzata proprio da insolito gonfiore addominale, meteorismo, dolore e sensazione di appesantimento e rallentamento del transito gastrointestinale. Sintomi che sono tipici della sindrome del colon irritabile.

FODMAP è appunto l’acronimo di “Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”, da cui prende il nome anche il protocollo alimentare definito dall’Università australiana. A supporto dello stesso, sono anche i dati raccolti e pubblicati in una ricerca dell’Università del Michigan: una dieta povera di FODMAP è efficace nel ridurre i sintomi correlati alla sindrome dell’intestino irritabile. Ai pazienti coinvolti nello studio, oltre a una drastica riduzione di tutti gli alimenti contenenti oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli, è stata associata anche la limitata assunzione del consumo di caffeina, altre sostanze stimolanti e di bevande alcoliche.

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Il regime alimentare FODMAP può dunque essere utile per ridurre i sintomi associati alla sindrome del colon irritabile e, come tutte le correzioni alla normale dieta che prevedano l’esclusione di alcuni alimenti, andrebbe concordato con il medico curante. In generale, il gonfiore addominale inteso, il meteorismo e la scarsa regolarità intestinale sono tutti segnali da riferire al professionista.

Vediamo quali sono gli alimenti che andrebbero limitati, se non addirittura eliminati, all’interno di questa dieta.

Alimenti con elevata concentrazione di fruttosio

I fruttani sono molecole di carboidrati formate dalla ripetizione di singole molecole di fruttosio. Prendono il nome di frutto-oligosaccaridi quando si tratta di catene corte e di inuline, invece, se si tratta invece di catene più lunghe. Ne sono ricchi alcuni frutti come mele, mango, pere e anguria.

Tra la frutta è preferibile scegliere banane, uva, kiwi, melone, agrumi e frutti di bosco.

Alimenti con elevata concentrazione di lattosio

Il lattosio, un disaccaride costituito da una molecola di glucosio e una di galattosio, è presente in elevata concentrazione in:

  • latte fresco di mucca, capra o pecora;
  • yogurt di latte latte di mucca, capra o pecora;
  • ricotta, mascarpone, formaggi freschi.

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È presente anche nei derivati, come gelati e creme a base di latte. Tutti questi alimenti possono essere efficacemente sostituiti con le sempre più diffuse alternative senza lattosio.

Alimenti con elevata concentrazione di polisaccaridi

Tutti quegli alimenti che hanno una elevata concentrazione di fruttosio e galattani. Questi ultimi sono polisaccaridi costituiti da più molecole di galattosio e altri zuccheri. Da evitare sono dunque carciofi, asparagi, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori, finocchi, aglio, cipolla, verze, taccole e legumi, soprattutto lenticchie, ceci e fagioli.

Da limitare anche l’impiego di pane, pasta e derivati, anche dell’orzo e della segale.

Alimenti con elevata concentrazione di polioli

I polioli sono zuccheri normalmente presenti nella frutta e nella verdura. Molto noto è anche il loro impiego come dolcificanti a ridotto apporto calorico: sorbitolo, mannitolo, maltitolo, lattitolo e xilitolo sono impianti utilizzati dall’industria alimentare e dolciaria.

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Ne sono naturalmente ricchi mele, pere, albicocche, pesche, susine, more, anguria e cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, verza e funghi.

La dieta FODMAP per dimagrire?

Come anticipato, la dieta è stata disegnata per ridurre e controllare i sintomi legati all’intestino irritabile: ogni correzione del regime alimentare che preveda l’esclusione di alcuni alimenti andrebbe discussa con il medico curante. Soprattutto in presenza di sintomi intestinali quali gonfiore e meteorismo.

La dieta ha comunque un effetto positivo sulla riduzione del gonfiore addominale e questo ha destato l’interesse di chi cerca soluzioni semplici alla perdita di peso. In ogni caso, il dimagrimento efficace e duraturo si ottiene mediante il confronto con un dietologo e una buona e costante attività fisica.

31 luglio 2017
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