Crema Pan di Stelle: valori nutrizionali

Crema Pan di Stelle: valori nutrizionali

Fonte immagine: Pan di Stelle

Crema Pan di Stelle: analisi nutrizionale della nuova crema spalmabile alle nocciole concorrente della Nutella.

Da pochi giorni la nuova crema spalmabile firmata Mulino Bianco fa capolino dagli scaffali del supermercato: la recente creazione dolciaria si affaccia con disinvoltura su un mondo all’apice della propria ambivalenza, diviso tra desiderio di cibi altamente palatabili (e la dicono lunga i dati allarmanti sul numero di bambini e adulti sovrappeso nella nostra società) e sensibilità al tema della salute e della cura di sé, con annessa esigenza di avere più informazioni sui prodotti acquistati.

Poiché il sempiterno “de gustibus non disputandum est” mette in guardia dal divagare su questioni di gradimento sensoriale, le prossime righe si propongono di indagare le caratteristiche nutrizionali di questo nuovo prodotto, passando prima in rassegna i protagonisti della ricetta per poi approdare al profilo nutritivo finale e ad una scottante contesa.

Ingredienti Crema Pan di Stelle

Da una crema alle nocciole e cacao è lecito aspettarsi che nocciole e cacao siano rappresentati in quantità rilevanti. Ma se la previsione è di vederli svettare come primi ingredienti (ricordiamo che in etichetta gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità), nella realtà i fatti sono un po’ diversi.

Le nocciole italiane costituiscono il 13.7% del prodotto, mentre il cacao magro sfiora il 10%. I veri “ingredienti madre” della crema sono zucchero (in cima alla lista) e olio di girasole. Se sullo zucchero sapremmo tutti spendere parole di rimprovero (è ormai universalmente riconosciuto l’impatto negativo di un eccesso di zuccheri semplici sul nostro organismo), forse l’olio di girasole potrebbe passare inosservato. D’altronde, evoca subito l’immagine di un grasso buono e protettivo, migliore di altri oli vegetali utilizzati dall’industria e tanto dibattuti.

Eppure, qualche considerazione andrebbe fatta anche a questo proposito: laddove non esplicitamente specificato che si tratti di un olio “spremuto a freddo” o “ottenuto solo con procedimenti meccanici”, la semplice dicitura “olio di girasole” implica un olio sottoposto a raffinazione, dunque più povero dal punto di vista nutritivo di quello che potremmo aspettarci (la perdita riguarda soprattutto vitamina E e carotenoidi), ma più resistente e stabile alle alte temperature. Inoltre, sebbene sia vero che l’olio di girasole abbonda di grassi insaturi (in particolare contiene circa un 20% di monoinsaturi, i grassi tipici dell’olio di oliva extravergine, e quasi un 70% di polinsaturi), è doveroso ricordare che non tutti i grassi insaturi sono uguali. Infatti, l’olio di girasole offre per lo più grassi di tipo omega-6, che tendenzialmente sono già abbondanti nella tipica dieta occidentale e che possono contribuire a sostenere i processi infiammatori (alla base di moltissime malattie croniche del nostro tempo) qualora non siano controbilanciati da un’adeguata assunzione di omega-3.

Crema alle nocciole
Fonte: iStock Crema alle nocciole

Oltre all’olio di girasole, nella crema troviamo ulteriori fonti di grassi, quali burro di cacao e burro. Altri ingredienti degni di segnalazione sono gli aromi, presenti in vesti di aroma vanillina e aroma naturale di vaniglia. La prima dicitura si riferisce ad una molecola di sintesi, mentre la seconda ad una molecola estratta dalla vaniglia vera e propria: al di là dell’origine, si tratta pur sempre di sostanze aromatiche che hanno una funzione esclusivamente di tipo edonistico, in quanto concorrono a migliorare il sapore del prodotto.

Unici additivi impiegati sono le lecitine ed i carbonati di sodio e ammonio. Le lecitine sono composti grassi, generalmente ricavati da fonti vegetali quali soia e girasole, che trovano impiego come emulsionanti, sostanze che hanno lo scopo di evitare che parti diverse di una miscela si separino creando un aspetto meno invitante (quello tipico delle creme senza emulsionanti in cui la parte oleosa tende a galleggiare in superficie). I carbonati acidi di sodio e ammonio, invece, sono agenti lievitanti normalmente utilizzati a livello industriale.

Completa il quadro della ricetta la granella di Pan di Stelle, che costituisce il 2% della preparazione, con i tradizionali ingredienti dei famosi biscotti.

Valori nutrizionali Crema Pan di Stelle

Prima di esprimere giudizi sul valore nutritivo della nuova crema Pan di Stelle, va fatta una premessa importante: siamo nel contesto delle creme spalmabili, una categoria che di per sé non mira a far leva su proprietà salutistiche e benefiche, ma che piuttosto desidera appellarsi alla ghiottoneria e agli istinti di pancia.

