Coronavirus: test in 15 minuti usando il sangue

Coronavirus: test in 15 minuti usando il sangue

Fonte immagine: YakobchukOlena via iStock

Arriva dagli Stati Uniti un test rapido sul sangue che promette di identificare il contagio da nuovo coronavirus in soli 15 minuti.

Arriva il test sul sangue che permette di individuare la positività al coronavirus 2019-nCoV in soli 15 minuti. È questa la notizia confermata da un’azienda statunitense, BioMedomics, pronta a lanciare sul mercato il sui kit per la verifica rapida dell’infezione. Al momento il prodotto non è ancora autorizzato per l’utilizzo negli Stati Uniti, tuttavia sarebbero in corso delle sperimentazioni in Corea del Sud, Giappone e anche in Italia. L’informazione relativa allo Stivale proviene dal Daily Mail, tuttavia non è ancora giunta conferma da parte delle nostre autorità sanitarie.

Il test funziona in modo simile a prodotti analoghi già presenti sul commercio, come ad esempio il kit rapido per l’HIV già disponibile da qualche anno nelle farmacie italiane. È sufficiente una goccia di sangue da prelevare dal dito del paziente, tramite l’apposita lancia sterile, e da depositare sull’apposita strip di verifica. Dopo qualche minuto, delle linee rosse sul dispositivo confermeranno l’eventuale contagio con il nuovo coronavirus.

Questa opzione risulta molto più rapida rispetto ai più comuni tamponi, che richiedono la raccolta di saliva sulle mucose dalla faringe e del naso, per poi essere elaborate tramite PCR. Questo ultimo metodo è decisamente più affidabile, poiché permette di rilevare con più precisione la presenza del virus, tuttavia una selezione rapida potrebbe facilitare lo smistamento dei pazienti in ambito ospedaliero, comunque poi da verificare con PCR.

Al momento, così come già accennato, il CDC statunitense non ne ha ancora approvato l’uso all’interno del territorio a stelle e strisce, poiché i dati a disposizione non sarebbero ancora eccessivamente estesi. Un test condotto su 525 pazienti ha permesso di identificare correttamente l’89% dei positivi al coronavirus, tuttavia 12 individui sono risultati dei falsi positivi. In prospettiva, il dato non appare però preoccupante: non si rilevano infatti falsi negativi, ovvero persone in realtà già infette che potrebbero diffondere il contagio se dimesse dagli ambiti ospedalieri. Si tratta, di conseguenza, di uno strumento da prendere in seria considerazione, così come spiega il CO Frank Wang:

Poiché non esiste un vaccino o delle medicine specifiche, il modo migliore per combattere questa infezione è l’isolamento. Molte persone non hanno sintomi. Per questa ragione, la diagnosi veloce è essenziale. Si possono identificare le persone e isolarle.

Fonte: Daily Mail

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