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Circ, monopattini pronti a partire: la visita al centro logistico romano

Circ, monopattini pronti a partire: la visita al centro logistico romano

Fonte immagine: Simone Cosimi

Abbiamo visitato il warehouse della piattaforma dove centinaia di mezzi aspettano di inaugurare l’era della micromobilità elettrica a Roma.

Circ è pronta a partire. Manca ovviamente la delibera dei comuni interessati, a Roma come a Milano e Torino – le altre piazze scelte per l’esordio – ma la piattaforma di monopattini elettrici in condivisione si è portata avanti col lavoro. Anche per farsi trovare preparata rispetto alla concorrenza, su tutti quella di Lime. E appunto in attesa che le amministrazioni mettano a punto le regole precise per poter avviare il servizio, in particolare rispetto alle aree in cui sarà possibile circolare.

Abbiamo visitato in anteprima il centro logistico della Capitale, un grosso capannone dalle parti di Roma Est, dove sono parcheggiati centinaia di mezzi pronti a essere distribuiti per le strade della città. E dove, ogni notte, una cospicua porzione della flotta sarà riportata per la ricarica e la manutenzione. Ma niente paura, nessuna invasione: “Inizieremo con un numero sensato di mezzi, in aree ragionate, per evitare l’effetto invasione e poi scalare in modo responsabile” spiega Maia Lottersberger, a capo della comunicazione per il Sud Europa. Anche la distribuzione sarà frutto dell’analisi dei dati dei primi giorni e delle prime settimane di noleggi e delle fasce orarie. Per sapere dove e quando i romani avranno maggiore bisogno di un’alternativa, o meglio di un’integrazione alla rete locale dei trasporti per colmare il cosiddetto “ultimo miglio”, che vive di criticità continue fra guasti, scioperi e autobus flambé.

Il gruppo di micromobilità, presente in 40 città e 13 Paesi d’Europa, è dunque ansioso di decollare anche a Roma. Le specificità della città, con la sua urbanistica complicata, la pavimentazione ancora in pessime condizioni e i trascorsi drammatici col bike sharing di Ofo o Gobee Bike di cui abbiamo parlato molte volte, non spaventano. Il monopattino è infatti mezzo diverso, vive di una sua specifica regolamentazione legata, per la sperimentazione, al decreto attuativo approvato pochi mesi fa dal ministero dei Trasporti, che prevede la circolazione solo in aree pedonali (a 6 km/h), piste ciclabili e zone 30 km/h. In questi ultimi due casi alla velocità massima di 20 km/h.

Ma soprattutto vive di questo continuo andirivieni con i centri dove dev’essere ricaricato: una movimentazione che contribuisce a tenere i monopattini in ordine ed efficienti. Tutta un’altra storia rispetto a chi – le società asiatiche protagoniste dell’ubriacatura da bike sharing di un paio di anni fa – buttava le bici in mezzo alla strada senza mai ritirarle, sistemarle o distribuirle a dovere. Sotto il profilo strutturale i mezzi – con freno a tamburo anteriore, ruote a prova di ostacolo, doppio ammortizzatore idraulico anteriore e posteriore, luci a led frontale, posteriore e colorate anche sotto il telaio – sembrano in effetti a prova di buca e sanpietrino. La guida è sciolta e divertente. L’unico rischio è anzi farsi prendere la mano. Ma noi abbiamo testato un modello in grado di spingersi fino ai 25 km/h, senza la limitazione che sarà applicata una volta in strada.

A capo delle operazioni su Roma c’è il 29enne Tommaso Giachetti. E la piattaforma ha anche inaugurato una collaborazione con il laboratorio di ingegneria dei trasporti dell’università Roma Tre per indagare e approfondire le potenzialità della micromobilità elettrica sul tessuto urbano della capitale. Sfida importante, insomma: si comincerà con 2-300 “scooter” per andare ad aumentare col tempo in un contesto, quello della mobilità capitolina, che costa sei settimane lavorative imbottigliati nel traffico a ogni romano.

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