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Scricciolo: habitat, caratteristiche e canto dell’uccello

Scricciolo: habitat, caratteristiche e canto dell’uccello

Fonte immagine: Pixabay

Lo scricciolo è un simpatico uccello dal formato contenuto ma dall'impareggiabile agilità e intelligenza: ecco habitat, caratteristiche e canto.

Come recita il suo nome, lo scricciolo – il Troglodytes troglodytes – è sicuramente uno degli uccellini europei dal formato più piccolo, ma questo non gli impedisce di essere agile, dinamico e molto arguto. Dalla forma arrotondata e un po’ paffuta, può misurare solo dieci centimetri di lunghezza: una dimensione ristretta ma sufficiente per sfrecciare ovunque, raggiungendo ogni spazio e oggetto con grande velocità. Il petto è basso e per mantenere l’equilibrio solleva la coda, creando un bilanciamento perfetto per il suo piccolo corpo, con cui si muove con grande scioltezza.

Scricciolo: comportamento e carattere

Lo scricciolo è un uccellino dal piccolo formato, davvero agile e curioso, prerogativa che guida la sua esistenza spingendolo velocemente di ramo in ramo, di cespuglio in cespuglio. È così dinamico che può sia volare che saltellare: per lui un’abilità facile e immediata, tanto da ricalcare le movenze di un piccolo mammifero. L’uccellino è la dimostrazione lampante che dieci centimetri possono bastare per risultare affascinati, scattanti e meravigliosi, grazie anche a un piumaggio dalla tonalità castano dorato che ricopre il corpo, tranne le ali e i fianchi, dalla tonalità scura pari al nero. L’uccellino può vantare una coda, un becco lungo e delle zampe sottili, leggere ma molto agili, oltre alla presenza di un lungo sopracciglio bianco che evidenzia l’occhio. Come anticipato, becco e coda rimangono sollevati per creare una stabilità fisica importante. L’animaletto è molto vivace e fortemente curioso, infatti nulla lo ferma se vuole conoscere o scoprire qualcosa: questa predisposizione lo spinge anche verso i centri abitati senza temere l’uomo.

Scricciolo: habitat e alimentazione

Scricciolo

Uccellino stanziale, vive prevalentemente in Europa, Nord America, Nord Africa e Asia, preferendo habitat piuttosto umidi con una grande presenza di vegetazione, in particolare cespugli dove è solito nascondersi. Cerca riparo nelle zone più fresche con una buona presenza di alberi e rocce, sia in collina che in montagna, ma sempre vicino ai corsi d’acqua. Lo scricciolo si muove in modo rapido sia volando che saltellando, quest’ultima particolarità gli permette di scrutare a fondo il terreno alla ricerca di cibo. La sua alimentazione è composta prevalentemente da insetti e qualche bacca, che raccoglie durante il periodo invernale.

Canto e accoppiamento

Ama costruire una serie di nidi sferici dall’apertura superiore, costituiti da muschio, steli e ramoscelli, che dispone all’interno del suo territorio personale mimetizzandoli in modo da accedervi all’occorrenza per riposare. Il periodo degli amori cade alla fine di aprile e lo scricciolo, un esemplare poligamo, cattura l’attenzione delle femmine presenti all’interno del suo territorio personale con solo l’ausilio del canto. Questa è la sua arma migliore: una serie di trilli continui, armoniosi e squillanti, che emette con costanza mentre saltella da un nido all’altro. La femmina depone dalle 5 alle 8 uova all’interno di uno dei nidi che provvederà a rivestire con lana, piume, crini per una migliore protezione. Dopo 15 giorni i piccoli faranno il loro ingresso ufficiale: la femmina si occuperà di loro fino all’indipendenza, anche se continueranno a volare verso il nido anche da adulti.

Curiosità e leggende

Scricciolo

La figura dello scricciolo è ricorrente all’interno di storie e leggende, in particolare quelle celtiche, tanto da essere considerato il re degli uccelli. Una storia infatti narra di una gara tra uno scricciolo e un’aquila: i due avrebbero dovuto dimostrare le loro capacità di volo, spingendosi il più in alto possibile così da guadagnarsi l’incoronazione di re degli uccelli. Lo scricciolo partì per primo ma, stancatosi subito, fu raggiunto dall’aquila: furbescamente salì sul suo dorso finendo trasportato sempre più in alto, per poi scattare velocemente ancora più su e vincere.

Un’altra leggenda lo lega alla figura di Santo Stefano, nel Wren’s Day: lo scricciolo (Wren in inglese) rivelò cantando il nascondiglio del santo che venne catturato dai romani e martirizzato. Un tempo lo stesso uccellino veniva ucciso e appeso a un agrifoglio, come sacrificio per il tradimento, oggi per fortuna viene solo utilizzata una foto e i giovani girano casa per casa alla ricerca di offerte.

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