Greenstyle Ambiente Quanto inquina il cemento e perché sta soffocando la Terra

Quanto inquina il cemento e perché sta soffocando la Terra

Spesso tendiamo a dimenticarlo, ma anche il cemento inquina. Oltre a distruggere habitat naturali e incontaminati, l'industria edilizia e quella del cemento comportano un'incredibile emissione di sostanze inquinanti e CO2. Ma quanto inquina effettivamente il cemento, e quali sono le soluzioni sostenibili per arginare il problema?

Quanto inquina il cemento e perché sta soffocando la Terra

Fonte immagine: Pixabay

Sapevi che anche il cemento inquina? E’ vero, quando pensiamo all’inquinamento ambientale ci vengono spesso in mente gli enormi mucchi di rifiuti che invadono mari, strade e montagne, pensiamo alle emissioni di CO2 generate dalle nostre auto e alle sostanze che le industrie rilasciano nei mari e nei fiumi. Eppure, esiste una forma di inquinamento fin troppo spesso sottovalutata, quella causata dall’industria del cemento.

Questo materiale è letteralmente onnipresente in ogni angolo della Terra, ed è considerato uno dei più grandi inquinanti al mondo. Ciononostante, raramente ne sentiamo parlare. Per quale motivo?

Probabilmente perché, a differenza della plastica, non viene accidentalmente ingerito da tartarughe marine e balene. O forse perché, a differenza dei gas inquinanti, non causa malattie respiratorie e tumori. Eppure, prima di dare per scontato che il cemento sia un materiale innocuo e sicuro per l’ambiente, bisognerebbe considerare gli effettivi impatti di questo composto.

Scopriamo quanta CO2 produce il cemento, come è composto e quali sono le possibili soluzioni a questo problema globale.

Che cos’è e quanto inquina il cemento?

Il cemento è un materiale presente praticamente in quasi ogni angolo della Terra. In campo edile, con questo termine si indica una varietà di materiali da costruzione (detti “leganti idraulici”), che una volta mescolati con dell’acqua assumono delle proprietà adesive. In poche parole, si tratta di uno dei materiali indispensabili nel settore edilizio.

Il cemento è composto da una miscela di argille, rocce carbonatiche (calcare) e marna, alle quali vengono aggiunti acqua e altri materiali, in modo da formare un composto resistente, dalla consistenza simile a quella della pietra.

Come vedremo, però, il cemento ha un impatto ben diverso rispetto a quello della pietra naturale.

La creazione di edifici e infrastrutture – spesso considerata la prova dello sviluppo e del benessere di un Paese – comporta la progressiva perdita di ambienti naturali e la distruzione di alberi e piante, essenziali per la nostra stessa sopravvivenza. La cementificazione del suolo a livello globale aumenta, peraltro, il rischio di inondazioni e catastrofi naturali.

Ma questi non sono i “soli” impatti del cemento sul nostro Pianeta. Per comprendere la portata del problema, bisogna prima vedere come viene prodotto questo materiale.

Come viene prodotto il cemento?

Vediamo dunque quali sono le fasi della produzione del cemento. Questo composto deriva dalla lavorazione di calcare, argilla e marna, che vengono ridotti in polvere finissima e messi in forno a temperature fino a 1.400 °C.

In questa fase avvengono delle trasformazioni fisico-chimiche che danno origine al cosiddetto “clinker”, il composto base del cemento, che si presenta sotto forma di piccole palline di colore grigio. In seguito al raffreddamento, il clinker verrà poi ridotto in polvere e unito ad altri materiali e sostanze, in modo da formare varie tipologie di cemento.

Quella della produzione del clinker è considerata la fase più energivora – e di conseguenza anche la più inquinante – del processo di creazione del cemento. È in questa fase che avviene la massima emissione di gas a effetto serra.

Quanto inquina la produzione di cemento?

cemento inquinamento
Fonte: iStock

Come anticipato, la stessa produzione del cemento rappresenta un’enorme fonte di emissioni di anidride carbonica. Si stima che l’industria del cemento sia responsabile del 4-8% delle emissioni di CO2 a livello globale, metà delle quali avvengono proprio durante la fase di produzione del clinker.

Eppure, sebbene si tratti di un problema persino più grande rispetto a quello della plastica, di questa forma di inquinamento si parla davvero troppo poco. Probabilmente perché è percepita come “meno grave” rispetto ad altre tipologie.

Ma concretamente parlando, come e quanto inquina la produzione di cemento?

Inquinamento da CO2 e sfruttamento di risorse naturali

Si stima che la produzione di una tonnellata di cemento comporti un rilascio di circa 800 kg di CO2 in atmosfera.

Oltre all’emissione di CO2, bisogna considerare anche il consumo di acqua, necessaria per la realizzazione dei vari tipi di cemento. In più, le stesse cave di calcare, così come le fabbriche di cemento, sono fonte di inquinamento ambientale e atmosferico.

Perdita di biodiversità

Non dimentichiamo, infine, che l’industria del cemento è strettamente legata a quella dell’edilizia: per ogni grattacielo costruito, muoiono intere zone di natura selvaggia e incontaminata, viene meno la biodiversità; piante e animali vengono spazzati via da strutture grigie e per nulla sostenibili.

Come arginare l’inquinamento da cemento?

Nel corso dei secoli, il cemento ha senz’altro contribuito a formare la nostra società così come la conosciamo oggi. Eppure, la linea di confine tra sviluppo e distruzione dell’ambiente è oggi più sottile che mai. In base agli accordi di Parigi sui cambiamenti climatici, entro il 2030 l’industria del cemento dovrà ridurre le emissioni annuali di almeno il 16%, in modo da limitare l’avanzata del riscaldamento globale.

È giunto il momento di adottare soluzioni più sostenibili e ridurre l’utilizzo, o quantomeno l’impatto, di questo materiale. Ma come fare?

Un primo passo per raggiungere questo obiettivo è quello di impiegare le energie rinnovabili durante i processi di produzione e individuare materiali innovativi e sostenibili nella costruzione di case ecologiche, per uno sviluppo più “verde” e in sintonia con la natura.

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