Greenstyle Benessere Salute Inquinamento atmosferico: smog può causare aborti spontanei

Inquinamento atmosferico: smog può causare aborti spontanei

Inquinamento atmosferico: smog può causare aborti spontanei

Fonte immagine: Pexels

L’esposizione allo smog può causare aborti spontanei o, ancora, un aumento dei bambini nati morti. È quanto rivela un nuovo studio, condotto in Asia dalla Peking University e pubblicato sulla rivista scientifica Lancet Planetary Health.

I ricercatori hanno analizzato le problematiche connesse alla gravidanza in Paesi dove l’inquinamento atmosferico è molto elevato, come l’India, il Bangladesh e il Pakistan. Dai dati è emerso come centinaia di migliaia di aborti o di morte del bambino alla nascita siano dovuti proprio all’esposizione a pericolosi contaminanti.

Smog, aborti e problemi di gravidanza

I ricercatori hanno voluto vagliare la possibile esistenza di un collegamento tra l’esposizione a inquinanti atmosferici e i problemi connessi alla gravidanza. Sviluppo anomalo del feto, aborto spontaneo, morte alla nascita o poco dopo in culla. Dall’analisi condotta sulle donne fertili in India, Bangladesh e Pakistan è emersa una diretta correlazione tra città più inquinate e gestazioni a rischio, tanto che lo smog sarebbe responsabile di 349.681 interruzioni di gravidanza in queste tre nazioni.

Nel dettaglio, i ricercatori hanno evidenziato un ruolo pericoloso del PM2.5, ovvero il particolato più dannoso a oggi conosciuto. Di dimensioni piccolissime – minori a 2.5 µm, appunto – questo contaminante riesce agilmente a superare le barriere delle vie respiratorie superiori, depositandosi anche nei polmoni e contaminandoli con metalli pesanti. E proprio dai polmoni gli inquinanti entrano nel circolo sanguigno, raggiungendo tutti gli organi. Così ha spiegato Tao Xue, a capo della ricerca presso la Peking University:

Il Sud dell’Asia ha il tasso più alto di gravidanze interrotte a livello globale ed è anche una delle regioni del mondo maggiormente contaminate da PM2.5. Le nostre scoperte suggeriscono che la scarsa qualità dell’aria siano responsabili di molte delle interruzioni di gravidanza nella regione, fornendo così un’ulteriore giustificazione alla necessità di combattere questi elevati livelli d’inquinamento.

Circa il 7.1% degli aborti nei sopracitati tre Paesi, registrati tra il 2000 e il 2016, sarebbe connessa allo smog troppo elevato. Vi è infatti una relazione diretta tra l’aumento di interruzioni di gravidanza e il peggioramento dell’inquinamento, soprattutto poiché quotidianamente si registrano ben più di 40 microgrammi di particolato per metro cubico d’aria. Basti pensare che le linee guida OMS suggeriscono di non superare i 10 microgrammi per metro cubico.

Delle 34.197 gravidanze interrotte incluse in un campione rappresentativo, si sono registrati 27.480 aborti spontanei e 6.717 neonati nati morti. Il 77% in India, il 12% in Pakistan e l’11% in Bangladesh, un dato che riflette il livello di inquinamento di questi Paesi.

Fonte: CNN

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