Greenstyle Ambiente Beach Litter, Legambiente: spiagge sommerse dalla plastica

Beach Litter, Legambiente: spiagge sommerse dalla plastica

Beach Litter, Legambiente: spiagge sommerse dalla plastica

Fonte immagine: Unsplash

L’ultima indagine disposta da Legambiente, dal nome di Beach litter, rimarcherebbe una massiccia presenza di rifiuti e plastica sulle spiagge italiane. I volontari del gruppo hanno monitorato a lungo la condizione di 47 spiagge in tredici Regioni italiane, con risultati davvero allarmanti per il benessere delle coste italiane.

Secondo l’indagine sono stati individuati bene 36821 rifiuti all’interno di in un’area totale di 176100 mq, ovvero una media di 783 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. Un risultato sconfortante che supererebbe abbondantemente il limite imposto a livello europeo per considerare una spiaggia in buona salute, ovvero meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa.

La ricerca riferisce di una presenza massiccia di rifiuti e plastica legata al packaging e all’imballaggio, come le classiche bottiglie, passando per i contenitori e i tappi di plastica. Senza dimenticare i mozziconi di sigaretta, i calcinacci, i frammenti di vetro fino a una serie di prodotti figli della pandemia da Covid-19 ovvero dischetti, guanti e mascherine. Pari a un 90% di presenze dei rifiuti trovati sulle spiagge, la plastica sembra detenere saldamente questo drammatico primato.

Plastica e rifiuti, una problematica senza fine

La problematica legata all’inquinamento da plastica rimane una delle questioni ambientali più calde dal punto di vista mondiale, che richiede politiche e interventi mirati atti a individuare una soluzione valida. Legambiente, per questo:

Domanda a gran voce che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale.

Secondo i dati il 42,3% del totale dei rifiuti monitorati da Legambiente è costituito da prodotti usa e getta e prevede misure specifiche. Come ad esempio i mozziconi di sigaretta, con la direttiva europea che prevede obblighi per i produttori attraverso la copertura dei costi di gestione, bonifica e misure di sensibilizzazione.

Discorso simile anche per le reti e attrezzatura da pesca, con costi che il produttore dovrà coprire. Occupandosi anche della sensibilizzazione, della raccolta, della dismissione e, come riporta Legambiente, del conferimento agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento.

Per la plastica l’obiettivo, entro il 2025, è di puntare al riciclo oltre a introdurre l’obbligo di vendita delle bottiglie con il tappo attaccato alle stesse, per evitare che questo si disperda con facilità.

Senza dimenticare cannucce, piatti usa e getta, posate, cotton fioc di plastica ormai banditi, sacchetti di plastica la cui presenza si è sensibilmente ridotta. Infine Legambiente spinge perché anche per gli assorbenti igienici e per i palloncini di gomma sia presente un’etichettatura precisa dove venga indicata la presenza di plastica.

Fonte: Legambiente

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