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Cosa si può curare con l’agopuntura e i benefici da conoscere

Con l'agopuntura si possono trattare una serie di patologie, specie dolorose, in modo naturale. Ma capiamo meglio quali disturbi cura e quando non farla.

Cosa si può curare con l’agopuntura e i benefici da conoscere

Fonte immagine: Pixabay

L’agopuntura è una delle pratiche più famose della medicina olistica cinese, che si basa su un concetto fondamentale. Il corpo sarebbe infatti costellato da più di 2000 punti, collegati da meridiani. Tra questi scorrono flussi di energia, o Qi, che sono responsabili della salute generale della persona.

Se tali flussi si interrompono, è possibile che possano scatenarsi disturbi e malattie. L’agopuntura prevede che nei punti che collegano i meridiani siano applicati degli aghi. In questo modo si ripristinerebbe il corretto flusso energetico, dando sollievo dalla malattia e migliorando così lo stato di salute.

Per sommi capi sono questi i principi dell’agopuntura, una disciplina che ormai ha preso piede anche in Occidente con un certo seguito. La medicina occidentale infatti le riconosce effettivi benefici. Ma naturalmente esclude che questa pratica sia risolutiva per i disturbi più gravi.

Ma cosa si può curare con l’agopuntura esattamente e su cosa agisce? Di seguito le risposte a queste e altre domande su questa tecnica.

Agopuntura: i benefici

I benefici dell’agopuntura sono vari e, diversamente da quanto si possa pensare, non sono legati esclusivamente alla risoluzione di affezioni dolorose. Di certo chi si rivolge ad un agopuntore di solito lo fa per curare cervicalgie e dolori articolari. Ma come vedremo gli effetti vanno oltre tali casistiche.

Contro il dolore cronico

Ci sono evidenze scientifiche, tra cui una recente meta analisi pubblicata nel 2017 sulla rivista Pain, in grado di attribuire all’agopuntura benefici effettivi contro il dolore cronico. In pazienti affetti da dolori lombari, cervicali, alle spalle, alle ginocchia o con emicrania, anche un solo ciclo di terapia avrebbe donato sollievo fino a 12 mesi dalla fine del trattamento.

In America è in corso di valutazione la possibilità di suggerire questa pratica in un percorso di gestione del dolore multidisciplinare.

Per trattare l’asma allergico

Ci potrà sembrare strano, eppure l’agopuntura può essere un valido alleato contro l’asma allergico, ossia quello derivato da inalazione di allergeni come polvere o pollini. Uno studio pubblicato su The Journal of Alternative and Complementary Medicine, ha analizzato I miglioramenti di un gruppo di pazienti con questo problema.

Le persone affette dal disturbo avrebbero ricevuto circa 15 trattamenti in tre mesi, sperimentando maggiori benefici di chi aveva avuto trattamenti di medicina tradizionale.

Per combattere gli effetti gastrici della chemioterapia

L’agopuntura si è rivelata utile anche contro nausea e vomito, due effetti collaterali tipici di chi sta seguendo una terapia di tipo chemioterapico. Di solito a questi pazienti vengono suggeriti farmaci antiemetici, che tuttavia provocano effetti collaterali quali mal di testa, vertigini e stitichezza.

Al contrario, la tecnica cara alla medicina cinese darebbe sollievo senza controindicazioni.

Contro ansia e difficoltà a dormire

Per chi soffre di insonnia e disturbi del sonno, l’agopuntura può essere un trattamento naturale che risolve il problema senza ricorrere a farmaci ipnotici e sedativi. Tali medicinali, tra i quali sono comuni le benzodiazepine, possono dare assuefazione e senso di stordimento nel corso della giornata.

Ma l’uso alternativo degli aghi per stimolare il sonno, secondo alcune ricerche scientifiche, non solo sarebbe in grado di evitare questi effetti collaterali, ma sarebbe anche più efficace.

Contro i crampi mestruali

Le donne che soffrono di dismenorrea, comunemente detta “mestruazioni dolorose”, hanno visto grandi miglioramenti grazie a questo rimedio naturale. Da una ricerca pubblicata su Medicine nel 2018 è risultato che agopuntura ed elettroagopuntura erano risultate più efficaci di un qualunque antinfiammatorio non steroideo, o FANS, nel trattare il dolore mestruale in 49 studi randomizzati.

Per velocizzare il recupero chirurgico

Tra i sintomi frequenti dopo un intervento chirurgico risultano nausea, dolore in zona incisione, problemi di irrequietezza, insonnia, costipazione e mal di gola. In uno studio su 172 partecipanti, pubblicato su Cancer Therapies, è stato rilevato che i pazienti che avevano ricevuto agopuntura dopo l’operazione, avevano riscontrato miglioramenti.

