Il rimedio omeopatico Chamomilla si ottiene a partire dalla Matricaria chamomilla o Matricaria recutita. Questa pianta erbacea è nota anche con il nome di Camomilla comune o Camomilla tedesca, ha un ciclo annuale (con fioritura primaverile ed estiva) e appartiene alla famiglia delle Asteraceae.

La pianta da cui si ricava la Chamomilla utilizzata in omeopatia è diffusa soprattutto in Europa e in Asia, anche se è possibile ritrovarla ormai anche in differenti continenti. Cresce in maniera spontanea nei prati e nelle aree verdi di campagna fino a 800 metri sul livello del mare.

Chamomilla: proprietà curative

Cefalea accompagnata da sensazione di testa che scoppia, vertigini che seguono un pasto o il consumo di caffè, gengive infiammate, afte, alitosi, occhi infiammati e rossi sono alcune delle possibili applicazioni della Chamomilla per quanto riguarda il capo. A queste si aggiungono congiuntivite, dentizione nei bambini, parotite, otite e infiammazione del palato molle.

Le sue proprietà curative sono invece utilizzate nel trattamento dei disturbi a carico del sistema nervoso qualora si manifestino casi di insonnia o altri disturbi del sonno, agitazione durante il riposo con presenza di incubi, stati d’ansia o irritabilità e capricci nei bambini.

Utile anche nel trattamento di stati infiammatori a carico delle ghiandole sottomascellari, delle tonsille o delle parotidi, così come in caso di raffreddore che genera ostruzione nasale. Applicabile la Chamomilla anche in presenza di raucedine con muco in gola difficile da espellere, tosse nervosa e pertosse, sensazione come di un peso sul torace.

Anche l’apparato gastroenterico può essere interessato dall’utilizzo di tale rimedio omeopatico, in particolare nei casi di peso sullo stomaco, rigurgiti, nausea e vomito, sapore amaro in bocca. Se tali disturbi sono di natura psicosomatica è possibile combinare l’azione della Chamomilla con quella della Belladonna.

Ai disturbi citati si aggiungono poi diarrea, spasmi addominali, coliche dei lattanti, stitichezza ed emorroidi. Interessano invece il tratto urinario bruciori all’uretra che compaiono durante la minzione, con produzione di urina torbida e di colore giallastro.

Altre possibili applicazioni sono il trattamento dei crampi muscolari, specie se notturni, gonfiore alle articolazioni, reumatismi, dita intorpidite con gonfiore, arrossamento e bruciore simile a quello manifestato in seguito a geloni. Se a manifestarsi sono dolori derivati da rigidità ai muscoli della nuca, sciatalgia o lombaggine è possibile combinare l’azione della Chamomilla con Bryonia e Apis.

La Chamomilla è utilizzata nella cura dell’apparato genitale femminile in caso di dismenorrea accompagnata da nausea e vomito, con dolori che precedono l’arrivo effettivo delle mestruazioni. Nei casi di produzioni abbondanti (ipermenorrea) o per il trattamento di forti dolori post-parto. L’apparato maschile è interessato per quanto concerne il manifestarsi di gonfiore ai genitali e prurito.

L’impiego di Chamomilla è rivolto infine anche alla pelle, qualora si manifestino ulcere cutanee, foruncoli o formicolio notturno.

Chamomilla: il dosaggio

Più che per altre soluzioni omeopatiche è importante che l’esatto dosaggio della Chamomilla venga valutato insieme al medico omeopata. Questo in quanto i dosaggi consigliati possono variare a seconda della situazione specifica. Di base vengono differenziati in funzione del carattere acuto o cronico del disturbo.

Nella risoluzione dei disturbi acuti sono indicate come possibili diluizioni quelle a 3 DH, 4 DH, 6 DH, 4 CH o 6 CH. La diluizione 3 DH con impiego di Chamomilla in gocce risulta tuttavia tra le più consigliate.

L’assunzione è invece indicata a 2-3 granuli (in alternativa 10 gocce) ogni 15 minuti, con frequenza che tende a diradarsi con il miglioramento della condizione.

I disturbi di natura cronica vengono invece trattati con diluizioni a 9 CH, 15 CH o 30 CH. Andranno in questo caso assunti 2-3 granuli ogni 2 o 3 giorni.

25 marzo 2015
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