L’acqua, bene pubblico, è da tempo sotto osservazione. Protagonista di una diatriba tra chi la vorrebbe pubblica, come è giusto che sia, e chi ne vorrebbe trarre profitto privatizzandola e gestendone i costi.

Ma l’acqua è un bene primario, di vitale importanza, in mancanza della quale non esisterebbe la vita. Ne sono una riprova i paesi dove, per questioni climatiche e mal gestione politica, è quasi un miraggio e la sua assenza condiziona la vita. Intere coltivazioni, intere popolazioni, flora e fauna comprese dipendono dall’acqua e dalla sua presenza.

Nel nostro paese si sono diffuse le caraffe filtranti che hanno riscosso un notevole successo, nonostante le ultime polemiche, determinando il calo di acquisti di acqua in bottiglia.

L’acqua che esce dai nostri rubinetti, che arriva dagli acquedotti, è già depurata e bevibile. La presenza di calcare e la durezza dell’acqua stessa sono valori importanti, il contenuto di calcio e magnesio è segno che l’acqua proveniente dalla falda è ricca di minerali presenti sul terreno. Al contrario un’acqua troppo dolce è priva di sali minerali naturali quindi non adatta per la nostra salute. In realtà il vero problema sono le tubature dei nostri impianti casalinghi, non sempre moderni e integri. In questo caso un piccolo impianto di depurazione casalinga potrebbe rendere l’acqua ancora più pura.

In commercio esistono diverse soluzioni che possono depurare l’acqua: il più semplice e basilare è il filtro aeratore rompigetto che si avvita direttamente alla zona di uscita dell’acqua. Comprende un piccolo filtro che mensilmente va svitato e ripulito dalle impurità trattenute, lo si può riporre in una tazzina da caffè per 3 ore con aceto bianco. Quindi risciacquarlo e avvitarlo nuovamente.

Il passaggio successivo è il filtro frangiflusso da collegare direttamente al rubinetto, che può prevedere una cartuccia ricaricabile con carbone attivo o con addizionatore di anidride carbonica. Utile per filtrare l’acqua eliminando la presenza di sabbia, ruggine, sedimenti metallici e batteri. Possibile acquistarlo anche con luce LED che modifica la colorazione dell’acqua in base alla temperatura.

Altroconsumo ha condotto una ricerca sui vari tipi di filtri da collegare direttamente alla tubatura del rubinetto.

Il primo a carbone attivo lo si può trovare in commercio con il filtro collegabile direttamente al rubinetto, oppure con un meccanismo di filtraggio più complesso da installare sotto il lavello. La caratteristica di questo tipo di filtro è quella di trattenere sostanze inquinanti, quali pesticidi e solventi industriali ripulendo anche l’odore dell’acqua. Non è possibile però trattenere batteri e nitrati, anzi a causa della porosità di questi filtri potrebbero diventare un potenziale luogo di coltura per parassiti. Per evitare ciò devono disporre, per legge, di un sistema che disinfetti l’acqua dopo il trattamento (con raggi UV, ozono, argento).

Un’alternativa sono i filtri a scambio ionico composti da resine utili per ridurre la durezza dell’acqua e combattere nichel, bario, cobalto e altri metalli pericolosi. Procedimento superfluo perché già attivato negli acquedotti.

I filtri a osmosi inversa, invece, condizionano il percorso dell’acqua che viene forzatamente condotta, alzandone la pressione, attraverso una membrana semimpermeabile. L’acqua viene filtrata in modo migliore rispetto alle altre metodologie ma per ottenere un quantitativo bevibile se ne disperde quasi il doppio, compresi i sali minerali naturali.

Esiste anche la depurazione tramite elettrolisi, progettata e brevettata in Giappone, è un sistema che ripristina l’alcalinità dell’acqua, eliminando i radicali liberi.

I pareri sono discordanti, non sempre il costo di un impianto così elaborato garantisce la purezza assoluta dell’acqua che, come già detto, arriva già filtrata dall’acquedotto e molto spesso è meglio berla direttamente dal rubinetto senza l’ausilio di marchingegni e brocche. Ma in alcune parti d’Italia l’acqua subisce l’aggressività di vecchie tubature, infiltrazioni nel sottosuolo, magari liquami tossici e nelle zone di mare la presenza del sale. Inoltre, a causa della cattiva politica dedicata al riciclaggio della spazzatura, molte falde acquifere sono soggette alla presenza di immondizia nascosta nel sottosuolo.

Negli ultimi anni sempre più comuni hanno aderito alla campagna delle Case dell’acqua, mini casette pubbliche con un impianto per la distribuzione di acqua di rete (la stessa dell’acquedotto cittadino) sia naturale che frizzante (grazie all’aggiunta di anidride carbonica). Dove l’acqua viene direttamente imbottigliata davanti al consumatore ed è gratuita.

28 febbraio 2011
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I vostri commenti
silvio, martedì 10 gennaio 2012 alle1:27 ha scritto: rispondi »

guardate su ,,e spring,, e dopo chiamate SILVIO A 3201791293

Egidcam, sabato 7 maggio 2011 alle8:29 ha scritto: rispondi »

Ma si. Attenzione sopratutto alla presenza di cloro nell'acqua appunto di acquedotto, che va tolta con filtri a carbone attivo seguiti da sistema u.v. filtri da sostituire ogni qualche mese x sicurezza

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