Cisti di Baker: cosa è e come si cura

Cisti di Baker: cosa è e come si cura

La cisti di Baker è una sacca di liquido che si forma dietro il ginocchio: comune in chi ha l'artrite o nei runner, si può curare anche senza chirurgia.

La cisti di Baker è una sacca piena di liquido che si forma nella parte posteriore del ginocchio: dall’esterno si nota come un rigonfiamento. Provoca, di solito, dolore nel movimento e un senso di pesantezza e rigidità articolare. Il disturbo è per lo più associato alla flessione o alla completa estensione, che ne casi più gravi sono addirittura impedite.

Negli adulti in genere si forma una cisti di Baker secondaria: una preesistente malattia del ginocchio, come artrite o lesione del menisco, causano l’eccessiva produzione di liquido articolare e ciò può causare la formazione della cisti.
Vediamo nel dettaglio tutte le informazioni utili per la prevenzione e il trattamento della cisti poplitea:

Cause della Cisti di Baker

Visita al ginocchio
Doctor supervising the recovery of his patient after knee surgery via Shutterstock

L’articolazione del ginocchio, come le altre del resto del corpo, scorre grazie alla presenza di un fluido lubrificante: il liquido sinoviale. L’eccessiva produzione di questo liquido ne causa l’accumulo in una sacca: la cisti di Baker, appunto. Le cause più frequenti di eccessiva produzione di liquido sinoviale sono:

  • infiammazione del ginocchio causata, ad esempio, dall’artrite;
  • trauma al ginocchio.

Runner e maratoneti sono tra gli sportivi più a rischio: lo stress prolungato tipico della corsa potrebbe causare la formazione della cisti.

Cisti di Baker: sintomi e diagnosi

La cisti è normalmente visibile anche esternamente, quindi anche nei casi in cui non provoca alcun fastidio il paziente si rivolge al medico per cercare una spiegazione all’anomalia. In generale, comunque, i pazienti riferiscono:

  • gonfiore dietro al ginocchio;
  • dolore anche in camminata;
  • sensazione di rigidità in flessione ed estensione.

La sacca di liquido è anche palpabile dall’esterno. L’esame obiettivo, dunque, porta il medico ad una diagnosi piuttosto sicura. In ogni caso, anche per escludere condizioni cliniche più gravi, il medico prescrive un’ecografia o una risonanza magnetica (RMN). Dei due esami strumentali solo l’RMN è in grado di mostrare sia la cisti che il completo stato dell’articolazione del ginocchio.

Rivolgersi al medico è indispensabile perché i sintomi sono piuttosto simili a quelli causati dalla formazione di un coagulo di sangue, che potrebbe causare una trombosi venosa della gamba.

Come si cura la Cisti di Baker

Piscina
Piscina via Pixabay

La cisti di Baker in molti casi non ha bisogno di una cura specifica, poiché potrebbe anche riassorbirsi in maniera spontanea. Certamente questo è il caso che si verifica con cisti di ridotte dimensioni. Quando la sacca di liquido causa dolore e impedisce il movimento, o anche lo svolgimento dell’attività sportiva, allora si può ricorrere a:

  • impacchi di ghiaccio e riposo del ginocchio, anche con l’ausilio delle stampelle;
  • fisioterapia per facilitare il naturale riassorbimento del liquido e migliorare l’elasticità articolare;
  • drenaggio, aspirazione del liquido;
  • infiltrazioni con cortisone, per una diretta azione antinfiammatoria e sollievo dal dolore.

Al bisogno il paziente può ricorrere all’uso di farmaci antinfiammatori per bocca o anche in crema. In genere aiuta a dare sollievo dal dolore. Gli impacchi di argilla, allo stesso modo, riducono il male e facilitano anche il naturale drenaggio del liquido. L’applicazione regolare di una crema a base di arnica è altrettanto utile.

Lo sportivo dovrebbe ridurre l’intensità degli allenamenti e semmai sostituirli con un adeguato piano di mantenimento in piscina: in acqua le articolazioni non sono sollecitate dal carico e, inoltre, beneficiano del “naturale massaggio” dell’acqua.

Anche se piuttosto raro, non si deve escludere la possibilità che per curare la cisti di Baker sia necessario un intervento chirurgico. Ciò accade in genere quando la cisti è di grandi dimensioni, molto dolorosa o a rischio di rottura. L’intervento potrebbe essere sia in artroscopia che più invasiva.

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