Animali notturni: quali sono i più comuni

Animali notturni: quali sono i più comuni

Fonte immagine: Pixabay

Gli animali notturni sono più comuni di quanto si possa immaginare: dal gatto domestico al pipistrello, ecco quali sono quelli più frequenti.

Gli animali notturni affascinano l’uomo sin da tempi antichissimi. Già le prime civiltà umane osservavano con grande interesse le specie attive nelle ore più buie, per la loro capacità di destreggiarsi nella caccia anche con una visibilità ridottissima. Molti di questi esemplari sono divenuti protagonisti di veri e propri culti, sia dalle remote popolazioni del Sudamerica che dagli Egizi, tanto da essere assurte a divinità. Ma quali sono gli animali notturni più comuni?

Prima di cominciare, è utile comprendere perché diversi animali vivano di notte, per riposarsi poi nel giorno. Si tratta di specifiche strategie d’adattamento evolutivo, per massimizzare la caccia o, ancora, godere di una maggiore protezione. Alcuni animali, come i grandi felini africani, approfittano di una vista molto sviluppata per scovare più facilmente le prede. Grazie al buio, si rendono praticamente invisibili agli animali da cacciare, cogliendoli di sorpresa. Per altri, invece, la notte rappresenta un momento sicuro per uscire dalle tane. Di seguito, qualche curiosità.

Animali notturni domestici: il gatto

Gatto e fiore

Anche nella grande famiglia degli animali domestici esistono degli esemplari completamente notturni. È il caso del gatto, uno dei quadrupedi casalinghi più diffusi a livello mondiale, portato per natura a essere più attivo di notte. I proprietari dei felini sono infatti a conoscenza dell’abitudine del gatto di sonnecchiare durante il giorno, per poi lanciarsi nell’esplorazione con il buio.

I gatti possono approfittare di una vista molto sviluppata, capace di garantire una visione chiara anche con pochissima luce. Questa caratteristica permette loro di cacciare più agilmente le prede e, ancora, di sfuggire da eventuali predatori. L’addomesticamento ha reso superflue gran parte di queste necessità, poiché raramente il gatto ha bisogno di cacciare per procurarsi il cibo, ma l’attitudine è rimasta inalterata. Non a caso, capita frequentemente che il felino sia di disturbo durante la notte, poiché intento a correre per la casa, arrampicarsi sui mobili o inseguire qualche giocattolo.

Animali selvatici comuni: volpe, riccio e gufo

Riccio bianco

Sono diversi anche gli animali selvatici comuni, ovvero frequenti anche nei boschi italiani, a preferire la notte rispetto al giorno. Uno dei più noti è certamente la volpe, esemplare che spesso viene udito in campagna oppure in montagna nelle ore più buie. Non capita infatti raramente di udirne i fischi e i latrati, una strategia a cui la volpe ricorre sia per scacciare predatori che per richiamare papabili partner. Non mancano anche brevi incursioni notturne nelle città: la volpe rossa, la più comune in Italia, spesso si aggira nei parchi cittadini.

Segue il simpatico riccio, un esemplare capace di colpire l’immaginario collettivo per la sua dolcezza. Protagonista dei mesi autunnali, spesso lo si nota girovagare di giorno tra foglie e erba alta. Tuttavia, le sue abitudini sono perlopiù notturne: può nascondersi con più facilità dei predatori e ricercare in tutta tranquillità frutta e insetti di cui si nutre. Una protezione di difesa in più, oltre agli affilati aculei.

Protagonista di miti e leggende, il gufo è l’animale notturno per antonomasia. Questo uccello possiede una vista molto sviluppata, efficace anche per l’orientamento notturno. Di notte si lancia in caratteristici lanci, utili per richiamare il partner e segnalare la sua presenza ad altri gufi. Al buio può raggiungere anche più facilmente le prede, approfittando di un numero ridotto di rivali.

Altri animali comuni

Ghiro

Nella lista delle specie che amano la vita al buio, vi rientra a sorpresa anche il cervo. Questo erbivoro non disdegna le ore soleggiate della giornata, tuttavia le sue attività si concentrano nelle ultime ore della notte oppure al crepuscolo. Anche in questo caso, la strategia è utile per ridurre le possibilità di incontrare predatori.

Anche ghiro e tasso sono due esemplari associati alla notte, il primo per la facilità con cui può districarsi sui rami degli alberi anche in assenza di luce, il secondo perché abile cacciatore. Il tasso è infatti in grado di stanare insetti, rane e lucertole quando meno se lo aspettano, facendo ricorso proprio al buio.

Non si può infine dimenticare il pipistrello, un animale da sempre simbolo della notte e dell’oscurità, protagonista di miti, leggende e credenze popolari. Pressoché innocuo per l’uomo, a dispetto della fama ingiustificata che lo precede, il pipistrello approfitta della notte data la sua scarsa vista. Si orienta infatti grazie agli ultrasuoni e di notte, oltre a trovare insetti di cui è ghiotto come le zanzare, corre rischi minori di incrociare predatori.

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