Dieta vegetariana anti-cancro di Allan Taylor, pregi e difetti

Dieta vegetariana anti-cancro di Allan Taylor, pregi e difetti

Un uomo guarisce dal cancro al colon con una dieta vegetariana. Ecco gli ingredienti della sua cura e perché è importante analizzarne pregi e difetti.

Un 78enne britannico afferma di essere guarito dal cancro al colon/intestino con una dieta vegetariana mirata e, visto che circa il 4% degli italiani convive con una diagnosi di tumore, ogni informazione su come prendersi cura della propria salute diventa preziosa.

Prima di entrare nei dettagli, ci tengo a ricordarvi che per consigliare una cura bisognerebbe essere sicuri che abbia funzionato per molte persone e quali effetti collaterali ha avuto sul lungo periodo. Non si può basare una cura sui risultati ottenuti da un solo paziente in pochi mesi. La medicina è una scienza statistica e non si fanno statistiche con un solo dato.

In Italia il 58% dei pazienti con un tumore al colon sopravvive oltre 5 anni. Quello diagnosticato, operato e aggredito con la chemioterapia di Allan Taylor si era esteso all’intestino e i medici avevano gettato la spugna dichiarando l’uomo incurabile e inoperabile lo scorso febbraio. La notizia della regressione totale del cancro è di agosto.

Vediamo ora nel dettaglio gli ingredienti della dieta anti-cancro di Taylor:

  • Eliminazione di carni rosse e latticini. Secondo studi dell’università di Cambridge, in questo modo si riducono molte malattie croniche all’intestino. ;
  • L’orzo ha un’azione antiinfiammatoria nell’intestino e Taylor usa quello in polvere. ;
  • Il curry, oltre all’effetto anticancro della curcuma studiato nell’università di Leicester, stimola la secrezione di endorfine, ovvero migliora l’umore, che a sua volta rafforza l’intero organismo. ;
  • Il selenio, secondo i ricercatori della Adelaide Flinders University, aiuta le cellule tumorali ad autodistruggersi, attivando i meccanismi di riconoscimento degli errori già presenti naturalmente. Il selenio, oltre i 400 µg al giorno, diventa tossico;
  • La vitamina C, di cui Taylor prende 24 tavolette al giorno, è un antiossidante e, in pratica, impedisce che l’ossigeno danneggi il DNA, inducendo quegli errori di replicazione alla base del tumore;
  • Infine ci sono i noccioli di albicocca con la vitamina B17, nota come amigdalina. Questa sostanza è capace di rilasciare cianuro e, quindi, di provocare intossicazione grave. Uno studio clinico su 178 pazienti con cancro, curati con amigdalina, ha dimostrato che è inefficace, oltre che pericolosa;

Non si può dire che la dieta di Allan Taylor funzioni davvero, ma è scientificamente provato che il funzionamento del sistema immunitario umano è strettamente correlato allo stato psichico. In parole povere, oltre all’effetto placebo e alle malattie psicosomatiche che conoscete bene tutti, quando siamo depressi ci ammaliamo più facilmente.

Per contro, qualsiasi “pozione magica” ha tanto più effetto quanto più ci crediamo e se riuscissimo a curarci da soli, senza farmaci inquinanti, vivremmo sicuramente meglio. Se fare una dieta ci fa sentire bene e se qualche ingrediente della dieta ha davvero effetti benefici, allora sarà la sinergia chimica e psichica a curarci.

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