Francesco Celani dimostra pubblicamente la sua fusione fredda

Francesco Celani dimostra pubblicamente la sua fusione fredda

Celani presenta negli USA il suo reattore LENR. La dimostrazione è avvenuta presso la Convention di National Instruments davanti ad un ampio pubblico.

Francesco Celani mostra al pubblico il potenziale del suo reattore LENR. Lo fa alla NI Week 2012, la fiera annuale organizzata da National Instruments. Ancora una volta quindi l’azienda statunitense mostra tutto il suo interesse per questa fonte energetica, sul cui fronte vediamo da tempo impegnati Andrea Rossi (con il suo E-Cat), Defkalion, Chan e ultimamente l’istituto romano “Leopoldo Pirelli” che ha dato vita ad Athanor prima e a Hydrotron poi.

La fusione fredda secondo Francesco Celani ha mostrato la capacità di generare un eccesso di calore mantenendo un buon controllo delle operazioni, attirando e non poco l’attenzione di National Instruments sulle LENR. Non solo, come racconta Daniel Rocha sul sito NextBigFuture, la dimostrazione è durata 6 ore prima dell’avvio della fiera ed è proseguita per almeno altre 55 ore. Queste le altre informazioni riportate:

  • La reazione è apparsa stabile per tutta la durata della dimostrazione, con picchi di calore in eccesso fino a 22W stabilizzato in seguito a 14W;
  • Il test è stato condotto davanti ad un ampio pubblico;
  • La reazione sfrutta come componenti l’idrogeno e uno speciale filo realizzato con una lega di nichel, rame e manganese.

Alcune limitazioni si sono tuttavia rese necessarie nella realizzazione di questo test, come l’impossibilità per Celani di portare all’interno dell’Austin Convention Center in Texas le bombole di idrogeno pressurizzato necessario per “ricaricare” il filo di nichel. L’esperimento ha avuto quindi luogo unicamente con l’unità preparata a Roma e successivamente arricchita nel laboratorio di Dennis Letts, ricercatore indipendente attivo sul fronte LENR, che ha poi così commentato il funzionamento del reattore:

Lo abbiamo testato, visto che produceva calore in eccesso, spento e siamo andati a casa. La mattina di lunedì siamo tornati al mio laboratorio, lo abbiamo disassemblato e riassemblato il reattore presso il Centro Congressi. Dal momento in cui abbiamo riattivato l’energia elettrica ha immediatamente ricominciato a produrre calore, senza tempi d’incubazione.

A questo aggiunge una nota in cui sottolinea l’importante aiuto ricevuto proprio da National Instruments:

Gli ingegneri della National Instruments hanno svolto un lavoro favoloso nell’assemblaggio e nella realizzazione dei cablaggi e nella fornitura delle parti necessarie.

Appare sempre più chiaro quindi in coinvolgimento di National Instruments nella corsa alle nuove fonti di energia basate sulle LENR, con Rossi, Chan, Brouillon e Defkalion che si preparano a contendersi nei prossimi mesi il mercato energetico dei reattori nucleari a bassa energia.

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