Greenstyle Ambiente Animali Calabrone: tipologie e caratteristiche dell’insetto

Calabrone: tipologie e caratteristiche dell’insetto

Calabrone: tipologie e caratteristiche dell’insetto

Spesso confuso con una vespa o un bombo, il calabrone tecnicamente è una specie particolare di vespa. Anzi: è il più grande vespide dell’Europa. Il Vespa crabro, chiamato anche aponale o cravunaro rosso, è il calabrone vero e proprio, da non confondersi con l’ape legnaiola o Xylocopa violacea e il bombo (Bombo terrestris).

Predatori, carnivori e velenosi, tutto quello che devi sapere sui calabroni.

Classificazione scientifica del calabrone

Questa è la classificazione scientifica del calabrone:

  • Dominio: Eukaryota
  • Regno: Animalia
  • Sottoregno: Eumetazoa
  • Ramo: Bilateria
  • Phylum: Arthropoda
  • Subphylum: Tracheata
  • Superclasse: Hexapoda
  • Classe: Insecta
  • Sottoclasse: Pterygota
  • Coorte: Endopterygota
  • Superordine: Oligoneoptera
  • Sezione: Hymenopteroidea
  • Ordine: Hymenoptera
  • Sottordine: Apocrita
  • Sezione: Aculeata
  • Superfamiglia: Vespoidea
  • Famiglia: Vespidae
  • Sottofamiglia: Vespinae
  • Genere: Vespa
  • Specie: V. crabro

Differenza fra calabrone, ape e vespa

Per distinguere un calabrone da una vespa, un’ape o un bombo, devi osservarlo bene. Solitamente calabroni e vespe hanno la vita sottile (è il punto che separa il torace dall’addome). Inoltre i calabroni sono molto più grandi delle vespe.

Le api, invece, hanno il corpo più tondeggiante, mentre i bombi sono più tozzi e hanno le bande della livrea gialle e nere molto più larghe. Inoltre i bombi sono ricoperti di peluria.

Quanti tipi di calabroni esistono?

Esistono diverse sottospecie di Vespa crabro:

  • Vespa crabro crabro
  • Vespa crabro vexator
  • V. crabro germana
  • Vespa crabro crabroniformis
  • Vespa crabro oberthuri
  • V. crabro flavofasciata
  • Vespa crabro altaica
  • Vespa crabro caspica
  • V. crabro birulai

In Italia è presente solamente la sottospecie germana. Tuttavia a volte si sente parlare anche di altri calabroni. Tecnicamente, però, non sono proprio dei calabroni:

  • calabroni killer: in realtà è la Vespa mandarinia che nulla ha a che fare con Vespa crabro, il calabrone propriamente detto. Vive in Asia e nelle zone temperate e arriva a 50-70 mm di lunghezza con le ali. Il suo veleno è particolarmente pericoloso, da qui il nome killer
  • calabrone nero: anche questo non è veramente un calabrone. Con questo nome si intende spesso l’ape legnaiola o Xylocopa violacea, insetto dalla livrea nero-viola
  • calabrone gigante: anche in questo caso non è una sottospecie di calabrone, quanto piuttosto un altro tipo di vespa che abbiamo già visto. Il calabrone gigante, infatti, è un altro nome con cui è nota la Vespa mandarinia. Chiamato anche calabrone giapponese o calabrone asiatico, è quello più grande al mondo, lungo 5,5 cm

Dove vive?

I calabroni li troviamo nei boschi e in campagna, senza dimenticare le zone urbane. Se possono costruiscono i loro nidi impermeabili nei tronchi degli alberi, ma non è detto che non possano scegliere anche cavità non naturali come i camini, i forni all’aperto, le casette-nido per gli uccelli, i granai, le intercapedini dei muri e anche i cassonetti delle tapparelle.

I vecchi nidi non vengono più usati anche perché, una volta morte tutte le operaie che se ne prendevano cura, tende a marcire. Però ne possono costruire di nuovi a ridosso di quelli vecchi.

