Nell’era dei social network cani e gatti sono diventati dei fenomeni virali, protagonisti dei più svariati meme nonché di fotografie mozzafiato. Eppure, quando ci si arma di macchina fotografica o smartphone per inquadrare l’amico a quattro zampe, i risultati lasciano spesso a desiderare: tra mancanza di collaborazione e scatti mossi, l’impresa potrebbe essere ardua. Che fare?

Non tutti gli animali hanno doti da fotomodello, così come non tutti i proprietari hanno l’occhio da perfetto fotografo. Eppure, con un po’ di allenamento, chiunque potrà ottenere delle foto soddisfacenti, quanto basta per ottenere un bellissimo e immortale ricordo o, più semplicemente, stupire gli amici di Facebook e Twitter. Di seguito una serie di consigli appositamente generici, pensati affinché possano risultate utili al consumatore medio: un compendio di regole più comportamentali che tecniche, anche perché l’utente è spesso a digiuno sia di concetti teorici che di strumentazione sufficientemente avanzata per regolare ogni aspetto della ripresa.

  • Familiarità: non sempre cani e gatti reagiscono positivamente alla presenza di una macchina fotografica o di uno smartphone. Nella migliore delle ipotesi, lo strumento creerà curiosità, segnalata da lunghe e profonde annusate. Nella peggiore l’animale si sentirà minacciato, fuggirà oppure manifesterà il proprio disappunto con graffi e abbaiate. Il consiglio è quindi di porre l’apparecchio a terra prima della fase di scatto, affinché l’animale vi si avvicini secondo i suoi tempi, lo scruti, lo annusi e realizzi come si tratti di qualcosa tutt’altro che pericoloso;
  • Luce naturale: superata la diffidenza iniziale, si parte con la ricerca della giusta illuminazione. Si sconsiglia sempre l’utilizzo del flash qualora non si fosse dei professionisti, perché questa luce improvvisa – in particolare quella al LED degli smartphone – non solo è fastidiosa per Fido e Fufy, ma potrebbe anche spaventare i quadrupedi. Meglio, allora, approfittare dell’illuminazione naturale;
  • Velocità: pretendere che un cane o un gatto rimanga perfettamente immobile, così da agevolare uno scatto, è una vera e propria utopia. Non ultimo, le macchine fotografiche compatte o gli smartphone non godono di fasi di scatto fulminee, così come accade invece sulle reflex: dall’autofocus ai tempi d’attesa dell’otturatore, passando per gli inevitabili secondi di salvataggio su supporto digitale delle immagini, è molto facile perdere quel momento di idilliaca ripresa. Una soluzione è quella di impostare gli scatti in sequenza, possibilità ormai garantita da quasi tutti gli smartphone in commercio. Questa impostazione permette di effettuare tre o più scatti estremamente ravvicinati nel tempo: in genere si perde in qualità, con un livello di rumore più alto, ma se ne guadagna in posa;
  • Naturalezza: nel fotografare gli animali, si dovrebbe dar risalto al loro carattere, seguendo le loro naturali inclinazioni. Come già detto, pretendere che il cane rimanga immobile con lo sguardo fisso in camera è davvero utopico. Allo stesso modo, l’imposizione con comandi nervosi – dal “seduto” al “fermo” – possono agitare anche il gatto e il cane più pazienti, che risulteranno in ripresa confusi o con l’aria triste. Anziché una scena ingessata e monotona, meglio inquadrare l’amico a quattro zampe nel suo ambiente ideale: la ricorsa di un animaletto in giardino, le fauci spalancate dinnanzi a un biscotto, i salti per inseguire una pallina, una corsa felice nel prato con tanto di bastone d’ordinanza fra i denti, lo sguardo severo di un micio che osserva dalla finestra un uccellino in giardino;
  • Giocattoli: la presenza di un giocattolo, o anche di un premio in crocchette, sarà di deciso aiuto per trovare la giusta collaborazione dell’animale. Il premio distoglierà l’attenzione del quadrupede dall’invadenza della fotocamera, facendogli dimenticare l’obiettivo;
  • Foto multiple: la strategia per ottenere il meglio dal cane e dal gatto non è attendere all’infinito fino a trovare l’inquadratura perfetta, bensì scattare a ripetizione. Uno dei vantaggi della fotografia digitale è che le immagini possono essere facilmente eliminate, lasciando quindi grandissima libertà. E non ci si preoccupi se su 100 fotografie solo un paio sono degne di nota: è un’ottima media;
  • Creatività: la bontà di un’immagine non deriva solo dal soggetto ripreso, ma anche da tutti gli elementi che compongono la scena. Cercare la foto del secolo davanti a una parete bianca e anonima, o all’interno di una stanza disordinata e mal illuminata, è impresa del tutto inutile. Si scelga quindi una location che possa contribuire positivamente allo scatto – ad esempio un angolo caratteristico del giardino – o la si ricrei con un po’ di fai da te. Ad esempio appendendo tende monocolore per realizzare uno sfondo improvvisato, oppure fissando un piccolo giocattolo sul bordo esterno dell’obiettivo, affinché l’animale vi si avvicini incuriosito e si possa immortalare un primo piano da urlo. In questo processo, importante sarà anche prestare attenzione a distanze e proporzioni: un cane disperso in lontananza in un parco sarà difficile da riconoscere in fotografia, mentre le inquadrature statiche o dall’alto tendono a rendere la ripresa banale. Si giochi inclinando e ruotando la fotocamera, così da ottenere tagli singolari, oppure riprendendo l’animale dal basso, di fianco, concentrandosi sui dettagli anziché sul corpo nel suo complesso;
  • Setting di base: anche se questo articolo non si propone di fornire informazioni tecniche, alcune nozioni di base saranno utili. Gli ISO, ad esempio, determinano la sensibilità alla luce: più forte è l’illuminazione, minore la necessità di ricorrere a ISO elevati. Inoltre, più è basso l’ISO, minori saranno i rumori sulla fotografia. Per quanto riguarda l’esposizione, invece, è meglio ricorrere sempre a livelli leggermente sottoesposti poiché più facilmente regolabili in un secondo momento via software, mentre la sovraesposizione tende a mescolare colori e soggetti facendoli virale verso il bianco. Per apertura e velocità di scatto si possono sfruttare le impostazioni preimpostate, poiché difficili da gestire altrimenti per i neofiti. Testare qualche lente aggiuntiva, come quelle comode a clip per smartphone, garantisce infine dei risultati simpatici, soprattutto se si scelgono grandangoli particolarmente spinti o fisheye.

E se non si fosse sufficientemente fortunati nell’ottenere la fotografia perfetta, si opti per il più immediato video. Attenzione, però, ai dispositivi portatili: le riprese in verticale sono fastidiose in riproduzione, ricordarsi sempre di posizionare lo smartphone in orizzontale durante la registrazione.

6 gennaio 2015
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