Greenstyle Ambiente Carbon footprint: 5 modi per ridurre l’impronta carbonica personale

Carbon footprint: 5 modi per ridurre l’impronta carbonica personale

La nostra impronta di carbonio, anche detta carbon footprint, misura quanto impattiamo a livello ambientale. Si parla di emissioni di gas serra derivate dalle nostre attività quotidiane, come gli spostamenti o le nostre scelte alimentari. Ma con qualche utile consiglio possiamo rendere i nostri stili di vita più sostenibili, per sostenere l'inversione del temuto cambiamento climatico.

Carbon footprint: 5 modi per ridurre l’impronta carbonica personale

Fonte immagine: iStock

Non è bello saperlo, ma ogni singola azione o abitudine di vita ha un impatto ambientale, che si può calcolare a partire dalla carbon footprint, o impronta di carbonio. Di fatti, le nostre attività causano emissioni di CO2 in grado di contribuire a riscaldamento globale e cambiamenti climatici. Ma non significa che non si possa essere più ecologici.

Il termine carbon footprint va però definito, in modo da capire il significato di questo concetto prima di stabilire come si calcola e come, di conseguenza, si può ridurre. L’impronta di carbonio, per limitare all’essenziale la definizione, rappresenta la quantità totale di gas serra, inclusi anidride carbonica e metano, derivanti dalle nostre azioni.

A livello globale, si considera un’impronta carbonica media per singolo individuo di circa 4 tonnellate, spalmate nel corso di un anno. Ma nei paesi industrializzati, come gli Stati Uniti, si calcola un picco che va sulle 16 tonnellate. Non è un caso che gli americani vantino uno dei tassi, per quanto riguarda l’impatto ambientale, più alti al mondo.

Se volessimo scongiurare un ulteriore aumento delle temperature, con le conseguenze legate a questa eventualità, la riduzione della nostra impronta carbonica dovrebbe scendere al di sotto delle 2 tonnellate entro il 2050. La data non è imminente, ma è meno lontana di quanto non si immagini e, come si è soliti dire, chi ha tempo non aspetti tempo.

Edilizia sostenibile materiali
Fonte: iStock

Come ridurre la carbon footprint in casa propria

L’impronta carbonica, come accennato, non riguarda solo le grandi industrie, ma anche le singole azioni e stili di vita di ogni individuo. Se le aziende stanno cercando sempre di più di limitare il proprio impatto ambientale, con soluzioni più connesse a risparmio energetico e basse emissioni, anche noi possiamo e dobbiamo fare qualcosa.

In primo luogo, per capire da quale base partiamo, in rete o sui vari app store, dovremo cercare dei calcolatori digitali per fare il punto della nostra impronta carbonica. Da qui si inizia per andare a verificare quali abitudini poco sostenibili abbiamo e invece sostituirle con modalità meno impattanti dal punto di vista ambientale.

La mobilità sostenibile

Le auto elettriche, i mezzi a pedali, ma anche il semplice trasporto pubblico e il car sharing sono alla base di una mobilità sostenibile ed ecologica. Se lasciamo la macchina e andiamo a piedi, o se adoperiamo un autobus cittadino verde o un monopattino, o ancora condividiamo il viaggio con altre persone, la nostra impronta carbonica diminuisce.

Gli elettrodomestici a risparmio energetico

In casa, per risparmiare soldi in bolletta e dare respiro all’ambiente, possiamo scegliere elettrodomestici a risparmio energetico, in grado di consumare meno elettricità e ridurre la nostra impronta carbonica. Se andiamo in negozio, cerchiamo frigoriferi, lavatrici, forni e lavastoviglie con etichetta Energy Star, che garantisce la sostenibilità dei prodotti.

Il passaggio a fonti rinnovabili

Un modo saggio per ridurre la nostra carbon footprint è di abbandonare i combustibili fossili e le energie non rinnovabili a favore di quelle rinnovabili. Con eolico e fotovoltaico possiamo dire addio alla dipendenza da fonti esterne, puntando sull’autoproduzione energetica. Un notevole risparmio, ma anche un toccasana per il nostro pianeta.

La riduzione dei rifiuti ed il corretto riciclo

Va ricordato che la spazzatura, per ridurre la propria impronta carbonica, va conferita nel modo corretto, ossia quello suggerito dal proprio comune di residenza. Ma sarebbe preferibile anche limitare l’acquisto di prodotti dalla vita breve o che non si possono riciclare. Le discariche e gli inceneritori emettono una quantità mostruosa di gas serra.

Una dieta più a base vegetale

Non storcano il naso gli onnivori, vi giuriamo che nessuno giudica errate le vostre scelte alimentari, ma una dieta più a base vegetale resta un toccasana ambientale. Le industrie delle carni hanno filiere con emissioni di gas serra elevate. Al contrario, se mitighiamo il consumo di cibi animali, preferendo i plant based, il pianeta ci ringrazierà con riconoscenza.

Ma forse anche il medico, visto che nel mondo occidentale il consumo eccessivo di carne è considerato una delle cause principali di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumori. Si badi, non si deve stravolgere la dieta e manco cambiare abitudini a tavola dall’oggi al domani, ma solo rendere le proprie scelte alimentari migliori per salute e ambiente.

 

Fonti

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

Smog in Emilia Romagna causato dagli impianti di cremazione? La denuncia della Lega
Inquinamento

Il consigliere leghista Emiliano Occhi punta il dito in Emilia Romagna contro il nuovo Piano Aria della giunta regionale di Stefano Bonaccini, perché non ci sono riferimenti agli impianti di cremazione, che potrebbero contribuire e non poco all’inquinamento atmosferico registrato negli ultimi tempi sui cieli della regione. Sono molti i forni crematori nelle principali città emiliane e romagnole, ma non esistono ancora norme specifiche per regolare le emissioni prodotte dagli stessi.