Caratteristiche del calabrone e cenni di biologia

calabrone insetto

Il calabrone adulto è glabro, ha un colore rossiccio-bruno con macchie e strisce gialle che variano a seconda della sottospecie. Il calabrone regina è lungo 35 mm, mentre il calabrone maschio e le operaie sono lunghi 20-25 cm.

Spesso le regine più grosse sono confuse con la Vespa Mandarinia japonica o calabrone gigante giapponese o con il la Vespa velutina. Le femmine di calabrone hanno un pungiglione alla fine dell’addome collegato a ghiandole velenigere.

Qui trovi le differenze fra la Vespa mandarinia e la Vespa velutina.

Ciclo vitale

Il ciclo vitale dei calabroni inizia in primavera. La regina si sveglia dall’ibernazione e costruisce il nido, partendo da piccole cellette in luoghi riparati. Depone così le uova che accudirà da sola fino a quando non saranno nate le operaie. Per questo motivo questo nido è identificato come nido primario.

Questo abbozzo di nido è una semisfera vuota rivolta verso il basso. Le cellette sono esagonali e rivolte anche esse verso il basso. Ogni celletta contiene un uovo che, nel giro di 5-8 giorni, si trasformerà un una larva. Le lave crescono dentro la cella per 2-3 settimane.

Poi diventano pupe creando un tappo per chiudere la celletta. Dopo due settimane si trasformano in calabroni adulti. Queste prime nate sono operaie, cioè femmine sterili che si occuperanno d’ora in poi del nido. Queste prime operaie sono più piccole in quanto nate grazie al solo ausilio della regina.

Una volta che arrivano le prime operaie, la regina lascia stare la cura del nido e si dedica solo a deporre le uova. Una volta deposte controlla che siano effettivamente sue figlie: se non lo sono, uccide le larve. Nel frattempo le operaie nutrono le larve e continuano a espandere e pulire il nido.

Il nido è costituito di fibre vegetali: le operaie e la regina impastano con la saliva le fibre di legno che prendono dagli alberi e ottengono una pasta modellabile che si indurisce col passare del tempo.

Durante l’estate la colonia cresce fino ad arrivare al suo massimo a settembre. L’addome della regina nel frattempo è diventato sempre più voluminoso per via della necessità di deporre più uova. A inizio autunno la regina smette di deporre le uova. L’ultima covata, a differenza delle altre, darà vita a calabroni apolidi maschi, nati da uova non fecondate e da vespe femmine destinate a diventare le future regine.

Quando l’ultima covata si schiude, di solito a settembre, ecco che le nuove regine e i maschi si accoppiano. La vecchia regina, si allontana dal suo nido e muore. Successivamente muoiono anche le operaie e la colonia finisce. Anche le ultime larve e i maschi al massimo sopravvivono fino a inizio inverno. Le uniche che sopravvivono sono le regine che andranno in letargo, pronte a risvegliarsi la primavera successiva.

Comportamento e abitudini

Il calabrone è un animale diurno. Tuttavia, visto che viene attirato dalla luce, talvolta lo vediamo svolazzare anche di notte. Lo scopo della sua vita è nutrirsi e nutrire le larve, facendo prosperare il nido. Questo vuol dire che l’uomo gli è indifferente.

Tuttavia se ci si avvicina accidentalmente al nido, può diventare molto aggressivo. Inoltre, visto che il pungiglione non si stacca dopo aver punto, può farlo più volte.

Dopo la puntura, libera ferormoni che attirano altri calabroni pronti a pungere.

Dieta e alimentazione

I calabroni sono insetti soprattutto carnivori: si cibano di altri insetti, predandoli. Quando capita, però, si nutrono anche di nettare e frutta, cosa che spiega perché spesso sono attirati dalle nostre tavole e perché sono considerati dannosi per l’agricoltura.

