Greenstyle Sostenibilità Moda I jeans inquinano ma un nuovo metodo di tintura potrebbe renderli ecologici

I jeans inquinano ma un nuovo metodo di tintura potrebbe renderli ecologici

La colorazione moderna dei jeans resta uno dei metodi più impattanti a livello di inquinamento ambientale. Ma la moda può anche essere meno problematica e una nuova opzione di tintura potrebbe rendere i nostri pantaloni ecologici. Il blue denim non è per forza pessimo: ci basta sostituire, come sostiene una ricerca danese, il classico indaco sintetico con una variante naturale.

I jeans inquinano ma un nuovo metodo di tintura potrebbe renderli ecologici

Fonte immagine: iStock

I jeans inquinano, è un dato di fatto, ma un nuovo metodo di tintura potrebbe ridurre l’impatto che il tradizionale colorante per il denim ha sul nostro pianeta. Un gruppo di ricerca danese ha infatti detto la sua in merito. Se è vero che il classico indaco è un problema per l’ambiente, un sistema di tintura differente può risultare invece eco sostenibile.

Si tratta di una buona notizia, in quanto il mercato del blue jeans non conosce crisi e questo significa che ogni anno si producono miliardi di capi in denim, con un giro di soldi che nel 2020 ha sfiorato i 64 miliardi di dollari. Ma la filiera che porta ad un indumento finito, purtroppo, non ha nulla di ecologico.

La fase di tintura, come accennato, è quella che più pesa a livello ambientale, se anche l’indaco sia un colorante derivato da una pianta. Il problema è che, sia adoperando l’indaco naturale, sia quello sintetico, si deve ricorrere a sostanze chimiche che lo leghino ai tessuti, o diventa impossibile che si possa dissolvere in acqua per diventare un colorante.

Ma la Danimarca punta a rendere questo processo meno impattante a livello ambientale, grazie ad un mix enzimatico e ad una molecola derivata dal già citato indaco, che non prevede modifiche tramite agenti chimici. Lo studio è stato pubblicato in questi giorni e già non si parla di altro.

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Indicano al posto dell’indigo contro i jeans che inquinano

Lo studio danese che mira a rivoluzionare il mondo della moda denim ha visto la luce mediatica pochi giorni fa, con la pubblicazione sulla rivista Nature Communication. Si tratta di una ricerca epocale, proprio per il mercato del jeans in continua ascesa, che sta rendendo difficile l’equilibrio tra abbigliamento ed ecologia. I numeri fanno quasi paura.

Il processo chimico per la tintura dei blue jeans persiste da un secolo. L’industria del denim utilizza circa 50.000 tonnellate di indaco sintetico all’anno, insieme a oltre 84.000 tonnellate di idrosolfito di sodio come agente riducente, che ha un doppio impatto negativo.

I lavoratori tessili vengono a contatto con queste sostanze che possono rivelarsi tossiche e cancerogene, con l’ambiente che circonda le fabbriche che ne risulta compromesso. Un solo paio di jeans può richiedere fino a 30 litri di acqua, che viene alterata dagli additivi chimici per la tintura. E la gestione delle acque reflue diventa un serio problema.

L’acqua contaminata da sostanze chimiche spesso finisce infatti nei corsi vicino alle fabbriche, decimando gli ecosistemi locali e persino tingendo di blu i fiumi. Il danno ambientale è immenso, specie in quelle aree del mondo dove la regolamentazione per il trattamento degli inquinanti industriali appare fumosa.

Lo studio del team danese

Per Ditte Hededam Welner, biologa del Centro per la biosostenibilità della Fondazione Novo Nordisk e ricercatrice principale del nuovo studio, la situazione può cambiare in meglio. La chiave della tintura alternativa e meno inquinante dei jeans è l’indicano, un composto che trasforma le foglie dell’indaco in blu quando vengono schiacciate.

Ma sono anni che si cerca di avere risultati adeguati senza successo ed è per questo che la buona novella del gruppo danese fa respirare aria di novità. I ricercatori infatti sostengono che grazie ad un enzima ingegnerizzato in laboratorio, ritenuto stabile, è possibile rendere l’indicano un ottimo colorante, adatto ai processi classici di produzione industriale.

La riduzione di additivi chimici, sostituiti con questo enzima sicuro, non limiterebbe solo l’inquinamento delle falde acquifere. Il team di Welner stima infatti che questo nuovo sistema avrebbe un effetto benefico anche sulle emissioni: oltre tre milioni di tonnellate di CO2 in meno all’anno, sulla base di circa quattro miliardi di paia di jeans prodotti.

Il gruppo ha fatto un lavoro immenso, esaminando 18 categorie di impatto, tra cui l’uso di combustibili fossili, l’esposizione umana ad agenti cancerogeni e l’inquinamento dell’acqua. Ed ha evidenziato come l’enzima ingegnerizzato per tingere i jeans con l’indicano possa ridurre l’impatto ambientale totale del 92% rispetto al metodo tradizionale.

Ora, per rendere il denim etico e sostenibile manca solo che sia meno avido di liquidi, visto che si stima che, dalla coltivazione del cotone fino ai lavaggi finali di un singolo capo, il jeans consumi 790 litri di acqua. Per questo speriamo nella ricerca, che può diventare una grande alleata di ambiente e persone, senza sconvolgere troppo le nostre abitudini.

 

Via | National Geographic

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