La bici non fa bene solo alla salute della popolazione e alla qualità dell’aria. Se la mobilità urbana fosse basata sulle due ruote ci sarebbero ripercussioni positive anche sull’occupazione. A rivelarlo sono i risultati preliminari di uno studio commissionato dalla European Cyclists Federation (ECF), anticipati dal quotidiano britannico The Guardian.

Secondo l’analisi, dal titolo “Jobs and job creation in the European cycling sector”, in futuro è bene puntare ulteriormente sulla mobilità ciclabile alla luce dei dati incoraggianti sul cicloturismo in Europa. Il turismo su due ruote è infatti una delle industrie più promettenti dell’Unione Europea e impiega oggi 524 mila persone. Il numero degli occupati sale a 650 mila se si prende in considerazione tutta la filiera della bici, dalla fabbricazione alla riparazione, dai servizi per i ciclisti agli accessori.

Rispetto al Nord America, l’Europa ha una marcia in più quando si tratta di biciclette. Basti pensare a Paesi come l’Olanda dove la bici è il mezzo di trasporto più utilizzato per andare al lavoro, portare i figli a scuola, effettuare delle consegne, sbrigare delle semplici commissioni. Oltre all’Olanda, anche la Danimarca, e in particolare la città di Copenaghen, svolgono un ruolo da leader nel guidare la rivoluzione europea su due ruote.

Dal report emerge che in Europa l’economia della bicicletta è sempre più fiorente e crea un numero nettamente maggiore di posti di lavoro rispetto all’industria mineraria. Attualmente il 3% degli spostamenti sul Continente avviene sulle due ruote. Se questa percentuale raddoppiasse, secondo le previsioni degli analisti, i posti di lavoro creati dalla filiera della bici potrebbero addirittura sfiorare quota un milione già entro il 2020.

Un dato affatto trascurabile in un momento di così grave crisi economica, soprattutto alla luce del fatto che i posti di lavoro creati dall’industria della bici sono nettamente più stabili e meno a rischio rispetto a quelli di altri settori. Le ripercussioni sarebbero positive anche per i commercianti.

Un recente studio ha infatti dimostrato che i ciclisti tendono a fermarsi di più nei negozi, nei ristoranti e nei caffè rispetto ai pendolari che utilizzano altri mezzi di trasporto.

26 novembre 2014
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