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Carne coltivata in laboratorio: pro e contro per animali e ambiente

Avete mai riflettuto su quali siano i pro e i contro per la carne coltivata in laboratorio per quanto riguarda animali e ambiente? Perché prima di demonizzarla per partito preso (o per interessi economici conflittuali), bisognerebbe riflettere meglio su quali benefici apporterebbe all'ambiente e agli animali

Carne coltivata in laboratorio: pro e contro per animali e ambiente

In questi giorni si sente parlare tantissimo di carne coltivata in laboratorio, quella che dai suo detrattori è chiamata impropriamente come “carne sintetica”. Demonizzata, odiata a prescindere, in Italia purtroppo su questo concetto c’è una chiusura mentale totale, quasi per partito preso. Eppure, riflettendoci bene, potrebbe essere di notevole aiuto per gli animali e per l’ambiente, fornendo un’alternativa agli allevamenti intensivi che potrebbe essere più sostenibile.

Che cos’è e perché non dovreste chiamarla carne sintetica?

Fattorie didattiche: polli
Fonte: Pixabay

Partiamo dal principio. La carne coltivata in laboratorio è un alimento proteico che viene prodotto tramite un processo di coltivazione in vitro in appositi bioreattori partendo da cellule staminali animali. Tramite una semplice biopsia queste cellule animali sono raccolte da bovini, polli e altri animali d’allevamento. Poi si prendono queste cellule staminali che, ricordiamo, derivano da un animale, dunque non sono sintetiche come vuole farci credere chi rema contro questo tipo di carne e vengono fatte crescere su terreni ricchi di nutrienti in bioreattori.

Questi bioreattori sono ambienti sicuri e controllati realizzati proprio per tale motivo. Man mano che crescono le cellule staminali totipotenti si differenziano nelle cellule che andranno a comporre i diversi tessuti di origine. Quindi in pratica si produce della carne partendo da cellule animali.

Veniamo ora al dunque: perché sarebbe davvero ora che si smettesse di chiamarla “carne sintetica”. Il motivo per cui i detrattori continuano a riferirsi a questa carne come “sintetica” è pateticamente chiaro: serve per sminuirla, per fare presa sulla “pancia della gente”, quella che non si ferma mai a riflettere per un attimo. Che poi basterebbe cinque secondi per googlare sul sito della Treccani e scoprire che la definizione di “sintetico” è “sostanza ottenuta per sintesi, non proveniente dall’elaborazione di organismi animali o vegetali”.

Quindi appare abbastanza evidente che chiamarla “sintetica” è del tutto sbagliato. Insomma, se continuate a definirla nel modo sbagliato, non è che ci fatte una gran bella figura.

Carne coltivata in laboratorio: i vantaggi

Fonte: Foto di RAEng_Publications da Pixabay

Andiamo a vedere quali sono i pro della carne coltivata in laboratorio, i vantaggi insomma:

  • è etica: rispetto alla produzione tradizionale della carne, risulta decisamente più etico produrre della carne in laboratorio. Questo perché da quelle prime cellule prelevate ecco che è possibile produrre carne all’infinito. Questo vuol dire evitare gli allevamenti intensivi con le annesse condizioni di vita degli animali ed evitare il processo di macellazione. Ma è del tutto cruelty free questa pratica? Non proprio. Questo perché per produrre questa carne, essendo necessarie delle cellule animali staminali totipotenti, dunque non ancora differenziate, è necessario partire da feti animali. Questi sottoprodotti della produzione della carne potrebbero dunque non incontrare i favori di chi è vegano. Tuttavia la ricerca sta cercando di trovare metodiche alternative che rispettino il benessere animale. Sì, lo sappiamo, ci sono le alternative vegetali alla carne, ma qui le cose si complicano. Le alternative vegetali alla carne, infatti, non hanno la stessa composizione chimica della carne vera e non possono essere mangiate da tutti (un esempio pratico? Tutte le alternative vegetali alla carne hanno alla base i legumi: chi è allergico ai legumi queste carni non le può assolutamente mangiare)
  • è sostenibile dal punto di vista ambientale: qui il discorso è complesso. Consumiamo troppa carne, la popolazione mondiale sta aumentando e non è possibile soddisfare la richiesta di carne andando avanti di questo passo. Questo perché gli allevamenti intensivi, oltre a non essere il top per quanto riguarda il discorso del benessere animale, producono tantissimi gas serra, oltre a consumare energia, acqua, suolo e risorse alimentari come i cereali. Quindi alla lunga non sono certo sostenibili. Ma con la carne coltivata in laboratorio si potrebbe produrre carne che produce meno gas serra, che non consuma tutte queste risorse e in quantità maggiore
  • sicurezza: molti si chiedono se faccia male mangiare la carne coltivata in laboratorio. In pratica, ecco che crescendo in ambienti controllati, ecco che questo tipo di carne non è suscettibile allo sviluppo di malattie. Inoltre richiede un decisamente ridotto uso di antibiotici rispetto agli allevamenti tradizionali (forse solo all’inizio del processo, ma comunque la ricerca va avanti). Questo vuol dire anche un netto contributo alla lotta contro l’antibiotico-resistenza

Carne coltivata in laboratorio: gli svantaggi

Mucca
Fonte: Pixabay

Per par condicio, andiamo anche a vedere i contro, gli svantaggi in pratica:

  • qualità: non è ben certo che si potrà riprodurre esattamente una carne coltivata della medesima qualità di una carne prodotta in allevamento. A livello di gusto e di sapore potrebbe non essere all’altezza di quella tradizionale. Insomma, un po’ la differenza che c’è quando prendiamo la carne dal discount in super mega offerta e il filetto del macellaio
  • valori nutrizionali: bisogna ancora ben capire se, dal punto di vista nutrizionale, questa carne sarà identica a quella originale da cui deriva o se non necessiti integrazioni. Ma ehi, anche le carni vegetali alternative sono piene di integratori e additivi, dunque dove sta la differenza?
  • costo: al momento produrre questa carne costa parecchio. Di sicuro costa di più rispetto alla carne prodotta tradizionalmente, un po’ come succede con le carni alternative vegetali o con le farine di insetti. Quindi quando qualcuno cerca di far presa dicendo “Faremo in modo che ai poveri non vadano i cibi sintetici e ai ricchi i cibi veri”, vi stanno leggermente prendendo in giro. La carne coltivata in laboratorio costa di più di quella d’allevamento, dunque è impossibile che si crei una situazione del genere
  • economia: la carne coltivata in laboratorio che impatto avrà su chi alleva con metodi tradizionali? Difficile a dirsi. Certo è che non andrà a sostituire gli allevamenti tradizionali, anche se sarebbe auspicabile, per il benessere degli animali e del pianeta, un cambio di rotta per gli allevamenti intensivi. E qui potrebbe esserci parte della soluzione. Motivo per cui vietarla a prescindere, per partito preso, appare alquanto insensato

Fonti:

  1. Altroconsumo
  2. Fondazione Umberto Veronesi
  3. The European Food Information Council
  4. PubMed
  5. PubMed

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