Greenstyle Ambiente Cos’è la perdita di habitat e come intervenire

Cos’è la perdita di habitat e come intervenire

Quando si parla di perdita di habitat ci si ricollega subito anche alla perdita di biodiversità: sono due concetti strettamente legati. Ma andiamo a vedere qual è il significato di perdita di habitat, le cause (l'uomo, in primis), le conseguenze e anche cosa si possa fare per rimediare prima che sia troppo tardi

Cos’è la perdita di habitat e come intervenire

Quando si parla di perdita di habitat o di riduzione dell’habitat, ci si riferisce a un processo di distruzione che fa sì che un habitat naturale non sia più capace di supportare le specie che in esso vivono. Il che comporta una perdita di biodiversità sia nel regno Animale che in quello Vegetale. Per questo motivo i concetti di perdita di habitat e di perdita di biodiversità sono così indissolubilmente legati.

Perdita di habitat: significato

elefante africano

Come dicevamo, quando un habitat viene distrutto dalle cause che vedremo fra poco, si parla di perdita di habitat. L’habitat in questione non riesce più a garantire la sopravvivenza delle specie che in esso abitano, causandone la riduzione fino ad arrivare all’estinzione delle specie. Non a caso, quando si parla del rischio di estinzione di determinate specie, se ci fate caso, si parla sempre anche di perdita dell’habitat.

Cause della perdita di habitat

Le cause che portano a una perdita di habitat sono suddivise fra quelle naturali e quelle umane. Quelle naturali sono:

  • vulcani che eruttano
  • incendi
  • cambiamento climatico
  • impatto di meteoriti giganti (vedi l’estinzione dei dinosauri)

Fra le cause imputabili all’uomo abbiamo:

  • deforestazione per conversione del terreno in zone agricole o industrializzate
  • urbanizzazione e espansione delle infrastrutture
  • deforestazione per ottenere legname
  • allevamento del bestiame
  • effetto serra con annesso surriscaldamento globale e cambiamenti climatici
  • aumento della popolazione umana con relativa espansione
  • caccia e pesca non controllate
  • inquinamento

Esempi della perdita di habitat

Ecco alcuni esempi di perdite di habitat e biodiversità:

  • Foresta pluviale tropicale
  • Deforestazione dell’Amazzonia
  • Foreste del Madagascar
  • Praterie di erba alta del Nord America
  • Polo Nord (con rischio di estinzione degli orsi bianchi)
  • Mari e oceani (incluse le zone costiere e la barriera corallina)

Conseguenze della riduzione di habitat

Balene, squali e delfini 18

Quando un habitat viene distrutto, ecco che la sua capacità di supportare animali, piante e altri organismi si riduce fino ad annullarsi. Le specie di quell’habitat, dunque, si riducono di numero e di popolazione, fino ad arrivare a volte a estinguersi. Il che spiega perché la perdita dell’habitat sia una delle più importanti cause di perdita di biodiversità della Terra.

Molte specie, per sopravvivere, richiedono requisiti specifici che trovano solamente all’interno di quell’habitat o ecosistema. Perso quest’ultima, ecco che persa è anche quella specie. L’estinzione delle specie causata dalla perdita dell’habitat può avvenire anche molto tempo dopo la distruzione di quell’ecosistema. Questo fenomeno è chiamato debito di estinzione.

Un esempio è quello relativo al Panda gigante cinese. A causa della deforestazione, questo panda, un tempo diffuso in tutte le zone del Sichuan, adesso si trova solamente in alcune zone del sud-ovest del paese. La deforestazione ha causato la riduzione o annientamento del bambù di cui si nutre. Questo a sua volta ha ridotto il numero di esemplari di panda gigante, causando una perdita di diversità genetica che ha condotto al rischio di estinzione

Un’altra conseguenza della perdita di habitat è che le specie considerate “specialiste” (cioè quelle che possono sopravvivere solo in quel dato ecosistema) si riducono a favore delle specie generaliste, quelle più adattabile. E molte specie invasive sono generaliste.

Come intervenire?

Amazzonia divorata dagli allevamenti, motivo deforestazione
Fonte: Google

Tecnicamente la perdita di habitat è un qualcosa in cui i vari governi si impegnano a livello internazionale (almeno, sulla carta). Per esempio, fra questi impegni abbiamo il Sustainable Development Goal 15 “Life on Land” e dal Sustainable Development Goal 14 “Life Below Water”. Solo che pare che i governi siano ben lontani dall’aver raggiunto gli obiettivi precedentemente concordati.

Fra le principali misure che si dovrebbero mettere in atto ci sono:

  • controllo della deforestazione, con particolare riferimento a quella tropicale
  • contenimento dell’erosione costiera
  • creazione di corridoi di habitat
  • evitare l’introduzione di specie aliene
  • migliorare la produzione agricola senza dover sfruttare terre destinate a boschi e foreste
  • migliorare la produzione zootecnica senza dover sfruttare terre destinate a boschi e foreste
  • regolamentare caccia e pesca
  • proteggere le zone rimaste intatte
  • riduzione dell’inquinamento, della produzione di gas serra e dei cambiamenti climatici

Fonti:

  1. National Wildlife Federation
  2. Britannica
  3. Science Direct
  4. Wikipedia

Seguici anche sui canali social

Ti potrebbe interessare

Ecco “Il prato più brutto del mondo”, un contest per salvare il pianeta
Conservazione ambientale

Non ci sono giardini da copertina in lizza, come immaginiamo, per concorrere al prato più brutto del mondo. Ma anche se la cosa può farci ridere ad una prima lettura, gli obiettivi di questo originale contest sono ecologici e sostenibili. A lanciare l’idea, che ora ha varcato i confini del vecchio continente, è stata una zona della Svezia dove l’irrigazione è soggetta a rigidi limiti.