Assodata tale realtà, ciò che contraddistingue questo prodotto dal punto di vista nutritivo, oltre all’elevato valore energetico, è senza dubbio l’ingente apporto di zuccheri e grassi. Gli zuccheri semplici rappresentano la metà del prodotto, con ben 51 g per 100 g di crema. I grassi sono invece presenti in quantità di 30,2 g su 100 g: tra di essi si può notare una scarsa presenza di saturi, poco più di 5 g per 100 g. Ciò può costituire una buona notizia, ma non dimentichiamo che non è la mera quantità di grassi saturi e insaturi a garantire la qualità di un prodotto, bensì la loro specifica composizione. Abbiamo già visto che l’olio di girasole fornisce una buona dose di grassi polinsaturi, però in prevalenza di famiglia omega-6, certamente importanti per la nostra alimentazione, ma a rischio di esubero nelle diete nostrane.

La porzione di crema consigliata è di 15 g, ovvero circa un cucchiaino colmo: essa fornisce 79 kcal (l’equivalente energetico che potremmo introdurre con una mela o con circa 30 g di pane, con ben altri effetti su percezione di sazietà) e quasi 8 g di zuccheri semplici, che corrispondono a ben due cucchiaini da caffè di zucchero da tavola. La vera sfida, però, è accontentarsi della porzione suggerita: normalmente, si utilizzano non meno di 25-30 g di prodotto (due cucchiaini) per rivestire in modo gratificante una fetta di pane. In questo scenario, la crema spalmabile va a ricoprire l’8% del fabbisogno calorico e più del 20% del fabbisogno giornaliero di zuccheri (facendo riferimento ad una dieta standard di 2000 kcal): una quota davvero rilevante, soprattutto se pensiamo che si tratta di due soli cucchiaini di prodotto!

I Livelli di Assunzione di Riferimento di Energia e Nutrienti per la popolazione italiana (LARN) revisionati dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) nel 2014 stabiliscono che ogni giorno l’energia ricavata dagli zuccheri semplici dovrebbe costituire meno del 15% del totale: pensiamo che mangiando regolarmente 2-3 porzioni di frutta al giorno, verdura e 1-2 porzioni di latte o yogurt possiamo già soddisfare quasi pienamente il nostro fabbisogno di zuccheri.

Crema Pan di Stelle: confronto con i competitor

E quando si parla di novità in fatto di creme spalmabili non può che scattare, in modo riflesso e spontaneo, la competizione con la crema alle nocciole e cacao per antonomasia: la Nutella di casa Ferrero.

Spulciando la lista degli ingredienti si possono cogliere molti elementi di contatto: in entrambi i prodotti lo zucchero rappresenta il primo ingrediente (con evidenti riflessi sui valori nutrizionali, entrambe le creazioni dolciarie forniscono più di 50 g di zucchero per etto) e le nocciole sono presenti in quantità molto modeste (13,7 % come già citato per la crema Pan di Stelle e 13% per Nutella), a differenza di altri prodotti simili in commercio che presentano fino ad un 45% di nocciole tra gli ingredienti.

La vera nota di diversità (oltre alla presenza di biscotto Pan di Stelle) è data dalla scelta dell’olio e, di conseguenza, dalla qualità dei grassi forniti: da un lato Mulino Bianco con olio di girasole e dall’altro Ferrero che non ha mai rinunciato all’olio di palma. Per questo, a parità di grassi totali, Nutella fornisce circa il doppio di saturi (10,6 g per 100 g).

Dunque, qual è il prodotto vincitore? Probabilmente non potrà che essere il gusto personale a decretare la vittoria dell’uno o dell’altro: dal punto di vista strettamente nutrizionale, i due prodotti sono sovrapponibili e non possono che essere consigliati con estrema parsimonia e in modo saltuario, data l’elevata concentrazione di zucchero e la scarsità di ingredienti dall’alto profilo nutritivo.  Da un lato vi è lo svantaggio dell’olio di girasole con le sue potenziali attività pro-infiammatorie, dall’altro l’olio di palma con un maggior contenuto di grassi saturi potenziali responsabili dell’aumentato rischio cardio-vascolare: quale dei due “inconvenienti” sia preferibile è difficile dirlo, dipende dalla dieta nella sua globalità e dalle esigenze nutritive individuali.

A parziale discolpa sia di crema Pan di Stelle sia di Nutella va detto che è cosa ardua reperire nella categoria delle creme spalmabili prodotti che non siano molto ricchi di zuccheri e grassi non propriamente desiderabili, ad eccezione di pochi virtuosi (come creme ottenute esclusivamente da frutta secca). E forse è altrettanto difficile non avere il sospetto che siano proprio queste caratteristiche a risultare allettanti per i palati alla ricerca di una crema spalmabile.

Chissà che in futuro, anziché affannarci a scegliere “il male minore”, non possiamo imparare ad essere più onesti e trasparenti con noi stessi, riconoscendo il giusto ruolo ad ogni alimento: se accetteremo di accogliere i principi di un’alimentazione sana,  non faticheremo ad ammettere che alcuni prodotti dovrebbero comparire solo di rado nella nostra tavola. E allora, nel contesto di uno stile di vita sano, non sarà l’eccezionale o saltuaria golosità a sfregiare il nostro benessere.

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