Requisiti e destinatari del bonus mamme lavoratrici 2026(www.greenstyle.it)
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, si consolida e potenzia il sostegno alle mamme lavoratrici.
Questa misura, parte integrante di un più ampio piano di incentivi alla natalità e al supporto familiare, mira a favorire l’occupazione femminile e ad alleviare le spese legate alla genitorialità, soprattutto in un periodo di crescente pressione economica per le famiglie italiane.
Il bonus è destinato alle donne lavoratrici, sia dipendenti (escluso il lavoro domestico) sia autonome, purché iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria. Il beneficio è riservato a chi abbia almeno due figli a carico, con limiti precisi legati all’età del figlio più giovane: se si hanno due figli, il più piccolo deve essere sotto i dieci anni; in caso di tre o più figli, invece, il limite si estende fino alla maggiore età del più giovane. Inoltre, è previsto un tetto reddituale annuo da lavoro pari a 40.000 euro.
Per le lavoratrici autonome il bonus è riconosciuto solo se non rientrano nel regime forfettario, che prevede già agevolazioni fiscali specifiche. Le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato e almeno tre figli, invece, non possono beneficiare del bonus perché usufruiscono di una decontribuzione totale fino a 3.000 euro annui, valida fino alla fine del 2026. Tale esonero contributivo integra e in alcuni casi sostituisce il contributo economico previsto dal bonus.
Modalità di erogazione e procedura per la domanda
Il bonus viene corrisposto in un’unica soluzione a dicembre 2026, calcolato in base ai mesi o frazioni di mese lavorati durante l’anno. Trattandosi di un importo esentasse, non incide né sulla formazione del reddito imponibile né sul calcolo dell’ISEE. Il pagamento unico facilita la gestione amministrativa, replicando il modello adottato nel 2025.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il portale INPS, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS. Attualmente, la pagina dedicata al bonus sul sito INPS non è ancora aggiornata per il 2026: si attende la pubblicazione della circolare ufficiale che stabilirà tempi e modalità precise per la presentazione delle richieste. È fondamentale monitorare costantemente i canali istituzionali per rispettare le scadenze e non perdere il diritto al contributo.

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Oltre al bonus diretto per le mamme lavoratrici, la Manovra 2026 include altre iniziative volte a sostenere il ruolo di cura e assistenza all’interno delle famiglie. Tra queste, si evidenzia il riconoscimento e il rafforzamento del ruolo dei caregiver familiari con risorse dedicate per il 2026.
Si conferma inoltre il Bonus nuovi nati, un contributo di 1.000 euro per ciascun bambino nato o adottato nel 2025 e 2026, destinato alle famiglie con un ISEE fino a 40.000 euro, e il Bonus asilo nido, che dal 2026 si estende anche a nuove tipologie di servizi educativi per l’infanzia, quali micronidi, sezioni primavera, servizi integrativi e nidi in famiglia. L’importo varia in base all’ISEE, con un massimo di 3.000 euro per i nuclei con reddito più basso.
Inoltre, sono previste agevolazioni contributive per i datori di lavoro che assumono donne madri con almeno tre figli minorenni, e maggiore flessibilità nella gestione del contratto di lavoro per i genitori con più figli, con priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a part-time e maggiori possibilità di estensione della sostituzione temporanea in caso di congedi parentali.
Infine, viene esteso da 12 a 14 anni il limite entro cui i genitori possono richiedere il congedo parentale, con particolare attenzione ai casi di figli con disabilità.
Tutte queste misure concorrono a creare un quadro di sostegno più ampio e articolato per le famiglie italiane, con un’attenzione speciale alle lavoratrici madri e ai caregiver, riconosciuti come elementi chiave per la coesione sociale e lo sviluppo economico.
