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Rinoceronti, giaguari e puma a rischio: cresce il bracconaggio durante il lockdown

Rinoceronti, giaguari e puma a rischio: cresce il bracconaggio durante il lockdown

Fonte immagine: Pixabay

Il lockdown da coronavirus rende più difficile la protezione degli animali dal bracconaggio: crescono le vittime tra rinoceronti, giaguari e puma.

Il lockdown imposto per contenere la diffusione del nuovo coronavirus non sta avendo solo effetti positivi sulla salvaguardia dell’ambiente, come la riduzione dei livelli di inquinanti in atmosfera, ma anche conseguenze gravi. È il caso dell’Africa, dove in conseguenza alla quarantena è purtroppo cresciuto il fenomeno del bracconaggio. Rinoceronti, giaguari e puma sono le specie attualmente più prese di mira da cacciatori senza scrupoli e, con la riduzione delle risorse a disposizione, è sempre più difficile per le autorità contenerli.

Così come riporta l’Independent, negli ultimi giorni si sono registrati in Africa diversi fenomeni preoccupanti legati al bracconaggio. In Sudafrica nove rinoceronti sono stati rinvenuti senza vita e privati del corno, altri sei sono rimasti invece vittime dei bracconieri in Botswana. Una situazione drammatica, così come sostiene Map Ives, fondatore di Rhino Conservation Botswana:

È una calamità sanguinosa. È assolutamente una crisi.

Non solo Africa, però, poiché il problema del bracconaggio si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Sudamerica. Qui sono soprattutto giaguari e puma a finire nella morsa dei cacciatori senza scrupolo, così come conferma Esteban Payán, direttore regionale dell’organizzazione Panthera:

Le nostre informazioni giungono di solito da un network di informatori, al momento in quarantena, quindi è impossibile quanto sia effettivamente diffuso il fenomeno della caccia illegale. Con cinque giaguari, un puma e un ocelot uccisi, temo a ipotizzare quale sia il vero livello di questa carneficina.

In India, invece, sarebbe in crescita la cattura illegale di tigri, così come di numerosi cervi considerati protetti dalle leggi locali. Secondo gli esperti, in tutto il mondo il fenomeno del bracconaggio sarebbe in crescita anche perché le organizzazioni criminali avrebbero coinvolto la popolazione più povera. In assenza di specifici aiuti per il sostentamento di queste persone, rimaste senza risorse durante il lockdown, le famiglie non hanno potuto far altro che affidarsi a malintenzionati pur di poter sopravvivere.

Fonte: Independent

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