Il bonus 2026 che ti fa risparmiare un sacco su questo dispositivo: controlla se ti spetta e come richiederlo - greenstyle.it
Sostegni economici con il bonus 2026, contributi fino a 2.500 euro per famiglie e imprese: tutto quello che c’è da sapere
Nelle grandi città italiane, la fibra ottica arriva spesso fin sotto casa, ma non oltre. Quello che manca, in troppi casi, è l’ultimo tratto. I cavi verticali che dovrebbero collegare lo stabile ai singoli appartamenti. Una mancanza tecnica che, secondo il governo, rischia di vanificare anni di investimenti infrastrutturali pubblici, e che ora si tenta di colmare con un nuovo incentivo: il Bonus Fibra 2026. Una misura inserita nel cronoprogramma del PNRR, con scadenza al 30 giugno 2026, pensata per favorire l’arrivo effettivo della banda ultralarga nelle case e negli uffici.
La misura punta a rimuovere una barriera invisibile ma concreta. In molti edifici, soprattutto quelli costruiti prima degli anni Duemila, non esiste una canalizzazione interna adatta, o manca completamente l’infrastruttura. Questo blocca milioni di famiglie e aziende, anche dove la fibra FTTH è già arrivata in strada. Il nuovo bonus, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, copre i costi tecnici per realizzare o adeguare gli impianti interni: si tratta di una somma forfettaria, fino a 200 euro per unità abitativa nel caso dei privati, e fino a 2.500 euro per le imprese.
A chi spetta il bonus e cosa copre davvero l’incentivo statale
Secondo le stime diffuse dai tecnici del MIMIT, la platea potenziale di beneficiari supera il milione e mezzo di famiglie italiane. La misura non è legata a limiti ISEE e si rivolge sia a proprietari che inquilini, a patto che l’immobile sia tecnicamente raggiungibile dalla fibra ottica FTTH. Il bonus non serve a pagare l’abbonamento o l’attivazione di un’offerta, ma a finanziare i lavori infrastrutturali: posa dei cavi verticali, canaline, adattamento dei centralini condominiali, installazione di prese ottiche, lavori murari minimi dove necessari.
L’incentivo non è cumulabile con altri bonus simili legati alla stessa unità immobiliare. Vale solo se l’intervento risolve un deficit tecnico reale. In pratica, se la fibra non può arrivare all’interno dell’abitazione o dell’ufficio per mancanza di impianto. I lavori devono essere effettuati da operatori accreditati, che figurano in un elenco pubblico tenuto dal Ministero. Saranno loro a verificare la fattibilità tecnica e applicare direttamente lo sconto in fattura, senza che il cittadino debba anticipare nulla.

Il bonus sarà attivo fino a esaurimento fondi, ma il tetto massimo per l’attuazione resta fissato alla fine di giugno 2026. Ogni intervento dovrà essere registrato, rendicontato e tracciato tramite una piattaforma telematica. L’intero processo sarà definito nel dettaglio da un decreto attuativo, atteso nei primi mesi del 2026, che fisserà il calendario delle richieste e le modalità operative.
Per quanto riguarda le imprese, il contributo cresce in base alla superficie da cablare, al numero di dipendenti e alla destinazione d’uso. Le attività più strutturate, come studi professionali e microimprese, possono ottenere fino a 2.500 euro di rimborso. Anche in questo caso, l’agevolazione va utilizzata per i lavori fisici, non per i servizi commerciali. È possibile la cumulabilità con altri incentivi pubblici, se riferiti a progetti di digitalizzazione diversi e compatibili, come quelli del Fondo Sviluppo e Coesione.
Come si richiede l’incentivo e quando sarà operativo
La modalità scelta per attivare il Bonus Fibra 2026 ricalca il modello dei precedenti voucher digitali, ma con una differenza: l’interessato non deve presentare domanda a INPS, Agenzia delle Entrate o comuni, bensì contattare un operatore accreditato. Sarà quest’ultimo, dopo un sopralluogo o una verifica documentale, a comunicare l’ammissibilità dell’intervento e applicare direttamente lo sconto, in fase di installazione o adeguamento.
Non si anticipa nulla. Nessuna ricevuta da conservare o rimborso da richiedere. Tutto avviene al momento dell’esecuzione, previa autorizzazione tecnica. L’elenco delle aziende abilitate sarà pubblicato sul sito ufficiale del MIMIT e potrà variare nel tempo. Solo gli operatori inclusi in quella lista potranno accedere al fondo stanziato.
I cittadini saranno informati attraverso campagne informative istituzionali. Ma per evitare ritardi, viene consigliato di iniziare a valutare sin d’ora la presenza del cablaggio verticale nel proprio edificio, magari rivolgendosi all’amministratore di condominio o consultando la mappa nazionale delle coperture FTTH, disponibile sui portali ufficiali.
L’attivazione operativa dell’incentivo avverrà dopo la pubblicazione del decreto attuativo, che definirà anche i tempi di erogazione, i documenti richiesti e le priorità in caso di richieste eccedenti rispetto alle risorse. Il Ministero ha fatto sapere che i fondi non saranno illimitati, quindi sarà utile agire tempestivamente, soprattutto nei territori con maggiore densità abitativa, dove si prevedono le richieste più numerose.