Agopuntura
Fonte: Pixabay

Cosa si può curare con l’agopuntura

In generale, ad oggi in Occidente, col benestare della medicina tradizionale, si opta per i trattamenti di agopuntura per i seguenti problemi:

  • allergie
  • ansia e depressione
  • osteoartrite
  • dolore cronico
  • ipertensione
  • insonnia
  • crampi mestruali e sindrome premestruale
  • emicrania
  • nausea
  • distorsioni

Al contrario, non ci sono sufficienti evidenze scientifiche per il trattamento di disturbi quali acne, obesità, diabete, schizofrenia, infertilità e dipendenza da alcol. Sono in corso anche studi sulla effettiva azione positiva contro i disturbi legati alle neuropatie e alla sclerosi multipla.

In linea generale, sebbene in molti ricorrano a questo genere di trattamenti per disturbi e danni al sistema nervoso, al fine di attenuare i sintomi, la scienza ha ancora molto da capire in merito.

Agopuntura: dove si mettono gli aghi

La medicina tradizionale cinese, come detto, sostiene che nel corpo umano ci siano più di 2000 punti di agopuntura. La maggior parte di questi si trovano adiacenti a strutture neurali. Il che suggerirebbe che questa pratica agisce stimolando letteralmente il sistema nervoso centrale.

Ma dove si mettono gli aghi per favorire il famoso rilascio di energia, il Qi, ristabilendo un equilibrio dalla malattia? La medicina cinese divide il corpo in 12 sezioni anatomiche principali chiamate meridiani o canali e ogni meridiano fa riferimento a un raggruppamento di vasi sanguigni, nervi e muscoli. A ciascun meridiano sono associati dei punti.

I 12 meridiani principali sono:

  1. Polmone
  2. Milza
  3. Cuore
  4. Rene
  5. Pericardio
  6. Fegato
  7. Intestino crasso
  8. Stomaco
  9. Intestino tenue
  10. Vescica
  11. Triplo bruciatore
  12. Cistifellea

Per trattare qualsiasi tipo di condizione dolorosa, un agopuntore deve in un primo momento stabilire quale sia la posizione precisa del dolore. Dopo aver fatto questo, può identificare i meridiani interessati. Il passaggio successivo è poi la selezione di un altro meridiano, che possa riequilibrare quello malato.

Una volta stabiliti quali sono i meridiani di bilanciamento, il professionista può selezionare i punti terapeutici da trattare. Cioè, quelli dove inserire gli aghi e ripristinare così l’equilibrio energetico. Il sistema è complesso e l’esperienza dell’agopuntore, di fatto, determina l’efficacia del trattamento.

Agopuntura
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Agopuntura: dopo quante sedute fa effetto

Non è semplice dare un numero, visto che ogni caso e specifico, ma soprattutto ogni persona ha reazioni differenti. Ciò che possiamo dire è che una seduta di agopuntura può durare dai 20 ai 60 minuti a seconda del problema e che un piano di trattamento potrebbe richiedere uno o due sedute a settimana.

Il numero di trattamenti certamente dipende dalla condizione da curare e dalla sua gravità, ma è comune ricevere in media dalle 6 alle 8 applicazioni.

Per rispondere alla domanda “Quando fa effetto”, in genere molte persone sentono beneficio già dopo la prima seduta, altre hanno bisogno di completare un ciclo di tre sedute almeno prima di notare miglioramenti.

Controindicazioni

E veniamo alla domanda “Quando non fare l’agopuntura”. La pratica è considerata sicura, a patto di scegliere un professionista competente e certificato, che utilizzi aghi sterili. Di norma si utilizzano ormai aghi monouso, che evitano il rischio di infezioni. Ma ci sono casi in cui sarebbe preferibile evitare l’agopuntura a vantaggio di altre tecniche.

Ad esempio, in caso di disturbi emorragici e problemi di coagulazione del sangue, è importante scegliere trattamenti meno invasivi. Allo stesso modo, chi ha un pacemaker dovrebbe evitare trattamenti di agopuntura, soprattutto in caso di elettroagopuntura, che prevede lo scorrimento di leggere scosse elettriche lungo gli aghi.

Le donne incinte anche non si dovrebbero sottoporre a sedute di agopuntura, in quanto alcuni punti del corpo potrebbero stimolare il travaglio.

Sono normali invece, dopo il singolo trattamento, leggeri sanguinamenti, dolore, lividi e pizzicore, dove sono stati messi gli aghi, disagi che spariscono nel giro di pochi giorni.

 

Fonti

MayoClinic: Acupuncture

Transformational Acupuncture: Inside the mind of an acupuncturist-how do we choose acupuncture points?

HealthLine: Is Acupuncture the Miracle Remedy for Everything?

 

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