Greenstyle Api e impollinatori, in Europa perso il 70% in 30 anni

Api e impollinatori, in Europa perso il 70% in 30 anni

Api e impollinatori, in Europa perso il 70% in 30 anni

Fonte immagine: Unsplash

In soli 30 anni l’Europa ha visto diminuire gradualmente la presenza degli impollinatori, un mondo ben rappresentato da insetti dal formato ridotto e spesso silenzioso, ma fondamentali per il benessere del Pianeta, per la sua sopravvivenza e per la salute dello stesso uomo.

Bombi, farfalle, api selvatiche, vespe, falene, sirfidi e molti altri, parte attiva e fondamentale del processo di impollinazione. Una sparizione graduale che sta portando molti di loro verso un’inesorabile e pericolosa estinzione.

Una lenta agonia causata come sempre dall’uomo che con la sua presenza impatta sull’ecosistema mondiale, in particolare attraverso un’urbanizzazione indiscriminata che diminuisce l’estensione delle aree verdi. Ma anche tramite l’impiego pesticidi, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, l’inaridimento dei terreni e la selettività delle proposte agricole, che rende i terreni più poveri.

Senza dimenticare la temibile diffusione di parassiti e l’inserimento di specie non autoctone, in grado di veicolare malattie e virus. In particolare l’impiego indiscriminato dei pesticidi intacca il terreno inquinando l’ambiente, diffondendo sostante tossiche e dannose.

Estinzione degli impollinatori, un danno per la salute dell’uomo

Che questi piccoli animali siano fondamentali per la sopravvivenza del Pianeta è cosa nota, ma in pochi sanno che il loro è un ruolo fondamentale per l’impollinazione di fiori e piante e per la conseguente produzione di frutta e verdura.

I pesticidi svolgono un ruolo dannoso per gli insetti, ma anche per l’uomo stesso: secondo i dati riportati dall’OMS annualmente 26 milioni di persone ne risultano avvelenate. Per questo WWF ha creato la campagna ReNature, un percorso di recupero e salvaguardia degli impollinatori grazie alla presenza di rifugi a loro dedicati dove possono trovare cibo e protezione.

Non solo all’interno delle Oasi del gruppo, ma anche grazie al supporto di molte aziende agricole, grazie a percorsi in favore della tutela della biodiversità negli agro-ecosistemi. Nell’Oasi WWF Riserva Naturale Ripa Bianca di Jesi, nelle Marche, sono presenti arnie didattiche e 100.000 metri quadri di terreno seminati con fiori nettariferi, creati grazie all’impiego delle risorse della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea per la tutela degli impollinatori.

In tandem con un progetto BeeSafe, realizzato col Ministero della Transizione Ecologica, indirizzato alle scuole primarie di 9 Comuni della Provincia di Ancona. Le 15 Oasi WWF italiane che per ora hanno aderito al progetto stanno seguendo un percorso simile necessario per la tutela di questi meravigliosi insetti, un cammino che vede il sostegno anche di molte attività locali, istituzioni e volontari.

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