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Come coltivare la tuberosa e la cura in inverno

Come coltivare la tuberosa e la cura in inverno

Fonte immagine: Jayesh Patil via Wikipedia

La tuberosa è certamente una delle piante ornamentali più richieste e coltivate, per via di una singolare caratteristica: il suo intenso profumo. La fragranza di questa pianta può essere infatti avvertita anche a diversi metri di distanza e, addirittura, può aver un effetto frastornante per quanto forte. Ma quali sono le caratteristiche della tuberosa, come coltivarla e, soprattutto, come curarla durante l’inverno?

Come tutte le piante da fiore, anche la tuberosa ha bisogno di un clima specifico per poter crescere rigogliosa. Per questa ragione, prima di procedere con la coltivazione è necessario vagliare il parere del proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia, per verificare la compatibilità della pianta con il proprio luogo di residenza.

Cosa è la tuberosa

Tuberosa in vaso

La Polianthes tuberosa – conosciuta anche come Agave amica oppure tuberosa – è una pianta ornamentale appartenente alla famiglia delle Polianthes. In realtà, di recente la suddivisione botanica di questa pianta è stata modificata: la famiglia Polianthes è stata considerata un genere del più grande gruppo delle Asparagaceae, per la sottofamiglia delle Agavoideae.

Questa varietà floreale è originaria del Messico, ma oggi viene pressoché coltivata in tutto il mondo, sia in vaso che in giardino. Molto spesso la tuberosa viene anche scelta per creare mazzi di fiori recisi, poiché sempre più diffusa all’interno dei bouquet dei matrimoni.

La tuberosa è divenuta soprattutto famosa per il suo inebriante profumo, una strategia adattiva che la pianta ha messo in atto per attirare gli insetti, considerando come i suoi colori non siano d’attrattiva per gli impollinatori. La fragranza della pianta può essere infatti percepita anche a metri di distanza e, fatto non da poco, quando molto intensa può risultare anche fastidiosa o frastornante per la mente.

La pianta si caratterizza per il suo portamento erbaceo, con lunghi fusti verdi che possono raggiungere il metro d’altezza. I fusti sono ricoperti di lunghe e sottili foglie, sempre di intenso colore verde, quasi a ricreare dei nastrini che giungono fino al fiore. Quest’ultimo è bianco, delicato, a volte con portamento a imbuto oppure anche a margherita.

I petali sono leggeri, candidi e proteggono il polline, vero responsabile del suo profumo così inconfondibile. Per quanto sia originaria di climi mediamente caldi, la tuberosa si è adattata abbastanza facilmente alle nostre latitudini. Per questo è diventata, soprattutto nell’ultimo decennio, una delle varietà floreali maggiormente richieste dagli appassionati di giardinaggio.

Che profumo ha la tuberosa

Così come già accennato, la Polianthes è particolarmente famosa per la sua forte fragranza. Ma che profumo ha la tuberosa? L’odore che la pianta emette è molto intenso, ricco, estremamente dolce. Può ricordare vagamente il giacinto e, poiché si percepisce maggiormente durante la notte, questo esemplare ornamentale è stato anche ribattezzato come “giacinto notturno”.

Poiché il profumo è decisamente inebriante, e anche frastornante per quanto presente, la tuberosa è stata sottoposta nei secoli a un forte ostracismo. Nel Rinascimento, ad esempio, alle giovani ragazze veniva imposto di non annusare mai il fiore, se non ricevendo spaventose punizioni.

Questo perché il profumo, dolce e passionale, veniva associato alla lussuria e al piacere sfrenato. Gli esperti dell’epoca temevano quindi che, esponendo le giovani ragazze al suo odore, potessero cadere vittime della confusione e del piacere fisico, rinunciando così a giungere illibate al matrimonio.

Oggi queste credenze popolari sono decadute e la tuberosa è diventata una delle piante ornamentali più richieste, sia per la coltivazione che per la creazione di mazzi di fiori recisi.

Come si coltiva la tuberosa

Coltivare

Ma come si coltiva la tuberosa, quali accortezze bisogna avere per assicurarsi una fioritura rigogliosa? È innanzitutto necessario conoscere le esigenze della pianta e, solo in un secondo momento, predisporre il vaso o lo spazio verde in giardino affinché tutti la possano ammirare.

