L’attacco di cuore può colpire anche il cane di casa: esattamente come per l’uomo, ciò avviene quando il sangue che solitamente giunge al miocardio fluisce in modo errato oppure non arriva. In questo caso si ha un’ostruzione che favorisce la morte prematura di una porzione del miocardio, probabilmente causata da un coagulo o da un trombo all’interno dei vasi sanguigni dell’animale. Il cuore umano e quello del cane sono simili e per questo, per il suo benessere, è importante monitorare il suo stato di salute, la regolarità del flusso sanguigno.

Le motivazioni che possono condurre il cane a un attacco cardiaco sono molte, spesso legate a patologie preesistenti. Ad esempio problematiche di tipo cardiaco, oppure date all’età, possono non avere un’altra frequenza come nell’uomo ma comunque verificarsi. Ad esempio i cani con una forte predisposizione per il soffio cardiaco possono risultare soggetti alla problematica, le razze più esposte sono Fox Terrier, Barboncino, Chihuahua e Cocker Spaniel. Ma anche l’età può risultare responsabile del benessere del cuore del nostro amico. La difficoltà riguarda la capacità di intercettare i sintomi della malattia, perché il corpo dell’animale, e quindi il cuore, innescano un meccanismo di sopravvivenza particolare. Anche a fronte di un attacco, il metabolismo di Fido modifica i suoi parametri riducendo sforzi e segni vitali, così da mantenere il cane in vita.

Sintomi dell’attacco di cuore

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Veterinary care – english bulldog having heart examined with stethoscope on white background via Shutterstock

I sintomi più comuni per un attacco di cuore canino, noto anche come arresto cardiopolmonare o arresto circolatorio, sono tanti e tutti monitorabili. Solitamente la respirazione si interrompe e, se il cane non si riprende dopo 4 massimo 6 minuti, può subentrare l’arresto cardiaco, che può volgere in modo negativo. L’animale potrebbe riprendersi ma presentare affanno respiratorio, pupille dilatate, sincope, cianosi della pelle e delle mucose, mancanza di stimoli, ipotermia. Anche una tosse persistente, continua, potrebbe essere sintomo di un problema cardiaco.

Le cause dell’arresto cardiaco, come anticipato, sono molte come ad esempio patologie cardiache congenite. Oppure problematiche legate all’età, malattie del sangue che possono condizionare l’ossigenazione. Ma anche infezioni batteriche che possono intossicare il flusso sanguigno, l’utilizzo di farmaci complici nella formazione di coaguli e trombosi. Fino a malattie degenerative e gravi, anche legate al funzionamento del cervello. In questi casi è importante non sottovalutare il black out respiratorio e i sintomi, controllare subito i battiti e condurre rapidamente Fido dal veterinario di fiducia.

Cure

Il veterinario effettuerà una serie di esami per valutare il quadro clinico dell’animale, dalla misurazione della pressione al monitoraggio di cuore e polmoni. Quindi esami del sangue, delle urine, radiografie e controlli specifici. In base alla gravità della diagnosi, il medico potrà suggerire la cura più adatta, in caso di situazioni molto gravi il cane verrà ricoverato quindi – se necessario – intubato per facilitare la respirazione. Il veterinario potrà effettuare il massaggio cardiaco, per riavviare il battito e la circolazione, fino alle compressioni toraciche rapide. Quindi somministrerà i medicinali necessari per regolarizzare la situazione e i parametri. La prognosi dipenderà dall’esito dell’intervento, risulterà comunque un periodo di ricovero utile per seguire l’andamento della ripresa.

19 settembre 2014
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