Calabroni: pericolosità per l’uomo

calabroni

Il calabrone è pericoloso per l’uomo a causa della sua puntura. In realtà il veleno del calabrone non è tale da portare a morte un essere umano. Il problema è la reazione allergica scatenata nei soggetti sensibili: in questo caso può svilupparsi uno shock anafilattico grave e mortale.

Il calabrone non ti morde: il calabrone punge. Di per sé tende a stare lontano dall’uomo. Tuttavia a volta viene attirato anche da eventuali residui di cibo o dal profumo che ci spruzziamo. Bisogna anche considerare che tende a diventare aggressivo e attaccare se ci avviciniamo troppo al nido. O anche se cominciamo a gesticolare impauriti per allontanarlo.

A differenza di quanto succede con le api, il calabrone ha un pungiglione liscio che, di solito, non rimane conficcato nella pelle. Questo vuol dire che, esattamente come la vespa, anche il calabrone può pungere più volte. Il pungiglione del calabrone si trova sulla punta dell’addome: è liscio e retrattile.

È collegato a delle ghiandole velenigene che secernono un veleno formato sia da sostanze allergizzanti, sia da sostanze tossiche. Nonostante il forte dolore che provoca la puntura di un calabrone, di solito il suo veleno non è mortale per l’uomo in quanto la quantità iniettata è minima. Ma in caso di reazioni allergiche si rischia uno shock anafilattico.

Calabrone che punge: sintomi

I sintomi della puntura di un calabrone variano a seconda che si sia sensibili o meno al suo veleno. Nei soggetti non allergici abbiamo:

  • pomfo arrossato e gonfio
  • dolore acuto che tende a diminuire col passare del tempo

Nei soggetti allergici, invece, i sintomi sono più gravi:

  • gonfiore e pomfo molto più grosso
  • dolore molto intenso che aumenta al posto di ridursi
  • angioedema
  • orticaria
  • tachicardia
  • aumento della temperatura corporea
  • senso di affaticamento
  • difficoltà respiratorie

Se si incorre nello shock anafilattico come sintomi si hanno:

  • vertigini
  • forte senso di malessere
  • ipotensione
  • tachicardia
  • cianosi delle mucose
  • broncospasmo con senso di soffocamento
  • perdita di coscienza
  • collasso
  • morte

Curiosità sul calabrone

Ecco alcune curiosità sul calabrone:

  • Il volo del calabrone è un brano che fa parte del terzo atto dell’opera La fiaba dello zar Salta di Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov
  • Il volo del calabrone è anche un romanzo di Ken Follett del 2002: parla della resistenza danese durante la Seconda Guerra Mondiale
  • Fra i principali nemici dei calabroni, intesi come predatori, ci sono alcuni uccelli insettivori, rettili, anfibi, orsi, procioni, moffette, mantidi, ragni e pure altri calabroni
  • La durata di vita media di un calabrone è di qualche mese, di solito dalla primavera all’inverno. Quindi anche in casa, se ben protetto, potrebbe vivere diversi mesi
  • Tecnicamente il calabrone non vola di notte. Tuttavia essendo il calabrone attirato dalla luce, ecco che è possibile vederlo in volo anche di notte intorno a luci e lampioni
  • Esiste il Pokémon calabrone? Non proprio. Però Beedrill, Pokémon di tipo Coleottero/Veleno di prima generazione è chiaramente una vespa o un calabrone. Si evolve da Kakuna che a sua volta si evolve da Weedle

Come allontanare un calabrone?

Vuoi allontanare un calabrone? Qui trovi qualche utile consiglio. In attesa di chiamare uno specialista della disinfestazione, soprattutto in presenza di nidi molto grossi, in caso di singolo calabrone in casa potresti provare con dei rimedi fai-da-te.

Calabroni, vespe e tafani non sopportano l’odore del caffè fatto bruciare in un pentolino d’alluminio. Altri odori che danno fastidio ai calabroni sono quelli della naftalina e dalla canfora. Se preferisci gli oli essenziali, puoi creare degli spray repellenti con oli essenziali di menta, citronella, lavanda o tea tree oil.

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