Il blocco intestinale nei pazienti anziani, così come anche nel bambino, è dovuto alla marcata diminuzione o addirittura alla paralisi della peristalsi intestinale. Quest’ultima è l’insieme dei movimenti che compie l’intestino per consentire al cibo in via di digestione di avanzare e, in un momento successivo, anche l’eliminazione delle feci.

La massa di cibo non completamente digerito tenderà a fermentare, per l’azione soprattutto dei batteri residenti nel lume intestinale: ciò favorisce lo sviluppo di gas intestinali. Questo è uno dei primi sintomi della costipazione. Le altre manifestazioni sono:

  • dolori addominali, in genere crampi;
  • marcato gonfiore;
  • scarso appetito;
  • stipsi.

Cause e fattori di rischio

Una dieta povera di fibre alimentari e la scarsa attività fisica sono tra le prime cause del malfunzionamento dell’intestino. Il paziente anziano, inoltre, beve poco e spesso fa uso, anche quotidianom di lassativi che impigriscono la muscolatura intestinale. Gli anziani hanno una ridotta “sensibilità rettale” e dunque serve una maggiore massa per stimolare naturalmente l’evacuazione. Di solito, però, nella terza età si mangia poco, perciò è naturale che la massa sufficiente a stimolare l’evacuazione ci metta anche 2-3 giorni a formarsi: questo è senz’altro un fattore predisponente al blocco.

Al di là della dieta e dello stile di vita generale, una marcata costipazione potrebbe anche essere causata da un fecaloma o, nei casi più gravi, anche da una massa tumorale.

Trattamento

Il blocco intestinale del paziente anziano richiede l’intervento del medico e anche qualche giorno di ospedalizzazione. Il paziente viene prima di tutto reidratato, di solito con una o più flebo, poi con l’ausilio di una sonda si procede all’eliminazione dell’aria.

Se questi interventi non sono sufficienti a riattivare la peristalsi, si rendono necessarie manovre più invasive, come iniettare acqua nella massa fecale per aiutarne la rottura e favorire così l’evacuazione. Nei casi estremi potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

Prevenzione e rimedi

Una volta risolto il blocco intestinale e ristabilito un buono stato di salute generale è necessario che il paziente impari uno stile di vita orientato a prevenire altri eventi:

  • bere molta acqua e anche tisane naturali, a base ad esempio di malva;
  • preferire tra i cereali quelli integrali ed evitare l’uso di alimenti confezionati, preparati con troppi zuccheri o carboidrati raffinati;
  • mangiare ogni giorno tre porzioni di frutta e due di verdura.

In merito a questo ultimo punto sarebbe bene fornire all’anziano un elenco di alimenti che hanno una nota efficacia nel combattere la stitichezza. La causa più comune della costipazione è, infatti, una dieta povera di fibre.

È fondamentale guidare il paziente al consumo quotidiano di frutta fresca, verdure crude a foglia verde e a preferire, anche a seconda delle stagioni, asparagi, fagioli, cavolini e cavoli, carote e piselli. Per la frutta, sempre nel pieno rispetto della stagionalità sarà utile preferire mele, albicocche, banane, more, mirtilli, fichi, uva, pesche e prugne.

Un buon suggerimento è quello di far mangiare metà mattina 2-3 fichi o prugne secchi e bere una tisana calda o a temperatura ambiente. Si tratta di uno spuntino piacevole e anche comodo da preparare, e quest’ultimo aspetto potrebbe fare la differenza per un’anziano.

Tutti i pazienti, nel limite chiaramente di quello che è lo stato di salute nel suo complesso, dovrebbero muoversi: una passeggiata di circa 30 minuti al giorno, anche a passo lento. Nel caso dell’anziano è sempre utile favorire le uscite dandosi uno scopo: il più comune è l’impegno a fare la spesa quotidianamente. In tal modo il peso da trasportare sarà sempre poco e si manterrà la necessità del movimento.

19 febbraio 2015
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lasatcasorianapoli@libero.it, sabato 21 febbraio 2015 alle15:38 ha scritto: rispondi »

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