Necessità della pianta

Affinché possa crescere rigorosa e fiorire a lungo, è necessario assicurare alla pianta alcune delle sue necessità principali:

  • Clima: la tuberosa ama un clima temperato, mediterraneo, con temperature tra i 15 e i 19 gradi per poter fiorire. D’inverno è necessario non esporla al di sotto dei 7 gradi, poiché la pianta potrebbe morire;
  • Terreno: questa pianta si adatta a varie tipologie di terreno, l’importante è che sia sempre ben drenante, poiché i ristagni d’acqua potrebbero decisamente danneggiarne l’apparato rizomatoso. Si può ricorrere a un terriccio morbido oppure a medio impasto, mescolato con sabbia e torba;
  • Esposizione solare: la tuberosa non disdegna l’illuminazione solare, quindi può essere esposta in pieno sole. Nei giorni più caldi dell’estate, tuttavia, è necessario predisporre dei ripari e assicurare dell’ombra nelle ore in cui i raggi solari sono più battenti;
  • Annaffiature: la richiesta d’acqua è pressoché quotidiana, soprattutto nelle fasi di crescita della pianta. Non devono essere però eccessive, l’importante è che il terreno non risulti secco;
  • Fioritura: la tuberosa fiorisce da luglio a settembre, finché le temperature lo permettono. Non tutti però sanno che i giovani esemplari non producono fiori: serve attendere tre o quattro anni prima che sulla pianta appaiano i primi esemplari.

Coltivazione in vaso e in giardino

Tuberose fiorite
Fonte: Subhashini Natarajan

Comprese le necessità della pianta, come si può coltivare in vaso oppure in giardino? Il primo passo è quello di preparare il terreno. Se si predilige il vaso, bisognerà predisporre un letto di cocci oppure di palline di argilla espansa, affinché si possa aumentare il deflusso dell’acqua.

Si riempirà quindi il contenitore con del terriccio morbido, mescolato a torba, sabbia e del compost organico molto fine. In giardino, invece, meglio zappare preventivamente l’area di coltivazione e fertilizzare con concimi organici, anche con il guano.

La semina avviene grazie al bulbo, che deve essere posizionato in buche nel terreno a circa un paio di centimetri sotto la superficie. In inverno vanno invece estratti dal terreno, fatti asciugare e conservati in un luogo fresco, asciutto e buio.

La moltiplicazione avviene sempre attraverso il bulbo: ogni anno la pianta produrrà degli esemplari laterali attorno a quello centrale, detti bulbilli, da tagliare e piantare singolarmente per ottenere nuove piante.

Cure cicliche

Al termine del ciclo di fioritura il bulbo deve essere estratto dal terreno, affinché possa essere recuperato e protetto per la successiva stagione primaverile. Ancora, è necessario procedere di tanto in tanto con una concimazione del terreno, soprattutto se la pianta appare spenta, di un verde poco intenso e con pochi fiori.

Naturalmente, bisognerà prestare attenzione anche ai parassiti. La tuberosa teme infatti gli afidi, i ragnetti rossi e la muffa grigia. Per eliminarli, sono sufficienti anche rimedi naturali come l’olio di neem.

Come curare la tuberosa in inverno

Mazzo di tuberose
Fonte: Aruna via Wikimedia

Ma come curare la tuberosa in inverno, come proteggerla da temperature che appaiono lontane dai suoi luoghi d’origine? Per quanto in alcune zone d’Italia la fioritura possa prolungarsi anche fino a ottobre inoltrato, la tuberosa è una pianta perlopiù estiva. In inverso sarà quindi necessario:

  • Non esporre la pianta a temperature inferiori ai 7 gradi, potrebbe morire;
  • Rimuovere i bulbi dal terreno e proteggerli il luoghi freschi, asciutti e privi di luce;
  • Se la pianta è coltivata in casa, non è necessario rimuovere i bulbi dal vaso, purché le temperature non scendano mai sotto ai 15 gradi.

Sempre all’interno delle abitazioni, non si escludono fioriture anche tardo-autunnali, soprattutto con temperature sempre attorno ai 19 gradi. In ogni caso, difficilmente si desidererà una fioritura in un periodo in cui le finestre rimangono a lungo chiuse, perché il profumo potrebbe velocemente saturare gli ambienti risultando anche fastidioso.

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