Il tipo di batterie attualmente più utilizzate è quello agli ioni di litio. Sono batterie molto efficienti, leggere ed economiche, ma nella forma in cui sono concepite attualmente, hanno anche degli svantaggi: il loro naturale invecchiamento è accelerato da sole e calore che le rende anche pericolose.

Un aspetto fondamentale è però il loro impatto sull’ambiente: le risorse mondiali di litio commercialmente estraibili sono limitate e non si ha la sicurezza che basteranno per soddisfare le richieste anche in futuro. Le batterie costituite da questo materiale sono inoltre difficili da riutilizzare. È infatti piuttosto complicato recuperare il litio dai materiali inorganici utilizzati in questi accumulatori, che contengono anche una serie di materiali rari, difficili da sostituire e che per essere recuperati e riciclati richiedono notevoli quantità di energia e l’utilizzo di sostanze tossiche.

Una soluzione sembrerebbe venire però, da uno studio di alcuni ricercatori svedesi dell’Ångström Laboratory della Uppsala University, tra i quali Daniel Brandell, Kristina Edström e Stéven Renault. Lo studio sta per essere presentato sulla rivista scientifica ChemSusChem e illustra lo sviluppo di un tipo di batteria che riesca ad avere lo stesso contenuto energetico di una normale batteria al litio, ma che utilizzando anche biomateriali organici rinnovabili, possa prevedere il riciclo e il riutilizzo di ogni parte del dispositivo.

Dalla resina di pino e dall’erba medica, si ottengono dei materiali che possono dare nuova vita anche al litio presente nella batteria, dal momento che con costi energetici relativamente bassi e con sostanze come acqua ed etanolo, possono essere riciclate:

L’uso di materiali organici da fonti rinnovabili permette di risolvere molti dei problemi che deriverebbero da un enorme aumento nell’uso di batterie al litio. Soprattutto, si tratta però di un importante passo avanti per far si che, ad un alto livello e in modo semplice, ecologico, il litio possa essere recuperato da queste batterie. È una soluzione potenzialmente anche molto conveniente.

Sono le parole di Daniel Brandell, che aggiunge:

Pensiamo che la nostra scoperta possa aprire più porte a soluzioni ad alta efficienza energetica più ecocompatibili per le batterie del futuro.

30 settembre 2014
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