Labirintite: sintomi, rimedi e terapia

Labirintite: sintomi, rimedi e terapia

La labirintite è una grave infiammazione dell'orecchio e dei suoi apparati deputati all'equilibrio: causa nausea, vertigini, vomito e problemi uditivi.

Molto spesso si associa il termine labirintite ai giramenti di testa e alle vertigini, eppure tale associazione è in parte impropria. A differenza dei comuni disturbi sopra descritti, derivanti dalle più disparate cause, la labirintite è un’infezione specifica dell’orecchio che determina gravi problemi d’equilibrio.

Proprio per la varietà dei sintomi e la possibile confusione con altre patologie, sia la diagnosi che la cura di un disturbo così invalidante non possono essere casalinghe. Sarà sempre necessario contattare il proprio medico curante che, se lo riterrà opportuno, indirizzerà il paziente verso il consulto con uno specialista. Le informazioni qui presentate, di conseguenza, hanno scopo puramente informativo.

Equilibrio e labirintite

Orecchio
Fonte: Human ear closeup via Shutterstock Human ear closeup via Shutterstock

L’orecchio è costituito da tre parti, deputate sia alla trasmissione delle sollecitazioni sonore al cervello che al mantenimento dell’equilibrio. Così si può riassumere:

  • Orecchio esterno: è la parte visibile, costituita dal padiglione auricolare, e serve per convogliare le onde sonore all’interno;
  • Orecchio medio: è l’area del timpano, una sottile membrana che trasforma le onde sonore in vibrazioni meccaniche. La sua struttura è costituita da tre ossa: il martello, l’incudine e la staffa;
  • Orecchio interno: è la parte dell’orecchio che segue al timpano, costituita dal labirinto dove trova alloggio sia la coclea, fondamentale per la traduzione del suono, che l’apparato vestibolare. Quest’ultimo è formato dal vestibolo e da tre canali, ripieni di endolinfa, deputati a carpire le informazioni di posizione e movimento.

Per determinare il proprio equilibrio, il cervello analizza sia le informazioni visive che quelle di movimento trasferite dall’apparato vestibolare al nervo uditivo. Tale sistema garantisce la possibilità di spostarsi, o di inclinare velocemente la testa, mantenendo sempre il focus della vista e la posizione nello spazio.

La labirintite non è altro che un’infezione al labirinto e quindi all’apparato vestibolare: compromettendo la normale funzionalità di recettori del movimento, impedisce il corretto equilibrio. Le cause possono essere le più svariate: normalmente si tratta di virus e batteri, ma si possono verificare anche labirintiti da stress, da trauma cranico, da abuso di farmaci e alcolici, da infezioni all’apparato respiratorio, conseguenti a una meningite e molto altro ancora.

Sintomi e manifestazioni della labirintite

Donna con nausea
Fonte: Woman with a headache in the morning via Shutterstock Woman with a headache in the morning via Shutterstock

I sintomi della labirintite sono molteplici e, non ultimo, variabili da soggetto a soggetto. Inoltre, per arrivare a una diagnosi crta non è necessario che tutti questi segnali siano contemporaneamente presenti. Di seguito, i più comuni:

  • Vertigini e nausea anche da fermi, seduti o sdraiati;
  • Difficoltà o impossibilità di mantenere l’equilibrio;
  • Mal di testa, vomito, ipersensibilità alle stimolazioni esterne, disturbi del sonno;
  • Acufeni, ovvero fastidiosi fischi;
  • Peggioramento dell’udito;
  • Nistagmo, cioè delle oscillazioni e dei movimenti rapidi del bulbo oculare, nel tentativo di compensare l’equilibrio.

Associata spesso alla labirintite è l’ansia cronica, una conseguenza del disturbo e dell’incapacità del soggetto di amministrare il suo corpo nello spazio. Nelle forme più gravi, può sfociare nell’attacco di panico e nella depressione.

Normalmente, sono due le manifestazioni principali del disturbo:

  • Labirintite acuta: è generalmente improvvisa e si presenta su un solo lato del sistema vestibolare. Può essere sierosa con ipoacusia, vertigini e nausea, oppure purulenta con disturbi dell’equilibrio e moderata sordità. I tempi di guarigione dipendono dalla gravità dell’infezione e dalla tempestività di intervento. Soprattutto nelle forme purulente, infatti, il cervello compensa l’errata informazione sull’equilibrio e il paziente può presentare un iniziale miglioramento, fatto che può ritardare la diagnosi;
  • Labirintite cronica: caratterizzata da sintomi più lievi, genera vertigini, vomito e una sensazione di malessere e stanchezza generale per circa un mese.

Terapia prevista per la cura della labirintite

La corretta identificazione della malattia, così come l’approccio farmacologico per eliminare l’infezione, sono fondamentali per evitare danni permanenti a seguito di una labirintite. Sebbene l’equilibrio sia progressivamente riacquistato, anche se nelle forme croniche il processo potrebbe essere molto lungo, non è raro che si manifesti una diminuzione importante dell’udito. Per questo bisogna sempre allertare il medico non appena i sintomi si manifestano, poiché più è tempestivo l’intervento maggiori sono le probabilità di non subire danni anche irreversibili.

Dopo i dovuti accertamenti – anche con diagnostica per immagini, tac e risonanza magnetica – si somministrano normalmente antinfiammatori, quindi antibiotici se l’infezione è batterica, medicinali per il controllo della nausea e del vomito e sedativi. In quest’ultimo caso, si fa generalmente ricorso alle benzodiazepine. Data la gravità della patologia, non è indicato fare affidamento ai rimedi naturali, semmai da utilizzare come coadiuvanti sotto stretto parere medico.

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