Il cane invecchia e con il passare del tempo non solo può subire rallentamenti fisici, ma anche mentali. È una fase delicata della vita come accade anche all’uomo, subentra una precarietà emotiva e fisica che rende il percorso difficile. Il cane anziano è un animale fragile, spesso insicuro, che necessita di attenzioni e maggiore affetto. Come può accadere spesso, la malattia può subentrare ad alterare questo percorso, può colpire la motilità, gli organi vitali oppure il cervello.

Con il passare del tempo è proprio il cervello a subire danni maggiori, le cellule cerebrali possiedono minore capacità rigenerativa ed elasticità. Il cane viene colpito da una neurodegenerazione che modifica anche il suo atteggiamento nei confronti dell’ambiente. Spesso appare più distratto, addormentato, meno desideroso di interagire con il mondo e più sedentario. L’invecchiamento della mente può comprendere varie patologie, tra queste anche una malattia simile al morbo di Alzheimer.

Alzheimer: sintomi e segnali

Cane anziano

Old Dog via Shutterstock

Con il sopraggiungere della terza età Fido si può scontrare con una malattia simile al morbo di Alzheimer, si chiama sindrome della disfunzione cognitiva (Cognitive Dysfunction Syndrome, CDS) e determina un’azione degenerativa sulle cellule cerebrali conducendo alla perdita quasi totale della memoria. Per riconoscere i sintomi è bene osservare il proprio amico, vagliando eventuali cambiamenti anomali. Solitamente la patologia ha esordio attraverso uno stato di disorientamento e dimenticanza delle nozioni apprese negli anni. Inoltre, l’animale non trattiene più i fluidi corporei.

L’interazione con la famiglia di casa subisce un lento cambiamento, Fido partecipa sempre meno, sviluppando ansie e paure nei confronti del mondo e degli stessi abitanti della casa. Inizia a confondere luoghi e persone, spesso senza distingue e riconoscere il proprietario. Anche la vista e l’udito peggiorano, rendendo più complicato il dialogo all’interno del nucleo familiare. Al contempo, lo stato di smarrimento lo conduce a piagnucolare con più costanza, richiedendo attenzioni per calmarlo.

Spesso alterna momenti di pace e assenza, conditi dal sonno, a stati di agitazione notturna e diurna con scatti nervosi. Vaga per la casa senza riconoscerla, modifica le abitudini alimentari, appare meno reattivo alle stimolazioni e ai saluti, fatica a riconoscere la strada di casa.

Terapia e cura

La patologia degenerativa richiede l’aiuto del veterinario, che potrà prescrivere medicinali per rallentare o contenere il decorso senile. Il procedimento però è irreversibile, per questo è bene mantenere fisse alcune abitudini come una dieta precisa, quindi la routine della passeggiata anche se breve. Importante stimolare la sua attenzione con qualche piccola attività ludica, cercando di tranquillizzare Fido facendolo sentire protetto e al sicuro.

7 aprile 2014
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