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My Face Mask: la maschera contro il coronavirus che si stampa in 3D

My Face Mask: la maschera contro il coronavirus che si stampa in 3D

My Face Mask è una mascherina realizzata con stampante 3D che potrebbe mettere fine alla scarsità di equipaggiamenti anti coronavirus.

Giorni fa avevamo parlato di un’azienda italiana, la WASP, che ha ideato e fabbricato un modello di mascherina anti-coronavirus realizzabile con una stampante 3D. Le informazioni erano scarne ma il progetto sembrava molto interessante: consentire la produzione in massa di mascherine filtranti che possano impedire l’inalazione di droplet contententi il virus (le goccioline di saliva che chiunque di noi emette quando respira, tossisce o starnutisce).

Poche ore fa, l’ufficio stampa di WASP ci ha inviato un comunicato che offre maggiori dettagli sul proprio progetto di mascherine realizzabili con stampanti 3D. La maschera si chiama My Face Mask, è realizzata facendo una scansione del volto della persona che la indosserà, in questo modo aderisce meglio di qualsiasi altra maschera e non è fastidiosa da portare, anche per un lungo periodo. Inoltre My Face Mask è realizzata con un biomateriale, il policaprolattone, un polimero biodegradabile che non provoca irritazioni sulla pelle e viene spesso usato in applicazioni biomedicali.

La mascherina inoltre può essere disinfettata e utilizzata più volte, a differenza dei modelli di mascherine FFP2 e FFP3 introvabili in questo periodo di emergenza, anche se ha bisogno di un filtro intercambiabile per funzionare correttamente. Per essere prodotta con una stampante 3D occorrono, secondo WASP, circa 4 ore. Questo significa che in una giornata di 24 ore si potrebbe riuscire a realizzare 6 maschere, lavorando a ritmo continuo. In una settimana si potrebbero realizzare 42 maschere. Una cifra più che sufficiente per soddisfare i bisogni attuali dei privati.

In un video viene mostrato come avvenga la creazione della maschera My Face Mask, il cui progetto è rilasciato anche con licenza open source (liberamente accessibile e utilizzabile da tutti):

WASP ha sviluppato oltre alla maschera anche un casco di protezione da microgocce con ventilazione e filtro che si chiama “MY SPACE”. In questo caso l’obiettivo sono i medici e infermieri che sarebbero completamente schermati dal coronavirus.

“MY SPACE” ha le seguenti caratteristiche descritte da WASP:

“Il casco è realizzato in materiale plastico leggero e trasparente, è facile da indossare e crea uno spazio personale protetto. Naso, bocca, occhi, orecchie, tutto è racchiuso in un involucro pressurizzato e all’interno si prova una sensazione di protezione, senza la limitazione della capacità respiratoria provocata dalle mascherine. L’aria fresca e pulita viene dall’alto, mentre in corrispondenza delle orecchie piccoli fori consentono l’ingresso del suono”.

Fonte: WASP

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